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Chiharu Shiota: l’artista e i fili della memoria

Chiharu Shiota, l’artista giapponese nata ad Osaka nel 1972 che ora vive e lavora a Berlino, è famosa in tutto il mondo per le sue installazioni artistiche legate alla memoria che impiegano una grande quantità di fili, solitamente rossi o neri. Oltre ad essere riconoscibili per l’uso dei fili, le sue opere sono note per le grandi dimensioni; spesso un’intera sala viene dedicata ad una sola installazione. Questa caratteristica permette un’esperienza completamente immersiva e contribuisce ad accrescere la carica emotiva che viene trasmessa allo spettatore.

I temi delle sue opere

Di solito i temi trattati si ispirano in qualche modo alla memoria e alle relazioni umane, comprese la vita e la morte. Infatti, gli oggetti da lei prediletti per le installazioni sono cose di uso quotidiano, fatte per essere a contatto con le persone (per esempio scarpe, chiavi, libri ecc.). Questi, secondo Shiota, trattengono in loro la memoria di chi li ha usate: dei veri e propri simboli e catalizzatori di momenti di vita vissuta, con tutti i ricordi a loro legati.

Installazione di Chiharu Shiota, dove si possono notare due suoi tratti caratteristici: i fili rossi e l'uso di oggetti quotidiani.
‘Searching for a destination’, 2015, foto di Érica Georgino

La sua necessità di esplorare il senso dell’esistenza è nata anche probabilmente dal fatto che lei stessa ha dovuto affrontare in prima persona una serie di perdite dovute al terremoto del 2011 in Giappone.

Perché i fili?

I fili per Shiota sembrano simboleggiare le relazioni umane, anche il colore rosso non è scelto a caso e serve a rimarcare ancora di più questo valore simbolico richiamando il sangue. Le relazioni e le loro interazioni diventano visibili nelle istallazioni dell’artista attraverso questo mezzo. Shiota, inoltre, afferma che quando una sua opera deve essere rimossa tutti i fili che la compongono vengono recisi e quindi cessa così di esistere. Questo passaggio è una tappa obbligata nella vita dell’opera e può essere anche esso inteso simbolicamente.

La sua partecipazione alla biennale di Venezia

Per la Biennale di Venezia del 2015 è stata proprio Chiharu Shiota con i suoi fili della memoria ad essere scelta per rappresentare il Giappone alla mostra. Nell’’installazione chiamata “the Key in the Hand” l’artista utilizza circa 50.000 chiavi, per lo più donatele dal suo pubblico, e due barche messe a terra che invece simboleggiano delle mani. Le barche e le chiavi che scendono dal soffitto sono collegate dai fili rossi, che tingono completamente il soffitto della sala, come nuvole. Le chiavi invece sembrano gocce di pioggia e sono state scelte dall’artista perché sono oggetti che vengono usati quotidianamente e vengono toccate da molte persone nel corso della loro esistenza. Proprio per questo era importante che le chiavi usate fossero donate dalle persone, delle chiavi fabbricate appositamente per la mostra sarebbero state prive di ricordi.

The Key in the Hand, istallazione di Chiharu Shiota per la Biennale di Venezia 2015
‘The Key in the Hand’, Biennale di Venezia 2015

Anche solo guardando le fotografie delle opere di Shiota è facile rimanere colpiti dalla loro forza che le rende in grado di trasmettere a chiunque il loro messaggio.

Fonti su Chiharu Shiota l’artista

Le foto sono state prese dal Sito ufficiale di Chiharu Shiota l’artista e sono coperte da copyright  
Arte Morbida Chiharu Shiota, di Maria Rosaria Roseo
Art Vibes Chiharu Shiota – The Key in the Hand
The Sign of Color L’arte dei fili rossi di Chiharu Shiota
Video sulla sua installazione alla Biennale di Venezia (audio giapponese sottotitolato in francese)
K-ble Jungle, Le ragnatele di Chiharu Shiota – di Nicol Renè Sanzeni

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