L’architettura buddhista e il Todaiji

Templi copertina

Quando si pensa al Giappone, uno degli elementi che saltano subito alla memoria sono sicuramente i templi buddhisti. Essi, infatti, ricoprirono un ruolo importante all’interno del panorama culturale giapponese, sia dal punto di vista storico, che filosofico e artistico. Andiamo ora ad analizzare quest’ultimo aspetto, in particolar modo facendo riferimento al mondo dell’architettura buddhista.

La pagoda a 5 piani.
“The 5 Storey Pagoda at Kofukuji Temple” by Ray in Manila is licensed under CC BY 2.0
Una pagoda costruita secondo le norme importate dal continente

L’ARCHITETTURA buddhista

La prima cosa da dire quando si parla di templi buddhisti è che essi non sono un tipo di architettura autoctono. Vennero infatti importati, assieme alla religione buddhista stessa, in periodo Asuka dai migranti coreani. Essi insegnarono le norme dell’architettura continentale di matrice buddhista ai giapponesi, i quali cominciarono poi a produrre delle opere architettoniche in maniera indipendente basandosi su questi stessi principi, seppur con minime modifiche.

Un altro aspetto da sottolineare è come spesso il termine “tempio” venga usato in maniera decisamente impropria. È un termine che viene innanzitutto riferito spesso all’architettura sacra di matrice shintoista, che si definisce però “santuario” o jinja (神 社). Per quanto, infatti, i due culti siano entrati in contatto e si siano in parte fusi creando delle pratiche sincretiche shinto-buddhiste, bisogna ricordare che dal punto di vista dell’architettura sacra essi rimasero sostanzialmente separati. Infatti i santuari e i templi hanno delle caratteristiche ben diverse che li differenziano gli uni dagli altri, a cominciare dal nome! Secondariamente è bene ricordare come, in realtà, il termine “tempio” definisca tutto il complesso di edifici in un determinato sito sacro, siano essi finalizzati al culto o meno e non solo la sala principale adibita al culto del Buddha.

Nella costruzione dei templi, in Giappone il materiale dominante è decisamente il legno, per quanto in Cina si usasse anche la pietra, che nell’arcipelago giapponese veniva usata solo per alcuni specifici scopi come la base delle pagode. Le assi di legno venivano organizzate con una struttura ad incastro, evitando quindi anche l’uso di strumenti di fissaggio come i chiodi.

Tipico esempio di architettura buddhista
“File:Chumon at Danjogaran 2.jpg” by Christophe95 is licensed under CC BY-SA 4.0
Un esempio di chumon
le componenti di un tempio

Vediamo ora quali sono le varie parti che costituiscono un tempio buddhista.

  1. Chumon (中門), o cancello principale (lett. cancello centrale). Costituisce il portale d’ingresso nonché unico accesso all’interno del complesso templare. Si trova all’interno di un porticato coperto.
  2. Kairo (回廊), o corridoio coperto. Si tratta di un semplice corridoio sormontato da una tettoia che corre lungo tutto il complesso di edifici.
  3. Pagoda (塔). Forse il tipo di edificio buddhista più famoso. Deriva da un tipo di edificio indiano chiamato stupa e ha vari scopi; può essere un memoriale per ricordare una persona importante (come per esempio il fondatore del tempio), una rappresentazione della struttura dell’universo o un reliquiario dove tenere appunto delle reliquie legate al tempio.
  4. Kondo (⾦堂) o sala principale (lett. sala d’oro). Sala dove sono contenute le immagini del Buddha e l’altare.
  5. Altri edifici, non sempre presenti. Fra essi troviamo la sala delle conferenze o kodo (講堂), il campanile o shoro (鐘楼), il deposito dei sutra o kyozo (経蔵), i locali dei monaci e i bagni.

la struttura del todaiji

Il Todaiji è un complesso templare costruito a Nara, anche se i lavori erano inizialmente stati commissionati nell’attuale prefettura di Shiga. Per quanto ormai non vengano più ufficiate cerimonie di iniziazione al culto buddhista, anche a causa dell’estinzione del lignaggio Vinaya che si occupava di tali pratiche, esso rimane un punto di riferimento per tutti coloro che si interessino della storia del buddhismo in Giappone. Esso costituì il centro principale del culto fino alla fine del periodo Nara.

Premettendo che la struttura odierna non è più quella originale, a causa della distruzione di molti degli edifici storici per varie cause, bisogna dire che quella del Todaiji è una struttura decisamente grande e complessa, inclusa in un lungo recinto che racchiude tutti gli edifici. Il Todaiji è infatti uno dei più grandi templi di tutto il paese; si pensi che solo il kondo ha come base un rettangolo di 87 x 52 metri e misura ben 47 metri in altezza nel suo punto massimo.

“File:Model Todaiji.jpg” by Fredrik Rubensson is licensed under CC BY-SA 2.0
Una ricostruzione di struttura e aspetto originali del Todaiji, che evidenzia bene i tratti tipici dell’architettura buddhista

Una volta entrati dal Grande Cancello Meridionale si arriva nel luogo dove un tempo sorgevano due pagode di ben sette piani e alte oltre 100 metri, ciascuna con un proprio porticato che la circondava. Procedendo più avanti si arriva presso il complesso principale, per entrare nel quale è necessario passare attraverso il chumon. Nel complesso principale troviamo il kondo o Sala del Grande Buddha, dove è custodita la grande statua del Buddha Vairocana da cui prende il nome. Poi il medio cancello settentrionale, una sala delle letture e, infine, alcuni locali per i monaci, da cui si può anche accedere al refettorio.

In direzione nord-ovest rispetto alla Sala del Grande Buddha troviamo lo Shosoin (正倉院), che era la tesoreria della Casa Imperiale, mentre a est troviamo la Sala del Sutra del Loto, in giapponese Hokkedo (法華堂).

“File:Daibutsu-den in Todaiji Nara02bs3200.jpg” by 663highland is licensed under CC BY 2.5
Il kondo del Todaiji, un eccellente esempio di architettura buddhista

L’architettura non è però l’unico motivo per visitare il Todaiji. Vi sono infatti custodite molteplici opere d’arte, prime fra tutte le sculture. A titolo esemplificativo possiamo citare, oltre ovviamente alla statua del grande Buddha, la Fukukenjaku Kannon (不空羂索観⾳) accompagnata dai due bodhisattva Nikko e Gakko, rappresentazioni del Sole e della Luna, situate nello Hokkedo o quelle degli Shitenno, i quattro re celesti, situate nella sala delle ordinazioni.

fonti

P. Mason, D. Dinwiddie (Revised by), History of Japanese Art, Pearson Education Inc, Upper Saddle River, New Jersey, USA, 1993

Link

L’architettura shintoista e il Santuario di Ise
Le sculture buddiste di Tori Busshi
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