Higashino Keigo: maestro indiscusso del giallo giapponese

L'emporio dei piccoli miracoli

La colpa, La seconda vita di Naoko, Il segreto del lago sono solo alcuni dei titoli in traduzione italiana di un autore prolifico, Higashino Keigo: maestro indiscusso del giallo giapponese. Considerato uno dei maggiori esponenti dello Shinhonkakuha, il nuovo giallo che si rifà alla tradizione della detective-fiction, Higashino keigo riesce in realtà a combinare abilmente nei suoi romanzi, dalla struttura propria della detective-story, elementi che derivano dall’hardboiled (Shakaiha), come il gusto per la denuncia sociale. La trama dei suoi romanzi veicola sempre un messaggio di denuncia di alcuni aspetti della società giapponese contemporanea, come la morte per eccesso di lavoro, (karoshi) ne La seconda vita di Naoko o la forte pressione del sistema educativo, ne Il segreto del lago.

L’emporio dei piccoli miracoli

Dal sapore molto diverso, L’emporio dei piccoli miracoli (Sperling & Kupfer 2018, Namiyazakkatennokiseki), non può essere definito né un romanzo giallo né un noir: non c’è nessuna vittima, nessun criminale da scovare, perché tutto ruota attorno ad un piccolo negozio nel quale sembra avvenire qualcosa di molto strano. Higashino Keigo: maestro indiscusso del giallo giapponese dunque propone un giallo che non è una detective story.

la trama

La trama, che ricalca la struttura tipica del giallo convenzionale, è intensa e intrigante. Niente è lasciato al caso, e come in un puzzle, alla fine ogni pezzo si incastra alla perfezione per formare un quadro completo della vicenda. Shota, Kohei e Atsuya sono tre ladri pasticcioni che hanno svaligiato una casa situata in un piccolo paesino di campagna. A causa di un guasto all’automobile con cui viaggiano, sono costretti a fermarsi per la notte in un vecchio negozio abbandonato, l’Emporio Namiya.

Sembra tutto tranquillo quando improvvisamente appare una lettera sotto la serranda abbassata del negozio. Si tratta di una richiesta di aiuto, indirizzata al vecchio proprietario dell’emporio, il signor Namiya, divenuto celebre per dispensare consigli a chiunque glielo chiedesse via lettera. I tre furfanti incuriositi e desiderosi di aiutare la misteriosa donna decidono di rispondere alla richiesta facendo le veci dell’ex-proprietario. Una volta scritta la lettera e lasciata nella cassetta per il latte, non passano nemmeno cinque minuti che subito giunge la replica. Proseguendo con la corrispondenza scoprono che le lettere arrivano dal passato, e precisamente dal 1979.

come sospesi nel tempo…

Come sospesi nel tempo, i tre ladri si trovano coinvolti in questa folle e miracolosa corrispondenza, cercando con i loro consigli di risollevare le situazioni complicate degli sventurati mittenti: ognuno con una storia da raccontare e un problema da risolvere. L’autore non si ferma in superficie e nelle cinque parti in cui è diviso il romanzo, descrive ogni personaggio con accuratezza e profondità, offrendo uno spaccato della società giapponese durante la guerra fredda e il boom economico degli anni ’80.

Seppur inizialmente le storie sembrano essere indipendenti fra loro, facendo bene attenzione agli indizi lasciati dallo scrittore, alla fine si delinea un quadro chiaro e completo dell’intera storia. I personaggi sembrano legati dal filo rosso del destino, akai ito, in una storia magica sui piccoli miracoli che potremmo compiere ogni giorno nelle vite altrui, se solo imparassimo ad ascoltare e a farsi ascoltare.

Dal libro è stato tratto anche un film, diretto da Ryuichi Hiroki nel 2017.

Il giallo ha sempre avuto produzioni di qualità in Giappone, oltre a Higashino Keigo: maestro indiscusso del giallo giapponese vogliamo ricordare Matsumoto Seicho.
Se vi attirano violenza, sesso e malinconia segnatevi il nome di Murakami Ryu, mentre per gli amanti della poesia dal passato è consigliabile Nagai Kafu. Naturalmente leggendo questi scrittori ascoltate musica giapponese!

Post Correlati

Leave a comment