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Giappone e gioco d’azzardo: fra dubbi ed eccezioni

dubbi ed eccezioni

Il Giappone è un Paese che a molti appare misterioso: chi lo considera la grande culla della civiltà moderna, chi invece lo osserva con curiosità, altri che ne studiano la cultura o l’iconografia particolare. Non importa quale sia la visione che si ha del Giappone, ci sono alcuni particolari che non lasciano certo indifferenti. Un esempio? L’incredibile situazione che vivono gli appassionati di gioco d’azzardo nel Paese del Sol Levante.

Perché è vero, la legge punisce fino a 500.000 yen di multa chi viene “pizzicato” a giocare d’azzardo, ma esistono molte eccezioni, che sembrano escludere ciò che in Occidente viene considerato “gambling”, ma al tempo stesso consentendo altre attività. Non parliamo soltanto delle licenze ADM o nazionali che abbiamo qui in Europa, con nuove realtà che spuntano continuamente e che si possono recensire su Time2Play e altri siti specializzati.

Il codice penale giapponese è severissimo: punisce tutte le scommesse in denaro su casinò, lotterie, slot machine, giochi mobile e pressoché qualsiasi altro gioco d’azzardo. Abbiamo detto lotterie? Sì, è vero, ma non tutte! Poi ci sono le corse dei cavalli e persino qualche casinò autorizzato. Un po’ confusionario, vero?

L’articolo 23 della legge presenta delle scappatoie, come nel caso delle scommesse sui cavalli e i veicoli a motore. Le “keiba” (競馬) sono infatti una delle categorie dove sono presenti più scommettitori, che fanno circolare miliardi di yen. Se vi sembra un numero esagerato questo, pensate che negli anni ‘90 il giro di denaro era intorno ai trilioni!

Dopo le keiba, anche il ciclismo ha concesso di ricevere scommesse in denaro, così come le barche e le moto. Tutto questo lascia perplessi, perché si pensa che sotto ci sia qualcosa di losco, ma in realtà è tutto perfettamente legalizzato e organizzato da soggetti dedicati esclusivamente a determinate categorie di eventi.

Un esempio lo è il motociclismo: negli anni ‘60 le scommesse erano vietate perché lo sport era considerato pericoloso. La conseguenza è stata che le bande di giovani, o la mafia organizzata, si sono sostituiti alle autorità, di fatto creando una scena clandestina.

Per questo, a quanto pare, il governo giapponese ha comunque consentito di organizzare le lotterie, comprare gratta e vinci presso gli istituti statali o i punti autorizzati, come casse o konbini, i supermercati 24/7 giapponesi.

Il gioco d’azzardo in Giappone è consentito o vietato?

Guardando a questa situazione si direbbe che il Giappone abbia consentito il gioco d’azzardo, dopotutto i “Pachinko”, storicissima attrazione di gambling giapponese, hanno scardinato di fatto questa legislazione, in quanto hanno da sempre generato un afflusso monetario e un’influenza culturale/storica davvero importante. I Pachinko sono una cosa seria in Giappone!

Grazie a questa “breccia”, il Giappone negli ultimi anni ha consentito ad alcuni casinò di aprire sul territorio, seppur con dei limiti. Il cavillo è confluito tutto in un solo punto: i premi del Pachinko sono sempre stati prodotti fisici, oggetti, mai premi in denaro. Tuttavia, fatta la legge trovato l’inganno, quindi oggi i prodotti ottenuti sono semplicemente una facciata, perché chi vince può scambiare quello che ha ottenuto con il denaro. Un business che frutta ben 18 trilioni di yen annuali.

Rimangono comunque proibiti la maggior parte dei giochi d’azzardo: carte, estrazioni, lotterie online e molte altre attività rimangono illegali e clandestine. Praticamente a metà tra la truffa e il rischio di venire perseguiti penalmente per le vincite.

Una legislazione che ha permesso anche lo sviluppo di software per permettere alle persone di scommettere legalmente sui Pachinko online. Lo stesso sistema permette l’esistenza di alcune realtà online definite “casinò”, sebbene le loro modalità di vincita siano abbastanza diverse da quelle classiche. Offrire premi nelle lotterie o qualsiasi altra attività che coinvolge lo scommettere rimane assolutamente vietato.

Al di là delle opinioni dei giapponesi, i quali per la maggior parte non sono estremamente felici della loro legge, la legge parla chiaro e le pene sono piuttosto esemplari. Questi mezzi non sono accettati neanche per scopi benefici: il governo giapponese non fa distinzione.

Ovviamente nei contesti “casalinghi” non c’è nessuna legge che impedisca di scommettere piccole somme, ma il problema si pone quando vengono coinvolte molte persone e ci sono premi da 100.000 yen o più.

Esistono comunque, anche qui, delle eccezioni, grazie alle oopun kensho, estrazioni pubbliche che vengono pubblicizzate sui media dove è possibile partecipare. Spesso coinvolgono l’acquisto di determinati prodotti, oppure semplicemente il pagamento di una quota per entrare nella lista dei partecipanti.

dubbi ed eccezioni
Il gioco del majong

La situazione dei casinò online in Giappone

Vista la particolare situazione legislativa, è ormai piuttosto comune per gli scommettitori giapponesi rivolgersi alle piattaforme straniere per giocare d’azzardo, non senza i dovuti rischi. Se, infatti, fino agli anni scorsi non c’era nessuna comunicazione ufficiale che prendeva di mira gli avventori dei casinò online con licenza straniera, questo Ottobre la Japan’s National Police Agency (NPA) ha dichiarato ufficialmente “crimine” giocare su questi siti.

Le motivazioni possono essere tante e le polemiche infinite, ma sta di fatto che a differenza dell’Italia, dove esistono ormai diversi casinò online, il Giappone per ora esercita un pugno duro, anzi durissimo, affinché il gioco d’azzardo sia fortemente regolamentato all’interno del proprio Paese.

In ogni caso, scommesse a parte, niente ci vieta di imparare a giocare a Mahjong o qualsiasi altro gioco e tentare la fortuna con i premi del Pachinko o gli altri giochi dove è concesso a giapponesi e stranieri scommettere e vincere, o perdere.

Foto 1 di Alexander Schimmeck onUnsplash
Foto 2 di Mick Haupt onUnsplash

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