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Linguaggio relazionale giapponese: taigu hyogen

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In tutte le società il linguaggio è la base su cui si costruisce un qualche tipo di relazione con l’interlocutore. Ci sono vari registri linguistici, a seconda di diverse scale gerarchiche. In giapponese il linguaggio relazionale è definito taigu hyogen (待遇表現), e mentre in italiano basta utilizzare la forma in “lei” o in “tu” in giapponese abbiamo diversii registri linguistici.

REGISTRI LINGUISTICI

Sono il livello di cortesia del linguaggio relazionale giapponese, taigu hyogen, e in italiano corrispondono all’incirca al “lei” e al “tu”. Nel giapponese esso è strettamente legato alla situazione in cui ci si trova e al rapporto che intercorre tra gli interlocutori. È molto importante ricordare che per i giapponesi è fondamentale dimostrare cortesia e rispetto verso l’altro, infatti prima di passare da un registro ad un altro si deve entrare molto molto in confidenza.

Gli aspetti su cui bisogna porre attenzione per capire quale registro utilizzare sono:

  • Età del parlante e dell’interlocutore
  • Le rispettive posizioni sociali
  • Il mezzo utilizzato per comunicare (telefono, e-mail ecc)
  • Il contenuto
Linguaggio relazionale: taigu hyogen
Linguaggio relazionale: taigu hyogen 待遇表現

TIPOLOGIE DI REGISTRI LINGUISTICI

In base al livello di cortesia che si vuole porre esistono 3 diversi registri:

  1. Informale – futsutai
  2. Cortese – teineigo
  3. Omaggio/umiltà – keigo
INFORMALE – futsutai

È il registro “meno cortese” della lingua giapponese. Nella traduzione italiana corrisponde al nostro “tu”. Viene utilizzato solo in famiglia e con gli amici intimi, con quest’ultimi è sempre bene assicurarsi il loro consenso prima di iniziare una conversazione con questo registro. Se non si è sicuri, rimaniamo formali. Su questo livello di cortesia anche il linguaggio non verbale è differente: avremo un inchino meno accentuato, una postura più rilassata, una distanza con l’interlocutore più ravvicinata e anche un tono di voce meno rigido.

CORTESE – teineigo

È il registro passe-partout della lingua giapponese, grazie al quale possiamo interloquire senza sembrare sgarbati o scortesi. Nella traduzione italiana è a metà tra il “lei” e il “tu” e per questo motivo è possibile utilizzarlo con chiunque senza rischiare troppo. Per chi si approccia allo studio della lingua è il primo registro che viene imparato. 

FORMALE – keigo

È il registro con il quale si vuole enfatizzare il livello di cortesia. Se si vuole lavorare in Giappone è necessario sapere almeno la base di questo registro in quanto è considerato anche il registro del lavoro. È suddiviso in 2 livelli:

  • Sonkeiko (尊敬語): letteralmente “LINGUAGGIO DI OMAGGIO”. Utilizzato nei confronti di un “superiore” e mai per parlare di sé.
  • Kenjogo (謙譲語): letteralmente “LINGUAGGIO UMILE”. È una forma di umiltà utilizzata quando si sta parlando di sé stessi con un “superiore”.
Usare i registri

La coniugazione di questo registro è la più difficile e per riuscire ad utilizzarlo abilmente c’è bisogno di molto studio ed è consigliabile farsi aiutare da un insegnante madrelingua.

Oltre alla forma verbale richiede anche una certa forma non-verbale. Ad esempio se stiamo lavorando in un caffè a Tokyo e vogliamo dare il benvenuto ad un cliente il nostro inchino avrà un inclinazione di 30°, a differenza dell’inchino di ringraziamento a seguito del conto che sarà di 45°. Anche il tono della voce dovrà assumere un tono di maggiore rispetto e cortesia. Un fatto molto curioso è che in Giappone l’unica famiglia che utilizza comunemente questo registro, anche nella vita quotidiana, è la famiglia imperiale.

Sicuramente lontani dalla lingua formale, ed usati per lo più dai giovani sui social network, sono i vari termini slang che spesso caratterizzano anche sottoculture. In questo caso la lingua diventa anche un modo per distinguersi da chi non fa parte della propria “tribù”.

FONTI per il Linguaggio relazionale giapponese

“Giapponese per il Business. Guida al linguaggio nel mondo del lavoro”, Marcella Mariotti, Hoepli
“Grammatica giapponese”, Matilde Mastrangelo-Naoko Ozawa, Hoepli
Corsi di lingua giapponese della scuola Istituto Il Mulino

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