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La pratica giapponese dello shibari – tra arte ed erotismo

Pratica dello Shibari o Kinbaku

Lo shibari (縛り = legatura), chiamato anche kinbaku (緊縛=legatura stretta), è una pratica giapponese di bondage attraverso corde, tradizionalmente di canapa o juta, chiamate asanawa in giapponese (麻縄). Si dice che derivi da un’arte marziale usata per legare i prigionieri nel periodo Edo, ovvero l’hojojutsu. La pratica giapponese dello shibari nasce quindi come declinazione erotica di legature a scopo puramente costrittivo e inizia a diventare popolare in Giappone a partire dalla metà del Novecento, grazie soprattutto alla pubblicazione di foto esplicite in alcune riviste per la prima volta.

Fa parte a pieno titolo del mondo BDSM, ma negli anni, e tramite il contatto con le culture Euro-americane, si è evoluta talvolta anche in disciplina artistica legata alla scultura vivente. Da alcuni è usata addirittura come forma di rilassamento.

Shibari giapponese o kinbaku
Foto tratta dalla rivista Yomikiri Romance, supervisonata da Ito Seiu (1953). Via wikimedia

La pratica giapponese dello shibari moderno nell’ambito BDSM ha subito delle influenze appunto dal mondo “occidentale” e si sono sviluppati molti stili ibridi e “fusion”.

IL PADRE DELLO SHIBARI: ITO SEIU

Ito Seiu (1882-1961) nasce a Tokyo e inizia la sua carriera artistica più come scultore e intagliatore, solo più tardi diventa pittore e fotografo. Già nella prima adolescenza inizia a provare interesse per le scene di donne legate e a volte appese (nella tradizione della stampe ukiyo-e si potevano trovare tali immagini).

Diventa poi popolare proprio grazie ai suoi disegni e alle sue fotografie che ritraggono le sue modelle legate. Molte sue opere furono però censurate, come succedeva spesso agli artisti giapponesi intorno agli anni Trenta. Come se non bastasse la sua collezione venne in gran parte distrutta a causa di un raid aereo su Tokyo durante la Seconda Guerra Mondiale. Ciò che rimane comunque ha contribuito a eleggerlo padre del Kinbaku moderno.

Lo shibari in Italia

Lo shibari è diventato più conosciuto in Italia solo recentemente, soprattutto per la sua valenza erotica. E’ quindi una pratica conosciuta e approfondita più dagli amanti del BDSM, che non sempre ne conoscono l’origine giapponese quando ci si avvicinano per la prima volta, che non dalle persone appassionate di Giappone e della cultura del Sol Levante. C’è quindi poco materiale su cui basarsi per capire come il fenomeno dello shibari sia generalmente percepito nel nostro Paese. Per questo motivo sono state fatte delle brevi interviste su Instagram a varie persone che seguivano pagine italiane di shibari o kinbaku per cercare di capire se e come lo shibari influenzi la visione che le persone italiane hanno del Giappone. Più in generale era interessante sapere che idea del Giappone avevano le persone che si interessavano alla pratica dello stesso kinbaku.

Il Giappone e i giapponesi nell’immaginario euro-americano sono spesso associati a degli stereotipi molto contraddittori sulla sessualità. Se da una parte, infatti, il Giappone è caratterizzato da una sessualità trasgressiva o estrema, allo stesso tempo i giapponesi sono percepiti come persone timide e chiuse, se non addirittura sessualmente represse, che tendono a seguire pedissequamente le regole imposte dalla propria società. Questi sono appunto stereotipi, ma comunque hanno un peso sull’immaginario generale del Giappone.

lo shibari in Italia
Ragazza occidentale che prova lo shibari

Sembra quindi che venire a conoscenza dell’origine giapponese della pratica non sconvolga nessuno. Anzi, molti hanno risposto che si trova generalmente in linea con l’idea che avevano precedentemente del Paese. Un’altra cosa che è emersa da queste piccole interviste è che molte persone si avvicinano per il valore estetico di tale pratica, o comunque lo apprezzano molto, e questo porta a nobilitare la pratica dello shibari rispetto a quella del bondage più generico. L’attenzione all’estetica, all’eleganza e alla cura dei dettagli tipica del Giappone è infatti emersa spessissimo nelle interviste, circa nel 70% dei casi.

Conclusione

Insomma, davanti a una domanda generica di questo genere gli italiani hanno parlato molto più di arte e di estetica che non di sessualità ed erotismo.

Sembrerebbe che questa caratteristica di estetica e ritualità contribuisca anche a un’elevazione morale per molti intervistati, che la considerano diversa dal resto delle pratiche BDSM proprio per questo suo essere più sofisticata in qualche modo delle altre, e in alcuni casi la desessualizzano.

Fonti

DangerousMinds – The King of Kinbaku
Nawapedia-Seiu Ito