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La Moglie del Mare, Leggenda Giapponese

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海女房 (Umi-nyōbō)

Gli Yōkai (妖怪) sono creature del folklore Nipponico protagonisti di innumerevoli leggende, tra queste ci sono quelle che riguardano delle umi-nyōbō (qualche volta viene utilizza anche l’espressione umibō e umi-fujin). Un mostro giapponese affascinante e spaventoso.

Letteralmente significa 「La moglie del mare」, leggenda originaria della Izumo-no-kuni [(出雲国) l’attuale Shimane-ken (島根県)]. La sua figura è riconducibile a quella di una creatura marina con le fattezze di una donna, ma con una pelle essenzialmente squamosa, mani palmate e artigli, denti lunghi e forti come quelli degli squali, una lunga capigliatura e il corpo è come quello di una sirena. Si tratta di una creatura che vive principalmente in mare, ma è anche in grado di restare sulla terraferma per giorni interi senza problemi, in alcuni casi conosce anche il linguaggio umano e proprio nelle sue incursioni sulla costa aggredisce gli uomini per nutrirsi delle loro carni. In alcune leggende si menziona che la sua origine nasca dalle donne che hanno perso la vita in mare, mentre in altre è riconducibili al umi-bōzu (海坊主) che letteralmente significa「Il monaco del mare」in quanto moglie di quest’ultimo.

Le leggende

Una leggenda narra che nella Mutsu-no-kuni [(陸奥国) l’attuale Iwate-ken (岩手県)] un pescatore si recava tutti i giorni al lavoro a bordo della sua piccola imbarcazione. Un giorno la moglie decise di andare con lui per aiutarlo, ma durante la battuta di pesca la barca si rovesciò e la donna perse la vita. Disperato l’uomo riuscì a salvarsi e fu costretto ad accudire da solo il figlio appena nato. Il tempo passò e una volta adulto il figlio sostituì il padre nel lavoro di pescatore, fu così che durante una tempesta il giovane pescatore cadde in acqua e quando sembrava ormai tutto perduto fu tratto in salvo da una creatura simile ad una sirena che gli disse: 「Anata wa sodatta」(あなたは育った》Sei cresciuto). Una volta giunto a riva, l’uomo raccontò l’accaduto al padre che dopo lo stupore disse al figlio che probabilmente si trattava della madre morta in mare quando egli era appena nato.

Proprio per le peculiarità di queste leggende oltre ad assumere un comportamento diverso da quello predatorio, assume anche caratteristiche più simile ad uno Yūrei. Gli Yūrei 幽霊》sono le anime dei defunti, che non riuscendo a raggiungere l’aldilà, restano intrappolati nel mondo del vivi sotto forma di creature benevole e/o malevole.

In un’altra leggenda si narra che nella Mutsu-no-kuni [(陸奥国) che comprende anche una parte dell’attuale Aomori-ken (青森県)] due pescatori si recavano ogni mattina al lavoro e la sera ritornavano nelle loro case dalle rispettive mogli. Ma un giorno i due uomini non fecero ritorno, molto preoccupate le due donne rimasero per lungo tempo senza sapere nulla, finché un giorno riceverono la visita di una strana creatura che consegnò loro due pacchi, dicendogli che aveva notizie dei rispettivi mariti. Ma quando le due donne aprirono le scatole e trovarono al loro interno le teste dei due pescatori, straziate dal dolore e dall’orrore, si gettarono in mare e annegarono, trasformandosi a loro volta in delle Umi-nyōbō.

Versioni alternative della leggenda

Un’altra leggenda narra che, nell’attuale Shimane-ken, un pescatore quando era impegnato per lunghe battute di pesca, per giorni interi fuori casa, chiedeva al suo anziano vicino di occuparsi dell’immobile. Così come era ormai diventata una consuetudine, il vicino si recò presso l’abitazione del pescatore, mentre era intendo nelle pulizie si riposò sulla tatami, improvvisamente si svegliò e scorse aldilà della finestra lo sguardo di una strana creatura. Nonostante quello sguardo minaccioso fosse scomparso, l’anziano fu pervaso dalla paura e si nascose nell’armadio.

Quasi nello stesso istante sentì aprirsi la porta d’ingresso ed entrò quello che in un primo momento sembrava una donna. Rimasto chiuso nell’armadio e attraverso una fessura, l’uomo osservandola bene si accorse di trovarsi di fronte ad una strana creatura, con la pelle interamente squamosa, arti palmati e lunghi denti affilati. Si rese conto che ciò che stava vendendo era una Umi-nyōbō, che portando sotto il braccio il corpo di un neonato si diresse in cucina dove divorò tutti i recipienti contenti il pesce e dopo aver finito si nutrì anche del corpo del bambino. Al quel punto l’anziano emise un grido che soffocò subito in gola, fu così che Umi-nyōbō smise di mangiare e scrutò ogni angolo della casa per capire la provenienza di quel suono. Dopo essersi avvicinata anche all’armadio non si accorse di nulla e andò via facendo perdere le proprie traccie (in una variante si menziona che il corpo di cui si nutrì Umi-nyōbō era quello di un uomo e quando riuscì ad aprire l’armadio uccise anche l’anziano vicino).

In un’altro racconto si menziona che nella Iwami-no-kuni [(石見国) sempre nell’attuale Shimane-ken)] una famiglia di pescatori aveva concluso la giornata di lavoro gettando una parte del pescato in un recipiente di acqua salata per conservarlo per i giorni seguenti. L’indomani il capofamiglia, quando tornò a casa, trovò il recipiente quasi del tutto vuoto. Fu così che si recò dai vicini per metterli in guardia sul fatto che era stato vittima di furto, ma quando si recò nuovamente all’abitazione in compagnia degli amici vide in lontananza una creatura gettarsi in mare e il resto dei recipienti completamente vuoti (in una variante si menziona che il pescatore vide una Umi-nyōbō con i suoi cuccioli divorare il pescato e chiamò i vicini).

Nel 「Yamato Honzō」(大和本草》antico libro di agricoltura e biologia pubblicato durante Edo-jidai) si menziona la Umi-nyōbō e di come i denti e le ossa di alcuni pesci venivano lavorati per ricavarne una polvere utilizzata per i rimedi contro le emorragie. Nel folklore moderno questo Yōkai assume anche il nome di 「Han-Gyojin」(半魚人) ed è una dei protagonisti nell’opera「Gegege no Kitarō」(ゲゲゲの鬼太郎) del Maestro Mura Shigeru.

Presso Sakaiminato-shi (境港市) nella Tottori-ken (鳥取県) esiste una strada chiamata: 「Mizuki Shigeru Rōdo」(水木しげるロード》Mizuki Shigeru Road) dove ci sono diversi negozi interamente dedicati agli Yōkai e Yūrei, in più sono esposte lunga la via le statue dei protagonisti delle storie e dei disegni del mitico e compianto Mura Shigeru conosciuto come 水木•しげる(Mizuki Shigeru) uno dei più grandi esperti di Yōkai e Yūrei contemporanei.

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