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Beppu, la città degli otto inferni

Terme infernali di Beppu

Beppu è una città situata della prefettura di Oita, situata in un’ampia e profonda baia sulla costa nordorientale del Kyushu, l’isola più a sud del Giappone. Beppu, la città infernale, è una delle località termali più famose e affascinanti dell’intero paese.

panorama-baia Beppu, la città
La baia di Beppu

Il mito della città

La storia di Beppu inizia con una leggenda riguardante due divinità intente a visitare il mondo terreno. Ad un certo punto, uno dei due dèi si ammala e l’altro, per curarlo, estrae dal fondale della baia di Beppu un lungo tubo riuscendo ad aprire una sorgente dal sottosuolo, in modo che il compagno possa immergersi e guarire dalla malattia.

Da questa leggenda è rimasta, nell’immaginario comune, l’idea del potere curativo di Beppu e delle sue sorgenti, come si evince dal periodo Kamakura (1192-1333), durante il quale furono fatti costruire dei sanatori in tutta la città per curare i soldati feriti durante la tentata invasione mongola.

Le Onsen, terme giapponesi

La città di Beppu è famosa principalmente per le sue terme. In tutta la città vi sono ben 2.909 onsen, circa il 10% di tutte le sorgenti termali presenti in Giappone. Grazie alla posizione della città, situata ai piedi del vulcano Aso, il più grande ed esteso vulcano del Giappone diviso tra le prefetture di Oita e Kumamoto, tutta la città è tappezzata di particolari aree dove scorre acqua sotterranea riscaldata naturalmente.

Oltre ad essere famose per le loro proprietà rigeneratati e curative, le onsen di Beppu sono conosciute per la loro varietà. Sono infatti disponibili vari tipi di centri termali, da quelli più classici e tradizionali, a quelli più innovativi che utilizzano tecniche come il bagno di sabbia, il bagno di fango e il bagno di vapore.

I sette inferni di Beppu

La particolarità della città è, tuttavia, la presenza dei cosiddetti Jigoku, gli inferni di Beppu, otto particolari e incredibili sorgenti termali calde attorno alle quali aleggiano densi vapori che rievocano le atmosfere dell’inferno. Sono la principale fonte di attrazione turistica, ma a differenza delle onsen non è possibile immergersi in nessuno dei jigoku in quanto l’acqua al loro interno può arrivare anche a ribollire fino a 99°C.

Umi-Jigoku l'inferno a Beppu
Umi Jigoku

I jigoku sono collocati nei vicini distretti di Kannawa e di Miyukizaka, collegati tra loro da frequenti mezzi di trasporto e guide turistiche. Nel distretto di Kannawa si trovano:

  • l’Umi Jigoku, le cui acqua celesti sono circondate da una fitta vegetazione e altri stagni dalla tonalità arancione sovrastati da ampie e resistenti foglie di loto;
  • l’Oniishibozu Jigoku, dal quale emergono bolle di fango che i cittadini locali sono soliti paragonare alle teste rasate dei monaci;
  • lo Shiraike Jigoku, la cui acqua è di un colore molto simile a quello del latte e al cui intorno si trovano ampi giardini e un acquario;
  • il Kamado Jigoku, il quale presenta molti stagni e l’unico che presenta un’acqua termale a una temperatura gradevole per il corpo;
  • l’Oniyama Jigoku, dimora di molti coccodrilli di allevamento;
  • lo Yama Jigoku, caratteristico per i suoi piccoli stagni e la presenza di uno zoo da poter visitare.

I due Jigoku restanti si trovano, invece, nel distretto di Miyukizaka e sono: il Chinoike Jigoku, chiamato anche “inferno rosso sangue” per le sue acque color porpora; e il Tatsumaki Jigoku, dal quale, circa ogni mezz’ora, scaturiscono geyser di straordinaria potenza che arrivano a durare anche sei minuti.

Non solo le terme…

Per quanto sia le onsen sia i jigoku siano sicuramente il motivo principale per cui la città di Beppu è un’ampia e desiderata meta turistica, la bellezza della città non si limita alle sorgenti termali. Infatti, immersi nell’atmosfera dei jigoku, è possibile visitare il castello Kifune, un piccolo castello moderno costruito nel 1957 per il Serpente Bianco, lo spirito protettore che si dice porti fortuna e salute Siccome è situato leggermente più in alto rispetto alla città, offre una vista mozzafiato su tutto il panorama della baia.

ramen noodles giapponesi
Ramen freddi

Un’altra caratteristica della città è, senza dubbio, la cucina tradizionale che, spesso, si serve dei vapori emessi dai jigoku per cuocere il cibo. Questo metodo di cottura tradizionale è chiamato jigoku mushi, letteralmente “vapore infernale”. Risale al XVII° secolo e non solo è un metodo salutare per preparare il cibo, ma permette anche di conservare ed esaltare il gusto originario degli alimenti. Molti jigoku sono specializzati nella vendita di uova alla coque e budini cotti con il vapore delle sorgenti.

Inoltre, sono disponibili anche percorsi guidati sulle montagne che compongono il vulcano Aso, costellati da numerosi templi buddhisti visitabili. Si ipotizza che sia stato proprio nella prefettura di Oita che il buddhismo ha iniziato a raccogliere attorno a sé i propri fedeli giapponesi oltre 1300 anni fa. La prova di ciò si troverebbe nella presenza di numerose statue di Buddha in pietra scolpite nelle scogliere e nelle pareti rocciose in tutta la prefettura. Oltre l’80% di tutti i Buddha in pietra, infatti, si trova a Oita, tra questi le famose statue di Usuki. 

Molto famosi sono anche i templi, tra cui il Fuki-ji, che contiene il più antico edificio in legno del Kyushu, il Futago-ji, uno dei templi più grandi di Oita e il santuario di Usa-jingu, il più importante santuario dedicati al Dio della Guerra.

FONTI su Beppu, la città

Warm Cheap Trips, Gli inferni di Beppu, la città degli Onsen
Japan Endless Discovery, Inferni di Beppu
Japan Visitor, Oita & Beppu City Guide
Ryokan: alberghi tradizionali giapponesi di Gaia Piazza

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