Evoluzione e storia del sistema di scrittura giapponese

Antica scrittura cinese

Come si scrive la lingua giapponese? Da dove ha avuto origine il sistema di scrittura che si utilizza oggi? Esiste un sistema di scrittura autoctono in Giappone? Sono tutte domande che coloro che per qualsiasi motivo si interessano di Giappone si saranno sicuramente posti almeno una volta. Andiamo dunque a rispondere a tali quesiti insieme, in un piccolo viaggio nell’evoluzione e storia del sistema di scrittura giapponese.

LE ORIGINI DELLA SCRITTURA IN GIAPPONE

Durante gli scavi archeologici compiuti nell’arcipelago giapponese sono state ritrovate tracce di scrittura risalenti persino al periodo Yayoi, specialmente come incisioni praticate su artefatti di varia natura. Gli studiosi sono però concordi nell’affermare che i caratteri, tutti di derivazione cinese, trovati su questi manufatti avessero un ruolo prettamente simbolico o decorativo e che le popolazioni al tempo risiedenti in quelle zone non comprendessero appieno il loro significato e utilizzo. La scrittura intesa come metodo di trascrizione del linguaggio venne importata dai migranti coreani solo secoli dopo, a metà del periodo Kofun (ca. V secolo d.C.). La diffusione della scrittura, che in questo periodo era costituita solo da caratteri cinesi, venne accelerata in maniera particolare dalla diffusione del buddhismo attorno al VI secolo d.C.

Opera esposta al Cleveland Museum of Art
Calligrafia in stile semi-corsivo (xing-caoshu), si ringrazia il Cleveland Museum of Art
LE MODALITÀ DI SCRITTURA NEL GIAPPONE ARCAICO E ANTICO

Fatta eccezione per i Kaidaa (カイダ―), ossia dei pittogrammi usati nel Giappone sudoccidentale nel pagamento dei dazi doganali, i primi caratteri utilizzati nell’arcipelago furono di importazione cinese. Questi caratteri erano utilizzati in molte zone dell’Asia Orientale su cui l’Impero Cinese aveva esteso la propria influenza, ma il modo in cui essi vennero impiegati in Giappone è senz’altro unico nel suo genere. Infatti, se da un lato molti scritti, specialmente ufficiali, venivano redatti direttamente in lingua cinese utilizzando quindi il cosiddetto “kanbun” (漢文, termine utilizzato anche al di fuori della linguistica storica per designare la letteratura in cinese classico), gli altri venivano redatti utilizzando il “man’yōgana” (万葉仮名) ossia un sistema che utilizzava i caratteri cinesi per la loro pronuncia (ignorandone quindi il significato). Questo permetteva così di trascrivere abbastanza fedelmente, per quanto non perfettamente, i suoni della lingua autoctona.

L’INVENZIONE DEI KANA

I sillabari kana (仮名), sono dei sistemi di scrittura sillabici creati a partire dai caratteri cinesi per la trascrizione fonetica della lingua giapponese durante il periodo Heian, attorno al IX secolo (e la loro invenzione è tradizionalmente attribuita al monaco Kukai. Il sillabario hiragana (平仮名), è stato creato per corsivizzazione, ossia tramite un’estrema semplificazione dei caratteri di partenza; il sillabario katakana (片仮名) è stato invece creato per nucleazione, ossia isolando una parte dei caratteri di partenza e attribuendogli la lettura che il carattere completo aveva. In vista di questi fatti possiamo anche rispondere a uno degli interrogativi che ci siamo posti all’inizio: se volessimo essere pignoli, infatti, dovremmo affermare che non esiste un sistema di scrittura tipicamente giapponese, poiché anche quei sillabari che tradizionalmente sono stati considerati come autoctoni in realtà sono fortemente basati su un sistema di scrittura già esistente, ossia i caratteri cinesi.

LE SPERIMENTAZIONI CON I CARATTERI E L’EVOLUZIONE DELLA SCRITTURA

Con l’introduzione dei kana la metodologia della scrittura cambia radicalmente.
Vediamo le diverse evoluzioni che ha assunto la scrittura in seguito a quest’invenzione:
Kanbun: il kanbun in seguito all’invenzione dei kana rimane la lingua dell’aristocrazia e del clero e continua a rispettare le convenzioni ortografiche del cinese. Vengono però inserite alcune note, i kunten (訓点) accanto ai
caratteri così da poter leggere ciò che c’era scritto in maniera più scorrevole. Per questo scopo cominciarono ad essere usati proprio i kana
Hentai Kanbun (変体漢文): letteralmente “kanbun dalla forma modificata”. Era uno stile di scrittura basato sul kanbun che però usava delle strutture sintattiche tipiche del giapponese, anche grazie all’aiuto dei kana. La prosa del Kojiki venne scritta proprio con questo stile

storia del sistema di scrittura giapponese - esempi di giapponese scritto moderno
Il giapponese al giorno d’oggi: kanji, hiragana e katakana

Kanjikatakanamajiribun (漢字片仮名交じり文): stile ibrido fra caratteri cinesi e kana, che costituisce la base per il moderno sistema di scrittura
Senmyōtai (宣命体): stile ibrido in cui i caratteri cinesi vengono usati per le parti semantiche, mentre per le parti funzionali (come posposizioni e desinenze) vengono usati prima i man’yōgana poi i kana. Assume questo nome
(senmyō significa “editto”) in quanto è lo stile che venne usato per i 62 editti imperiali contenuti nello Shoku Nihongi
Hiraganabun (平仮名文): stile basato quasi esclusivamente sugli hiragana, con un’incidenza di caratteri cinesi minima e che veniva usato prevalentemente per i diari delle dame di corte e altri scritti privati. Era particolarmente in voga fra le donne, che, almeno ufficialmente, non dovevano conoscere il cinese. Si estinse dopo il periodo Heian.

Di questi stili di scrittura fu quello ibrido di caratteri cinesi e kana a sopravvivere alla varietà di forme di scrittura usate in quel periodo e che durante il medioevo si cristallizzò arrivando fino ai giorni nostri. Una storia del sistema di scrittura giapponese lunga e tortuosa, che ci fa capire da dove viene la lingua che tanto ci affascina.

UN ULTIMO RISVOLTO: LA RIFORMA DELLA SCRITTURA DEL 1946

Dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale e la promulgazione della costituzione democratica, venne deciso da parte del governo di “svecchiare” il sistema di scrittura della lingua giapponese in modo da renderlo più fedele all’effettiva pronuncia dei termini nella lingua parlata nel Novecento. Vennero quindi
eliminati i kana superflui e cambiata la sintassi delle parole, ponendo fine al Rekishiteki Kanazukai (歴史的仮名遣い), ossia l’utilizzo storico del kana.

FONTI

Calvetti P., Introduzione alla storia della lingua giapponese, Napoli: Istituto Universitario Orientale – Dipartimento di Studi Asiatici, 1999

Lo sviluppo del sistema di scrittura giapponese e la storia della lingua vanno di pari passo e sono un affascinante argomento di studio. Altrettanto interessante è la creazione della scrittura coreana, che a differenza della maggior parte delle scritture nelle altre lingue ha una storia molto recente.

Siete interessati alla storia del sistema di scrittura giapponese? O alla lingua moderna per andare in viaggio in Giappone o per parlare con i vostri amici? Per chi volesse imparare la lingua giapponese, sono tante le scuole in Italia e in Giappone che si occupano di insegnare questa affascinante lingua. Tra queste, naturalmente, l’associazione giapponese Ochacaffè!

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