Sokoninaru intervista alla band J-rock

Sokoninaru rock giapponese

Questa breve chiacchierata doveva fungere da introduzione alla band di Osaka che, grazie all’agenzia Bagana Music e agli sforzi organizzativi di appassionati di anime e Giappone, avrebbe dovuto suonare per la prima volta in Italia. Purtroppo la tanto attesa data di Milano del 20 di marzo 2020 è stata cancellata per i motivi che tutti conosciamo, ma eccovi i Sokoninaru intervista alla band J-rock!

SOKONINARU: COMPLICATED TIMES 

La band, formata dal biondino-platinato Juko Suzuki (chitarra, voce) e dalla graziosa Misaki Fujiwara (basso, voce), con l’aggiunta di Shiyu alla batteria, dopo alcuni concerti nel nord Europa, tra cui un sold-out a Rotterdam, ha dovuto infine cancellare tutti gli ultimi appuntamenti della seconda tournée nel nostro continente. Ci si augura che il gruppo possa presto esibirsi anche in Italia, dove un nutrito gruppo appassionati sono ansiosi di vederli suonare alla velocità della luce, ma con tecnica stupefacente, i loro pezzi di metal-pop progressivo che riportano immediatamente al mondo degli anime più cool.

J-rock dei Sokoninaru
Konnichiwa! In attesa del vostro primo concerto italiano vorremmo sapere qualcosa in più di voi. Come vi siete formati?

Misaki: Inizialmente i Sokoninaru si erano formati come una band tributo dei Ling Toshite Sigure (N.d.r: gruppo indie rock/post-HC/post-metal giapponese che ha fornito le sigle di apertura delle serie di anime “Psycho-pass” e “Psycho-pass 2”; inoltre il cantante Toru Kitajima, o TK, è autore di pezzi apparsi in anime come “Tokyo Ghoul”, “91 Days” ed il recentissimo “Pet”). Quando iniziammo l’università cominciammo a scrivere le nostre canzoni e diventammo i Sokoninaru.

Quali sono state le vostre maggiori influenze musicali (culturali, gruppi rock/metal e specifici chitarristi)?

Juko: I Ling Toshite Sigure.

Misaki: Si, i Ling Toshite Sigure anche per me. Quando iniziai ad ascoltarli e vidi suonare 345 (il loro bassista), decisi di imparare a suonare quello strumento.

Quindi si può dire che facciate parte di una scena ben precisa in Giappone

Juko: Direi di sì, il nostro pubblico è un misto di fan del metal progressivo e degli anime.

Molta della musica rock giapponese ha una forte componente sperimentale. Che rapporto avete con la tecnologia?

Juko: È un’ottima cosa. La tecnologia rende la musica più individuale ed interessante.

Limpressione è che a Osaka vi sia un fermento artistico più allavanguardia rispetto al resto del Giappone: è così?

Misaki: Penso che sia proprio così. Ad Osaka esistono gruppi dalla individualità molto spiccata. Credo che la cosa sia dovuta al fatto che è uno dei principali capoluoghi di provincia.

La musica giapponese dei Sokoninaru
Avete scoperto nuovi artisti durante il vostro primo tour in Europa del 2018? Quali gruppi giapponesi e stranieri ascoltate al momento?

Juko: Ultimamente ascolto i Matryoshka (N.d.r.: post-rock band di Tokyo)

Misaki: Io invece ascolto molto gli Attack Attack!, li adoro. (N.d.r.: gruppo americano di metalcore/electonicore scioltosi nel 2013). Durante quel tour europeo abbiamo conosciuto i Chase the Pancake. Sono davvero cool: sono proprio in sintonia con ciò che fanno i gruppi giapponesi!

Qual’è la vostra idea dellItalia?

Juko: Pizza ed espresso! Mi piacciono un sacco.

Misaki: Credo che tutti i giapponesi siano molto attratti dall’Italia per via dell’architettura e dei paesaggi bellissimi. E la pizza è fantastica. Sono davvero felice di venire a suonare da voi: dopo lo show voglio mangiarmene una buonissima!

I link per seguirli:

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