Scroll Top

Giappone e chiusura per Covid: sakoku?

Coronavirus Giappone

Al momento, in Giappone, non solo a tutti i turisti ma anche ai lavoratori stranieri è vietato l’ingresso nel Paese. Governo del Giappone e chiusura per Covid: un altro sakoku? Sakoku è il nome con cui si indica in Giappone la politica di autarchia praticata durante il periodo Edo dallo shogunato Tokugawa, iniziata con un editto dello shōgun Tokugawa Iemitsu nel 1641 e terminata per opera del commodoro statunitense Matthew Perry e delle sue Navi nere nel 1853

La situazione

Questo perché in Giappone è da poco finita la quarta ondata del Corona virus che ha raggiunto l’apice ad agosto, nel periodo olimpionico. Tuttavia, adesso i casi stanno diminuendo. Questo potrebbe far sperare in una riapertura del Paese, ma il Governo non si pronuncia. Forse quel momento è ancora lontano. Infatti, come afferma il sito delle ambasciate e dei consolati americani in Giappone, i viaggi per turismo e la maggior parte degli altri viaggi a breve termine non sono ancora permessi, e non ci sono indicazioni che questo cambierà, almeno non entro la fine del 2021. I viaggi senza visto ma anche quelli con visto di studio o di lavoro sono sospesi. I viaggiatori che credono di avere i requisiti per un’eccezione ai severi controlli all’ingresso in Giappone devono contattare l’ambasciata o il consolato giapponese più vicino per informazioni.

Il Giappone ha annunciato i piani per uscire dallo stato di emergenza e ha allentato le misure di quarantena per i vaccinati, ma solo per i residenti.

Le vaccinazioni stanno aumentando: il 68% della popolazione ha ricevuto almeno una dose e il 56% è completamente vaccinato. Il governo giapponese ha iniziato a rilasciare “passaporti vaccinali” per i viaggi internazionali ai suoi cittadini e residenti. Al momento, solo i cittadini giapponesi, i residenti e le persone in circostanze eccezionali (come coniugi di cittadini giapponesi) possono entrare in Giappone. Il sito del Ministero degli affari esteri giapponese ci tiene costantemente aggiornati sulle novità legate alle restrizioni per chi entra ed esce dal Giappone.

Corona virus, o Covid 19, in Giappone
Corona virus, o Covid 19, in Giappone
Di cosa avremo bisogno per entrare in Giappone quando riaprirà?

Anche se il Giappone non ha annunciato formalmente come e quando riaprirà ai turisti, possiamo indovinare come sarà una riapertura in base a come è stata effettuata la riapertura ai residenti stranieri e ai lavoratori. Sulla base di queste informazioni, è possibile iniziare a fare alcuni preparativi ragionevoli per il momento in cui il Giappone riaprirà effettivamente le sue porte. Ecco alcuni punti chiave elencati dal sito del Ministero degli affari esteri:

Sarà probabilmente necessario essere vaccinati (con uno dei vaccini riconosciuti dal Giappone, ovvero gli stessi usati in Italia) ed essere in possesso di un tampone covid negativo entro 72 ore dall’imbarco sul volo. Quasi certamente verrà chiesto di mostrarne la prova al momento del check-in, e sarà necessario mostrarla all’immigrazione giapponese all’arrivo. I test che verranno accettati saranno di due tipi: il test PCR, ovvero il cosiddetto “tampone molecolare” e il CLEIA, un esame antigenico quantitativo. Probabilmente sarà anche chiesto di installare un’applicazione per il monitoraggio sul telefono mentre sei in Giappone e pare che il Giappone userà l’app di messaggistica LINE.

residenti e non

Per il momento, ai cittadini stranieri non residenti viene negato l’ingresso in Giappone ai sensi dell’articolo 5, dell’Immigration Control and Refugee Recognition Act, a meno che non vengano riconosciute speciali circostanze.

I cittadini stranieri con lo status di “residente permanente”, “coniuge o figlio di un cittadino giapponese”, “coniuge o figlio di un residente permanente” o “residente di lungo periodo”, sono trattati, in linea di principio, come persone in circostanze eccezionali. I cittadini stranieri con lo status di “special permanent resident” non rientrano in questa categoria. Un residente permanente speciale è un residente del Giappone con discendenza solitamente imparentata con le sue ex colonie, Corea o Taiwan, in particolare quando quei paesi erano sotto il dominio coloniale giapponese.

Misure di quarantena

Dal 19 marzo 2021, tutti i viaggiatori, compresi i cittadini giapponesi, devono presentare un certificato di risultato negativo del test covid eseguito entro 72 ore prima della partenza dal Paese/regione in cui i viaggiatori soggiornano quando entrano in Giappone. A coloro che non presentano un certificato di risultato negativo del test sarà negato l’ingresso in Giappone in conformità con la legge sulla quarantena. Le compagnie aeree rifiuteranno l’imbarco a coloro che ne sono sprovvisti.

