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La periodizzazione della storia giapponese

Castello giapponese

Uno dei principali problemi da affrontare quando si parla del Giappone e dei suoi vari aspetti culturali è sicuramente il collegare il nome di un dato periodo storico in giapponese a una determinata situazione storica e al sistema di periodizzazione occidentale. Anche chi abbia solo guardato qualche anime o letto un manga o due
potrà aver sentito parlare o letto di periodi come lo Heian, l’Edo o il Meiji, ma, a meno che non abbiano ricevuto un’istruzione specifica in tal senso, difficilmente quelle persone avranno un’idea chiara e concreta di ciò che tali nomi rappresentino. Andiamo quindi ad analizzare brevemente la periodizzazione della storia giapponese, così da
chiarire eventuali dubbi a riguardo!

SISTEMA CRONOLOGICO GIAPPONESE

Prima di analizzare i diversi periodi della storia giapponese è bene sottolineare come esistano o, meglio, coesistano diversi sistemi di organizzazione dei fatti storici in Giappone, tutti validi, ma le cui suddivisioni non sono perfettamente sovrapponibili.
Oltre al calendario gregoriano, adottato ufficialmente dall’Impero nel 1873, ma che non divenne di uso comune fino al secondo dopoguerra, troviamo anche il sistema dei nengo (年号) e due diverse periodizzazioni.

I nengo sono le cosiddette “ere”, ossia dei periodi la cui apertura e chiusura venivano stabilite arbitrariamente dalla corte imperiale e che cambiavano solitamente quando accadeva qualcosa di importante per il sovrano o la sovrana.

Il sistema articolato in periodi, o jidai (時代,) è quello che viene più comunemente usato per parlare di storiografia giapponese, in quanto gli anni raggruppati in ciascuna di queste epoche hanno un comune denominatore che
permette e giustifica tale raggruppamento. A partire dal periodo Meiji (iniziato nel 1868) i due sistemi dei nengo e dei jidai sono stati unificati nel sistema issei ichigen (一世一元), in cui le ere dovevano avere la stessa durata dei periodi e dovevano coincidere con gli anni di regno di un determinato imperatore.

Il secondo sistema di periodizzazione in jidai, a cui si accennava sopra, in realtà è semplicemente un sistema che raggruppa fra loro i vari jidai a formare dei periodi più lunghi e che, possiamo dirlo ufficiosamente e a solo scopo illustrativo, somiglia alla periodizzazione della storia occidentale. Vediamo quindi quali sono le durate e caratteristiche principali dei vari jidai, con un viaggio attraverso la periodizzazione della storia giapponese.

Antica scultura giapponese

PERIODO PRE-NARA

Periodo Jomon

Jomon (縄文時代) (10000 a.C. – 300 a.C. circa): periodo preistorico. Il suo nome deriva dai tipici disegni a corda dei manufatti rivenuti dagli archeologi, che sono stati fatti risalire a questo periodo. Non sono rimaste tracce scritte che rimandino a questo periodo e, quindi, tutte le informazioni che abbiamo su di esso sono derivate dagli scavi archeologici e dai ritrovamenti. Le popolazioni Jomon, non conoscendo ancora l’agricoltura, vivevano essenzialmente di caccia e raccolta.

Periodo Yayoi

Yayoi (弥生時代) (300 a.C. – 300 d.C. circa): periodo protostorico. Il suo nome deriva dalla zona di Tokyo dove vennero ritrovati per la prima volta dei reperti risalenti all’epoca. In questo periodo iniziarono i flussi migratori dalla penisola coreana che portarono in Giappone non solo nuove tecniche artistiche e di manifattura, ma anche e soprattutto l’agricoltura. Fu proprio grazie ad essa che le popolazioni dell’arcipelago poterono stabilire finalmente uno stile di vita più sedentario e iniziare a costruire delle comunità fisse.

Periodo Kofun

Kofun (古墳時代) (300 d.C. – 550 d.C. circa): periodo di transizione tra la protostoria e la storia. Il suo nome deriva dalle tombe monumentali che ancora oggi costituiscono il luogo sepoltura delle persone più eminenti vissute in tale periodo.
Erano delle tombe con una caratteristica forma a “buco di serratura” che venivano generalmente circondate da un fossato pieno d’acqua e/o da una serie di alberi anche per prevenire l’accesso di estranei. La presenza di questo tipo di monumenti testimonia una delle caratteristiche del periodo, ossia la sempre più marcata stratificazione sociale che culminerà nei secoli successivi con la costituzione di un vero e proprio stato generato dall’unione/sottomissione delle varie unità territoriali minori.

