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I casi di morte per troppo lavoro: karoshi e karojisatsu

Giapponesi al lavoro

Negli ultimi decenni si è sviluppata una grande problematica definita come morte per troppo lavoro: karoshi. Si tratta di un termine coniato nel 1978 e usato per descrivere i casi di patologie gravi trovate in alcuni lavoratori, nate proprio a causa degli orari lavorativi eccessivi. Talvolta esse possono portare addirittura alla morte del lavoratore, a volte chiamata karojisatsu, ovvero suicidio per il troppo lavoro. Scopriamo insieme questa pagina nera del diritto del lavoro giapponese.

morte per troppo lavoro: karoshi

La sindrome per troppo lavoro è sicuramente legata ai lunghi orari lavorativi che molti giapponesi si trovano a seguire. Nonostante le normative definiscano le giornate lavorative di 8 ore e impongano limiti agli straordinari, molte aziende gestiscono autonomamente tali orari e costringono i lavoratori a giornate ben più lunghe. Queste condizioni portano a sviluppare patologie; tra le più frequenti abbiamo crisi ischemico-miocardiche, emorragie cerebrali e infarti. Ogni anno si registrano centinaia di casi, il che ha portato il governo a intraprendere campagne di sensibilizzazione e riforme al diritto del lavoro.

Tra i casi più conosciuti vi è quello del responsabile marketing dei prodotti di Sony, che nel 2018 ha avuto un collasso cardiaco. Anche una reporter della NHK nel 2013 ha avuto la stessa sorte, con ben 146 ore di straordinari registrati in un mese. Si tratta quindi non di semplice stress, ma di un pericoloso fenomeno sociale.

Alcuni lavoratori trovano la morte per troppo lavoro: karoshi
Alcuni lavoratori giapponesi sono costretti a orari di lavoro insostenibili

il caso più celebre di karojisatsu

Il karojisatsu è un termine che indica il suicidio da parte di un lavoratore, causato dall’estremo stress legato a un eccesso di lavoro. L’azione estrema è il culmine di sintomi gravi tra cui depressione e insonnia cronica, che con il tempo peggiorano e costringono la persona a condizioni invivibili.

Il primo caso giudiziario definito karojisatsu è del 1998, quando un giovane si toglie la vita e i genitori decidono di fare causa all’azienda per cui lavorava. Il giovane, definito in salute e vivace, si era laureato presso un’università prestigiosa e aveva iniziato a lavorare in un’agenzia pubblicitaria nel ‘90. Fin da subito, le sue condizioni lavorative non erano conformi alle regole interne, poiché il giovane si trovava quasi tutti i giorni a svolgere straordinari. Egli lavorava anche fino alle 2 di notte, arrivando a dormire in ufficio, e non venivano registrate la maggior parte delle sue ore di straordinari. Era pressoché impossibile per lui avere giorni di ferie. Iniziò a soffrire di insonnia, spossatezza e difficoltà cronica di concentrazione e nell’agosto del 1991 si suicidò.

Altro caso conosciuto è quello di una ragazza impiegata per la Dentsu, vittima di depressione e in debito di sonno. Si suicidò la mattina di Natale del 2015.

le riforme del governo

Per sensibilizzare la popolazione e portare le aziende ad avere maggiori limitazioni riguardo gli orari lavorativi dei propri assunti, il governo ha dato il via ad alcune iniziative. Per esempio, il “Premium Friday”, che garantisce l’uscita dall’ufficio alle 15:00 ogni ultimo venerdì del mese. Il governo ha creato inoltre un numero verde apposito per chi soffre di patologie dovute all’esaurimento da troppo lavoro. Dal 2000 il governo giapponese ha dato il via a una campagna di prevenzione del suicidio senza precedenti, affrontando una delle piaghe sociali del paese.

Dal punto di vista del diritto, è difficile identificare il colpevole, tuttavia, fin dai primi casi, sono state riconosciute le responsabilità dei datori di lavoro rispetto la morte dei propri impiegati. In questo modo il governo ha riconosciuto la problematica e ha fatto un piccolo ma importante passo verso l’istituzione di regole più precise che inquadrino questi casi. Infatti, nel 2001 ha elaborato una normativa specifica riguardo il karoshi e nel 2005 ha sottolineato l’insufficienza degli sforzi del Ministero della Salute e del Lavoro nella prevenzione dei suicidi. Nel 2007 si adotta uno specifico regolamento governativo, il jisatsu sogotaisaku taiko. Sette anni dopo, una legge impone ai datori di lavoro di verificare che i dipendenti prendano i giorni di ferie a loro dovuti. Nel 2019, inoltre, un’altra normativa regola la tracciabilità delle ore lavorative.

Il governo ha imposto normative sugli orari lavorativi
Le aziende iniziano ad avere maggiori limitazioni

i dati del 2020

Nel 2020, per studiare le cause e i dati riguardanti la morte per troppo lavoro: karoshi, i ricercatori hanno raccolto numeri che dimostrano i piccoli passi in avanti mossi dal governo. Sono 86 le morti per troppo lavoro, anche se vi sono quasi 1500 suicidi legati più o meno direttamente alle situazioni lavorative. Sono in calo i lavoratori che hanno settimane lavorative di più di 60 ore, e in aumento, invece, coloro che hanno utilizzato almeno il 70% delle proprie ferie. È positivo anche solo che il problema venga trattato e portato davanti ai tribunali, poiché è così che esso può essere affrontato e risolto. Tuttavia, la strada verso la cura di questo male sociale è ancora lunga.

fonti

Elle, Non è stress e nemmeno burnout è karoshi ed è la sindrome (pericolosa) da troppo lavoro, di Claudia Santini, 01/10/2021
労働問題弁護士ナビ Rōdōmondai bengoshi nabi, 5分でわかる過労死とは定義と主な症状をわらりやすく解説Gofu de wakaru karō-shi to wa | teigi to omona shōjō o wakari yasuku kaisetsu (Karoshi in 5 minuti: una facile spiegazione della definizione e dei sintomi principali), di 梅澤康二 Koji Umezawa, 29/07/2021
朝日新聞 Asahi shinbun, 過労自殺、半数が発症後6日以内に死亡うつ病などの精神疾患 Karō jisatsu, hansū ga hasshō-go 6-nichi inai ni shibō utsubyō nado no seishin shikkan (Suicidio da troppo lavoro, la metà è morta entro 6 giorni dall’insorgenza di malattie mentali come la depressione), di 橋本拓樹 Hashimoto Takuju e 山本恭介 Yamamoto Kyōsuke, 26/10/2021
Lavorare in Giappone di Silvio Franceschinelli

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