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L’influenza dell’Occidente e gli anime giapponesi

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L’animazione giapponese vede la sua nascita agli inizi del XX° secolo attraverso la sperimentazione delle stesse tecniche di animazione pioneristiche utilizzate all’epoca anche in paesi europei come Francia e Germania, negli Stati Uniti e perfino in Russia. Da ciò si evince che l’Occidente e gli anime giapponesi, fin dalla loro nascita, si sono intrecciati con una forte influenza straniera sulla produzione di cartoni animati giapponesi.

Fu negli anni ’30 che l’animazione giapponese iniziò a ricevere una vera e propria attenzione da parte del pubblico che cominciò a vedere gli anime come un formato alternativo di narrazione ai live-action, tuttavia era ancora lungi dal raggiungere il successo sperato dagli animatori dell’epica in quanto scavalcata dai concorrenti stranieri. Inoltre, a causa dei bassi budget versati per la realizzazione di un cartone, molti degli animatori, i più celebri sicuramente Noburo Ofuji e Yasuji Murata, cercavano di utilizzare tecniche economiche come produrre animazioni utilizzando personaggi piatti, oggetti di scena e sfondi ricavati da materiali come carta, cartoncino o addirittura fotografie e ripetere alcune parti di fotogramma per risparmiare lavoro.

Alcuni animatori, invece, come Kenzo Masaoka e Mitsuyo Seo, grazie al crescente aiuto del governo che vedeva l’animazione un mezzo utile sia dal punto di vista educativo sia da quello propagandistico, fecero grandi passi nella tecnica dell’animazione, arrivando ad inserire, per esempio, il suono in Chikara to Onna no Yo no Naka (Il Mondo del potere e delle donne), cartone di Masaoka risalente al 1933. Invece Seo si occupò di dirigere il primo lungometraggio nel 1945 con il patrocinio della Marina Imperiale Giapponese: Momotaro: Umi no Shinpei (Momotaro: I Guerrieri Divini del Mare).

L'Occidente e gli anime giapponesi
Gli occhi di Betty Boop

Le prime influenze occidentali

Una delle caratteristiche più famose degli anime è sicuramente la presenza di personaggi con occhi grandi. Il primo ad utilizzare questo tipo di disegno fu proprio Osamu Tezuka ispirandosi alle caratteristiche esagerate dei personaggi animati americani come Betty Boop, Topolino e Bambi. Secondo Tezuka utilizzare lo stile degli occhi grandi permetteva di propri personaggi di mostrare distintamente le emozioni ed è per questo che durante la stesura di Ribbon no Kishi (La Principessa Zaffiro), il suo primo manga specificamente rivolto ad un giovane pubblico femminile, ha ulteriormente esagerato le dimensioni degli occhi dei personaggi.

Attraverso Ribbon no Kishi, Tezuka riuscì a stabilire un determinato modello stilistico che, in seguito, verrà adottato dalla maggior parte degli artisti di shojo (anime e manga destinati ad un giovane pubblico femminile, spesso romantici). Tuttavia, è errato affermare che da quel momento tutti gli artisti e animatori adottarono lo stile degli occhi grandi. Infatti, nelle opere di Hayao Miyazaki e di Toshiro Kawamoto si possono notare personaggi con proporzioni e colori realistici, occhi e capelli compresi.

Non solo lo stile

Ovviamente le influenze occidentali non si sono limitate a influenzare lo stile degli anime. Il Giappone si è sempre ispirato a storie o eventi stranieri particolari, rielaborandoli poi per adattarli al proprio pubblico. Un classico esempio è proprio Dragon Ball, la cui storia trae ispirazione dal romanzo classico cinese Viaggio in Occidente.

Il trasformare classici di letteratura o particolari eventi storici occidentali in anime è divenuto, intorno agli anni ’70, un vero e proprio genere chiamato meisaku, termine derivante dalla pronuncia giapponese di “World Masterpiece Theater”, un progetto a lungo termine iniziato dalla Nippon Animation dopo il successo di Heidi, la ragazza delle alpi nel 1974 che si occupò proprio di animare i classici occidentali.

Il manga di Lady Oscar

Uno dei meisaku più famoso è senza dubbio Le Rose di Versailles, meglio conosciuto in Italia come Lady Oscar. Il manga, la cui pubblicazione in Giappone inizia nel 1972, è ambientato in un particolare momento della storia d’Occidente: la Rivoluzione francese. L’opera, ricca di dettagli, personaggi storici ed avvenimenti che hanno segnato non solo il destino della Francia, ma di tutto l’Occidente, è diventata una vera e propria icona non solo per la sua ricostruzione storica sugli avvenimento della rivoluzione, ma anche per la creazione dei numerosi intrecci sentimentali, gli intrighi di corte che vedono come protagonista l’ambigua figura della regina Maria Antonietta e la costruzione del personaggio di Oscar, con la sua doppia vita di Colonnello e di donna.

Cultura dall’Occidente e gli anime giapponesi

Ci sono altri numerosi esempi di meisaku altrettanto famosi come per esempio Neon Genesis Evangelion, che contiene infiniti rimandi alla tradizione ebraica; Kuro Shitsuji (Black Butler), ambientato nell’Inghilterra vittoriana, con numerosi riferimenti ai fatti e ai personaggi realmente esistiti dell’epoca, mentre la storia stessa ricorda il Faust, dramma in versi di Johann Wolfgang von Goethe del 1808; Olympus no Pollon (C’era una volta.. Pollon), che mescola la mitologia greca con vari elementi della mitologia giapponese; RomeoxJuliet che traspone la nota tragedia shakespeariana di Romeo e Giulietta in un futuro alternativo, aggiungendo elementi fantastici alla trama dell’opera originale.  

Anime giapponesi
Kuroshitsugi, Evangelion, Pollon

Vi è un elenco infinito di manga e anime meisaku che tutt’oggi sta continuando a crescere grazie all’enorme successo di questo tipo di opere, come dimostra l’esempio recente di Nanatsu no Taizai (The Seven Deadly Sins), storia ispirata al Ciclo Bretone, ovvero l’insieme di leggende e miti riguardo la Bretagna e, in particolar modo, la figura di Re Artù e i Cavalieri della Tavola Rotonda, che stravolge completamente la morale cristiana mostrando come protagonisti i sette vizi capitali contrapposti ai Dieci Comandamenti, in questo caso gli antagonisti.

FONTI su Occidente e gli anime giapponesi

Japan Info, How Has Japanese Anime Influenced the World?
Floating into Bliss, A Look at Western Influence on Anime Production, di Zeria
Stay Nerd, I manga storici e l’Occidente: una forte simbiosi, di Silvio Cifalinò

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