Dall’8 gennaio 2021, tutti coloro che entrano, rientrano o ritornano in Giappone (compresi i cittadini giapponesi) sono anche soggetti all’esecuzione del test COVID-19 all’arrivo, indipendentemente dal fatto che arrivino da Paesi/regioni designati come area soggetta al rifiuto del permesso di entrare in Giappone o meno fino a nuovo avviso. Poi sono tenuti a rimanere 14 giorni in un luogo designato dal capo della stazione di quarantena (residenza propria, ecc.) e ad astenersi dall’utilizzare i trasporti pubblici.

Dal 14 gennaio 2021 fino a nuovo avviso, tutti i cittadini giapponesi e i cittadini stranieri con lo status di residente devono anche impegnarsi ad astenersi dall’uso del trasporto pubblico per 14 giorni, e stare in quarantena a casa o in altre aree designate per 14 giorni, conservare i dati di localizzazione e fornirli ai centri sanitari o ad altre istituzioni, se richiesto.

Precauzioni contro il Covid 19 in Giappone
Precauzioni contro il Covid 19 in Giappone
Misure di quarantena rafforzate per i paesi a rischio

Tutti i viaggiatori transfrontalieri e i rimpatriati provenienti da alcuni dei Paesi/regioni ad alto rischio (ad esempio Brasile e Regno Unito, ma non la Comunità Europea), sono tenuti, per il momento, a rimanere per 3 giorni in strutture specifiche designate dal capo della stazione di quarantena. Inoltre, coloro che ottengono un risultato negativo del test COVID-19 condotto il terzo giorno dall’ingresso in Giappone, possono lasciare la struttura ma sono ancora tenuti a rimanere per il restante periodo di 14 giorni dopo l’ingresso del Giappone in luoghi come la propria residenza.

Consigli per un viaggio sicuro in Giappone

Il sito del Ministero, oltre alle numerose regole per gli ingressi nel Paese, fornisce dei consigli utili per garantire un viaggio sicuro durante questi tempi insoliti.

Il Ministero annuncia che le mascherine sono disponibili nelle farmacie, nei supermercati, in alcuni grandi magazzini e anche negli aeroporti. Inoltre, i gel igienizzanti sono disponibili nella maggior parte dei posti che vendono mascherine.

In più, se per una maggiore sicurezza si desidera viaggiare mantenendo più distanza possibile dalle altre persone, sui treni sono presenti i “vagoni verdi”, specialmente sugli shinkansen. Molti ristoranti offrono stanze private, chiamate koshitsu, sempre per lo stesso scopo.

Movimenti di protesta

A seguito di queste restrizioni, sono nati vari movimenti di protesta. Fra questi, “Students, workers, spouses stranded outside Japan”, ovvero “Studenti, lavoratori, coniugi bloccati fuori dal Giappone”. Cosa chiedono? Semplicemente la riapertura del Paese, affermando la loro volontà di sottoporsi a quarantena e tamponi e di non essere un pericolo. Anche in Italia, associazioni culturali come Ochacaffè Giappone stanno premendo presso gli organi competenti per la riapertura delle frontiere.

Ad oggi, il Giappone abbandona finalmente in modo completo lo stato di emergenza COVID per la prima volta in 6 mesi.

La maggior parte dei Paesi ha allentato le proprie misure di sicurezza, decidendo di aprire e consentendo viaggi per turismo, per lavoro e per studio. Ci auguriamo che si possa tornare presto a viaggiare anche verso il Giappone, almeno con una riapertura graduale che riceva i possessori di visto di studio e di lavoro vaccinati, da gennaio. Nella speranza che la riapertura totale possa avvenire prima dell’estate 2022, quando la nazione sarebbe visitata da milioni di turisti.

Protesta contro la chiusura delle frontiere giapponesi
Il post recita: Non siamo un pericolo per il Giappone!
Fonti

Inside Kyoto, Can I travel to Japan now?
Ambasciata del Giappone negli Stati Uniti, Covid 19 Information
Ministry of Foreign Affairs Japan, informazioni ufficiali
Pagina Twitter di protesta e informazione contro le restrizioni

Post Correlati

% Commenti (2)

[…] fine di restringere il divario tra ricchi e poveri. Inoltre, si dovrà prendere carico della futura riapertura del Giappone agli stranieri in vista del calo dei contagi nell’isola, che ormai conta più del 60% della sua popolazione […]

[…] Giappone e chiusura per Covid: sakoku? di Giorgia Michela Pizzo […]

I Commenti sono chiusi.