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Il legame tra il calcio italiano e quello giapponese

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Il legame tra il calcio italiano e quello giapponese è più stretto di quanto si possa immaginare

Sebbene non siano mai arrivati dei grandissimi risultati sportivi, in Giappone il calcio ha sempre suscitato un fascino particolare tanto da essere a tutti gli effetti uno dei primi sport nazionali in termini di tesserati e di pubblico. I giapponesi hanno sempre guardato con particolare interesse al calcio italiano e oggi andremo a scoprire quali sono le ragioni sottese a una passione che affonda le proprie radici negli anni ’90, quando calciatori come Baggio e Del Piero in terra nipponica avevano la stessa popolarità dei lottatori di sumo, ne parliamo anche su K-ble Jungle, dei veri e propri eroi nazionali.

Da Baggio a Del Piero: come nasce un mito

Roberto Baggio è riconosciuto da molti come il calciatore italiano più forte di tutti i tempi, ma è soprattutto come il primo calciatore italiano che è riuscito a diventare una vera e propria icona mondiale. All’inizio degli anni ’90 Baggio, ne scrive anche Football Story Mondocalcionews, era il calciatore più forte in circolazione, è riuscito ad aggiudicarsi il Pallone d’Oro nel 1993 ed è stato anche uno dei migliori calciatori che presero parte ai Mondiali di USA ’94, passati alla storia per il rigore sbagliato nella finale contro il Brasile. A Baggio va riconosciuto l’indubbio merito di essere stata la prima icona mondiale del calcio italiano, tanto amato in patria quanto all’estero e soprattutto in Giappone. Sulla scia del percorso tracciato da Baggio, anche un altro numero 10 del nostro calcio ha riscosso un ottimo successo in terra nipponica ed è stato accolto da bagni di folla ogni qual volta si è recato nel Paese del Sol Levante. Stiamo parlando di Alessandro Del Piero, di cui scrive il magazine Calciomercato, altro fuoriclasse del nostro calcio che per anni è stato tra i migliori al mondo con la maglia della sua Juventus e che è stato un vero e proprio ambasciatore del nostro calcio all’estero. Se oggi il calcio è talmente popolare che piattaforme di intrattenimento come Betway Casinò inseriscono all’interno della propria offerta diverse slots a tema calcistico come Football Striker e Euro Striker, il merito va anche agli atleti del pallone che appassionano sempre più utenti da ogni parte del mondo. Insomma, tornando ai nostri Baggio e Del Piero, il Divin Codino e Pinturicchio sembrano aver incarnato lo spirito del vero karateka “interiormente umile ed esternamente gentile”, di cui scriviamo anche noi di K-ble Jungle.

Massaro e Schillaci sono stati tra i primi europei a giocare in Giappone

I primi calciatori italiani che decisero di salutare il nostro campionato e di andare a chiudere la propria carriera professionistica in Giappone furono Totò Schillaci e Massaro che, dopo aver giocato per quasi 20 anni in Italia, decisero di esportare il calcio italiano in terra nipponica. Entrambi nel giro di pochissimo tempo riuscirono ad entrare nei cuori dei tifosi giapponesi e diedero una forte spinta propulsiva al movimento calcistico giapponese – grazie anche al talento di Miura – che di lì a poco avrebbe iniziato a investire in modo massiccio nella formazione dei futuri calciatori e avrebbe prodotto talenti del calibro di Nakata, come leggiamo anche sul sito Goal. Proprio Nakata è ancora oggi un vero e proprio idolo in Giappone e la sua straordinaria carriera prese il via proprio dall’Italia e più nello specifico a Perugia. L’allora presidente Gaucci decise di investire diversi miliardi di lire per assicurarsi le prestazioni di questo calciatore nipponico sconosciuto ai più, ma dal talento smisurato e che di lì a poco avrebbe mostrato a tutti il suo straordinario potenziale. Dopo aver debuttato con il Perugia, Nakata ha continuato la propria carriera in Italia con le maglie del Parma, della Fiorentina e della Roma ed è stato inserito all’interno della lista dei 100 calciatori più forti della sua generazione. Dopo Nakata anche altri giapponesi come Nakamura, Nagatomo, Morimoto e ora Yoshida, recentemente intervistato dai microfoni di Dazn, hanno frequentato con sempre maggiore frequenza il nostro campionato che ha permesso a tutti questi calciatori di crescere di pari passo con la crescita del movimento calcistico giapponese, aiutato anche dal fatto che per diversi anni Zaccheroni è stato il commissario tecnico della nazionale nipponica e ha contribuito alla crescita del calcio in Giappone.

Dai tempi di Schillaci prima e di Baggio e Del Piero poi, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia ma il legame tra Giappone e Italia che passa anche per la pallavolo come raccontiamo anche noi di K-ble Jungle, è ancora forte e non accenna a diminuire e l’impressione diffusa è che nei prossimi anni il livello del calcio giapponese crescerà ulteriormente anche grazie all’azione di pionieri come i nostri azzurri che più di 30 anni fa compresero le potenzialità del mercato nipponico.

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