Periodo Asuka

Asuka (飛鳥時代) (550 circa – 710): periodo di transizione definitiva dalla protostoria alla storia. In questo periodo la scrittura entrò a far parte in maniera importante della vita culturale dell’arcipelago, culminando nei primi anni del periodo Nara nella compilazione delle prime antologie imperiali. Il tratto caratteristico di quest’epoca fu sicuramente l’introduzione e la diffusione presso le classi sociali più alte della religione buddhista, che portò anche a dei conflitti interni tra i fautori dell’introduzione e i conservatori che rimanevano attaccati alle preesistenti pratiche shintoiste. In questo periodo, inoltre, il potere della corte si consoliderà a tal punto da portare all’avvenimento che sancirà il passaggio al periodo Nara, ossia la costruzione della prima capitale stabile nell’omonima città.

Tempio shintoista giapponese

PERIODO CLASSICO E TARDO-ANTICO

Periodo Nara

Nara (奈良時代) (710 – 794): primo periodo che possiamo definire a tutti gli effetti storico. Il suo nome deriva dalla città in cui ebbe sede il potere imperiale a partire dal 710 e fino al 784 (anno in cui venne spostata provvisoriamente a Nagaoka). In questo periodo fu più che mai forte il potere della corte imperiale, anche grazie alla centralizzazione dello stato su modello cinese, e vennero redatte le antologie imperiali, prime fra tutte il Kojiki (712) e il Nihon Shoki (720).

Periodo Heian

Heian (平安時代) (794 – 1185): periodo in cui, per quanto il potere fosse ancora detenuto ufficialmente dagli imperatori, in realtà veniva esercitato dalla nobile famiglia dei Fujiwara, i quali avevano stretti e secolari legami con la corte imperiale stessa (Fujiwara infatti fu un nome dato a un ramo del clan Nakatomi dall’Imperatore Tenji nel 668). Il periodo Heian si distingue, almeno nella sua prima parte, per la relativa pace e per la produzione culturale decisamente fiorente, aspetto determinato anche dal fatto che vennero ridotti in maniera decisa gli scambi di informazioni e tradizioni con il continente, cosa che favorì una rielaborazione autoctona degli stimoli giunti in precedenza.

PERIODO MEDIEVALE

Periodo Kamakura

Kamakura (鎌倉時代) (1185 – 1338): periodo di inizio del cosiddetto medioevo giapponese. Nel 1185 Minamoto no Yoritomo fondò nell’omonima città (tra l’altro appositamente costruita da un preesistente villaggio di pescatori) il bakufu (幕府, lett. “governo della tenda”) Kamakura, ossia una forma di dittatura militare in
cui il potere sia legislativo sia esecutivo veniva de iure detenuto dalla corte imperiale, ma de facto era affidato per “concessione imperiale” all’aristocrazia militare, o buke (武家). Fu anche il periodo in cui il buddhismo venne popolarizzato e cominciò ad essere praticato anche dalle masse assieme allo shintoismo.

Il Grande Buddha di Kamakura
Statua di Buddha a Kamakura
Periodo Muromachi

Muromachi (室町時代) (1338 – 1573): viene anche chiamato “periodo Ashikaga” (足利時代), dal nome della famiglia di Shogun, (将軍) traducibile con “generale”, che detenne il potere durante il suo corso. La caratteristica più importante di quest’epoca è sicuramente la costante presenza, almeno a partire dal 1467, anno di inizio del sottoperiodo Sengoku (戦国時代, “periodo degli stati combattenti”), di lotte intestine causate dalla frammentazione del potere, che furono principalmente causate dalla presa di potere progressiva da parte dei vassalli shogunali nei territori di provincia, con una conseguente perdita di unità territoriale a livello nazionale e una perdita di controllo sia da parte delle autorità shogunali sia di quelle imperiali. La classe veramente protagonista di questo periodo e che proprio qui ottenne un ruolo centrale nella politica del paese fu quella dei samurai (侍).

Periodo Azuchi-Momoyama

Azuchi-Momoyama (安土桃山時代) (1573 – 1603): periodo dalla durata decisamente breve ma intensa. Il suo nome deriva da quello di due castelli, quello di Azuchi e quello di Momoyama, che erano i quartieri generali rispettivamente di Oda Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi, le due figure più importanti di questo trentennio. Essi contribuiranno in maniera significativa, per quanto non definitiva, alla riunificazione del Giappone sotto un unico governo. Interessante è notare come nessuno dei due prese mai il titolo di Shogun, rendendo questo l’unico periodo della storia non classica ad essere stato privo di un’autorità militare a livello nazionale. Un altro fenomeno degno di nota del periodo (anche se in realtà vide le sue prime fasi nell’ultima parte del periodo precedente, dal 1543 in poi) è stata la presa di contatto (prima nella storia del Giappone) con le nazioni occidentali e la successiva entrata e
diffusione nel paese (per quanto ridotta) del Cristianesimo.

