Il sistema di scrittura giapponese: evoluzione

Evoluzione della scrittura giapponese

Come si scrive la lingua giapponese? Da dove ha avuto origine il sistema di scrittura che si utilizza oggi? Esiste un sistema di scrittura autoctona in Giappone? Sono tutte domande che coloro che per qualsiasi motivo si interessano di Giappone si saranno sicuramente posti almeno una volta. Andiamo dunque a rispondere a tali quesiti insieme, in un piccolo viaggio nella storia dell’evoluzione del sistema di scrittura giapponese.

LE ORIGINI DELLA SCRITTURA IN GIAPPONE

Durante gli scavi archeologici compiuti nell’arcipelago giapponese sono state ritrovate tracce di scrittura risalenti persino al periodo Yayoi, specialmente come incisioni praticate su artefatti di varia natura. Gli studiosi sono però concordi nell’affermare che i caratteri, tutti di derivazione cinese, trovati su questi manufatti avessero un ruolo prettamente simbolico o decorativo e che le popolazioni al tempo risiedenti in quelle zone non comprendessero appieno il loro significato e utilizzo. La scrittura intesa come metodo di trascrizione del linguaggio venne importata dai migranti cinesi e soprattutto coreani solo secoli dopo, a metà del periodo Kofun (ca. V secolo d.C.). La diffusione della scrittura, che in questo periodo era costituita solo da caratteri cinesi, venne accelerata in maniera particolare dalla diffusione del buddhismo attorno al VI secolo d.C.

LE MODALITÀ DI SCRITTURA NEL GIAPPONE ARCAICO E ANTICO

Fatta eccezione per i kaidaa (カイダ―), ossia dei pittogrammi usati nel Giappone sud-occidentale nel pagamento dei dazi doganali, i primi caratteri utilizzati nell’arcipelago furono di importazione cinese. Questi caratteri erano utilizzati in molte zone dell’Asia Orientale su cui l’Impero Cinese aveva esteso la propria influenza, ma il modo in cui essi vennero impiegati in Giappone è senz’altro unico nel suo genere. Infatti, se da un lato molti scritti, specialmente ufficiali, venivano redatti direttamente in lingua cinese utilizzando quindi il cosiddetto “kanbun” (漢文, termine utilizzato anche al di fuori della linguistica storica per designare la letteratura in cinese classico), gli altri venivano redatti utilizzando il “man’yōgana” (万葉仮名) ossia un sistema che utilizzava i caratteri cinesi per la loro pronuncia (ignorandone quindi il significato), permettendo così di trascrivere abbastanza fedelmente, per quanto non perfettamente, i suoni della lingua autoctona.

Sillabario hiragana giapponese
L’INVENZIONE DEI KANA

I sillabari kana (仮名), spesso erroneamente definiti “alfabeti”, sono dei sistemi di scrittura sillabici creati a partire dai caratteri cinesi per la trascrizione fonetica della lingua giapponese durante il periodo Heian, attorno al IX secolo. La loro invenzione è tradizionalmente attribuita al monaco Kukai, benché non esistano prove definitive a sostegno di ciò.

Il primo sillabario, l’hiragana (平仮名), è stato creato per corsivizzazione, ossia tramite un’estrema semplificazione dei caratteri di partenza; il secondo sillabario, il katakana (片仮名), è stato invece creato per nucleazione, ossia isolando una parte dei caratteri di partenza e attribuendogli la lettura che il carattere completo aveva.

In vista di questi fatti possiamo anche rispondere a uno degli interrogativi che ci siamo posti all’inizio: se volessimo essere pignoli, infatti, dovremmo affermare che non esiste un sistema di scrittura tipicamente giapponese, poiché anche quei sillabari che tradizionalmente sono stati considerati come autoctoni in realtà sono fortemente basati su un sistema di scrittura già esistente, ossia i caratteri cinesi.

LE SPERIMENTAZIONI CON I CARATTERI E L’EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA

Con l’introduzione dei kana la metodologia della scrittura cambia radicalmente. Vediamo le diverse evoluzioni che ha assunto la scrittura in seguito a quest’invenzione:

  • Kanbun: il kanbun in seguito all’invenzione dei kana rimane la lingua dell’aristocrazia e del clero e continua a rispettare le convenzioni ortografiche del cinese. Vengono però inserite alcune note, i kunten (訓点) accanto ai caratteri così da poter leggere ciò che c’era scritto in maniera più scorrevole. Per questo scopo cominciarono ad essere usati proprio i kana
  • Hentai kanbun (変体漢文): letteralmente “kanbun dalla forma modificata”. Era uno stile di scrittura basato sul kanbun che però usava delle strutture sintattiche tipiche del giapponese, anche grazie all’aiuto dei kana. La prosa del Kojiki venne scritta proprio con questo stile
  • Kanjikatakanamajiribun (漢字片仮名交じり文): stile ibrido fra caratteri cinesi e kana, che costituisce la base per il moderno sistema di scrittura
  • Senmyōtai (宣命体): stile ibrido in cui i caratteri cinesi vengono usati per le parti semantiche, mentre per le parti funzionali (come posposizioni e desinenze) vengono usati prima i man’yōgana poi i kana. Assume questo nome (senmyō significa “editto”) in quanto è lo stile che venne usato per i 62 editti imperiali contenuti nello Shoku Nihongi.
  • Hiraganabun (平仮名文): stile basato quasi esclusivamente sugli hiragana, con un’incidenza di caratteri cinesi minima e che veniva usato prevalentemente per i diari delle dame di corte e altri scritti privati. Era particolarmente in voga fra le donne, che, almeno ufficialmente, non dovevano conoscere il cinese. Si estinse dopo il periodo Heian.

Di questi stili di scrittura fu quello ibrido di caratteri cinesi e kana a sopravvivere alla varietà di forme di scrittura usate in quel periodo e che durante il medioevo si cristallizzò arrivando fino ai giorni nostri.

Ideogrammi giapponesi, i kanji
UN ULTIMO RISVOLTO: LA RIFORMA DELLA SCRITTURA DEL 1946

Dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale e la promulgazione della costituzione democratica, venne deciso da parte del governo di “svecchiare” il sistema di scrittura della lingua giapponese in modo da renderlo più fedele all’effettiva pronuncia dei termini nella lingua parlata nel Novecento. Vennero quindi eliminati i kana superflui e cambiata la morfologia delle parole, ponendo fine al Rekishiteki Kanadzukai (歴史的仮名遣い), ossia l’utilizzo storico del kana.

Lo sviluppo del sistema di scrittura giapponese e la storia della lingua vanno di pari passo e sono un affascinante argomento di studio. Altrettanto interessante è la creazione della scrittura coreana, che a differenza della maggior parte delle scritture nelle altre lingue ha una storia molto recente.

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