Il castello imperiale giapponese

PERIODO PRE-MODERNO

Periodo Edo

Edo (江戸時代) (1603 – 1868): periodo preceduto dalla ricentralizzazione del potere nelle mani delle autorità shogunali da parte di Tokugawa Ieyasu. Egli prese il titolo di Shogun nel 1603, anno d’inizio di quest’epoca, talvolta chiamata proprio “periodo Tokugawa” (徳川時代) , in nome della famiglia che lo dominò. Già nei primi
decenni del periodo si cercò di limitare i contatti con le potenze straniere, sia europee sia di area cinese. Il processo culminò nel 1641, con la definitiva espulsione degli stranieri, fatta eccezione per cinesi e olandesi, dall’arcipelago, azione che sancì l’inizio del periodo definito sakoku (鎖国), o “paese in catene”. Notevole fu anche la produzione artistico-culturale del periodo, che fiorì in particolar modo fino al primo ventennio del XVIII secolo.

PERIODO MODERNO

Periodo Meiji

Meiji (明治時代) (1868 – 1912): periodo di ritorno all’autorità imperiale. Fu proprio nel gennaio del 1868, infatti, che l’ultimo Shogun Tokugawa rimise il potere politico nelle mani dell’Imperatore Meiji. Il periodo Meiji fu caratterizzato da una duplice tendenza: innanzitutto, fino agli anni ‘80 dell’Ottocento ci fu una propensione all’apertura totale e acritica verso l’Occidente e la sua cultura, poi, a partire dalla fine dell’Ottocento, si tese a una produzione artistica autoctona basata sui principi di origine occidentale precedentemente importati. Un elemento di grande importanza dal punto di vista politico fu senz’altro la promulgazione della prima costituzione giapponese nel 1889, per quanto fosse una costituzione tutt’altro che democratica. Si sottolinea inoltre come nell’ultima parte del periodo ci furono, negli ambienti intellettuali, anche delle forti ondate di nazionalismo e orgoglio patriottico, causate anche e soprattutto dal continuo confronto con l’altro a cui il Giappone venne sottoposto come conseguenza all’apertura dei confini nazionali.

Periodo Taisho

Taisho (大正時代) (1912 – 1926): periodo caratterizzato da una relativa libertà politica e in cui anche i partiti della sinistra poterono avere un ruolo attivo nella vita politica del paese. Al periodo in questione ci si riferisce spesso con il nome di “democrazia Taisho”. L’evento più degno di nota fu la partecipazione del Giappone al primo conflitto mondiale, dal quale ottennero alcune piccole concessioni territoriali nel Pacifico.

Periodo Showa

Showa (昭和時代) (1926 – 1989): periodo generalmente diviso in due fasi principali: la prima, che arriva fino al 1945, anno della sconfitta subita dall’Impero nella Seconda Guerra Mondiale da parte delle forze alleate, caratterizzata da un regime anti-liberale e autoritario in cui il potere politico venne detenuto dal governo imperiale, che lo esercitò in maniera autoritaria, ponendo grossi limiti alle libertà individuali. Questa fase fu anche caratterizzata da una forte politica espansionistica sia ai danni di Cina e Corea sia a quelli dei territori del Pacifico Occidentale.

La seconda fase, invece, vide la scena politica del paese dominata dal parlamento, che ottenne pieni poteri in seguito alla costituzione democratica del 1947. Fu un periodo caratterizzato dalla ricostruzione del paese dalle macerie della guerra e dalla forte espansione economica che portò il Giappone ad essere una delle più importanti nazioni asiatiche nel panorama internazionale. Un evento assai degno di nota in questo periodo fu la rinuncia alla discendenza divina da parte dell’Imperatore Showa imposta dagli americani dopo la resa del Giappone.

Tokyo città moderna

PERIODO CONTEMPORANEO

Il periodo contemporaneo è in realtà cominciato nel 1945.

Periodo Heisei

Heisei (平成時代) (1989 – 2019): periodo caratterizzato da un aumento sempre maggiore dell’importanza del Giappone a livello internazionale. In questo periodo, anche grazie all’industria dell’intrattenimento, è diventato molto popolare fra le giovani generazioni. Uno dei fatti più notevoli fu il grande terremoto del Giappone Orientale del 2011 e il conseguente tsunami che causarono la tragedia nucleare di Fukushima.

Periodo Reiwa

Reiwa (令和時代) (2019 – oggi): periodo attualmente in corso. Un fatto alquanto importante è stata la pandemia causata dal Covid-19.

FONTI e link – periodizzazione della storia giapponese

R. Caroli, F. Gatti, Storia del Giappone, Editori Laterza, Bari, 2017

Storia giapponese, sito K-ble Jungle
Tokugawa Yeyasu, approfondimento dal sito Ochacaffè
La storia della Corea del Sud sul sito Cultura Coreana

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