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La meravigliosa arte dell’ikebana

Ikebana, l'arte dei fiori

Avete mai sentito parlare di ikebana? Sarà sicuramente un termine che non vi è nuovo. Avrete già pensato alle composizioni floreali giapponesi, ma vi siete mai chiesti davvero in che cosa consiste l’arte dell’ikebana?

Prima di tutto bisogna specificare che l’ikebana è l’arte giapponese di disporre non solo fiori, ma anche foglie, boccioli, rami e steli, dando loro nuova vita sotto forma di oggetti d’arte. Il termine ikebana infatti viene scritto sia 生け花 (ikebana) che 活け花  (ikebana), nonostante la pronuncia sia la medesima il significato cambia: il primo termine si può tradurre come “disporre i fiori” mentre il secondo invece “dare vita ai fiori”. Un sinonimo di ikebana è il termine kado (華道, “via dei fiori”)

 Lo scopo dell’Ikebana è riuscire ad esprimere le qualità innate di fiori e altri materiali vivi per comunicare emozioni, in totale contrapposizione con l’abitudine occidentale di ridurre i fiori a semplice oggetto ornamentale all’interno di un vaso.

Composizione di arte dell'ikebana giapponese
Composizione di fiori bianchi all’interno di un vaso in vetro

come funziona l’Ikebana?

Creare una composizione floreale non è poi così differente da scolpire una statua: bisogna considerare colori, linee, forme, e scopo per ogni singolo elaborato. I risultati sono infiniti e inaspettati, di forme e dimensioni imprevedibili, una composizione potrebbe comprendere un unico fiore, oppure numerosi, insieme a rami e infiniti altri oggetti naturali. 

Teniamo sempre presente che nella cultura giapponese la stragrande maggioranza di fiori, piante, e alberi autoctoni sono associati ad un determinato significato e ad una stagione ben precisa. Di conseguenza le composizioni tradizionali mantengono sempre come priorità la stagione e la simbologia. Non a caso tra gli elementi più utilizzati vi è il bambù, sempreverde caratteristico dell’arcipelago. Durante il nuovo anno si utilizzano rami di pruno giapponese, in marzo, per la Festa delle Bambine (hinamatsuri) l’elemento caratteristico è il ramo di ciliegio, in primavera iris giapponese e narciso, crisantemo in autunno. 

Non capita di rado che i compositori di ikebana potino i fiori e i rami in forme irriconoscibili, spesso anche dipingendo anche le foglie di una composizione. Nonostante questi aspetti apparentemente stravaganti la composizione alla fine deve sempre essere contenuta ed equilibrata, non necessariamente incorniciata da un vaso.

Ricordiamo però che la realizzazione di composizioni esteticamente piacevoli alla vista non è necessariamente associata alla bellezza dei materiali originali: un abile artista di ikebana è in grado di creare composizioni d’impatto anche posizionando con attenzione un unico, singolo, fiore.

chi può praticare l’arte dell’Ikebana?

La bellissima arte dell’ikebana può essere praticata da chiunque: professionisti e dilettanti, chiunque è in grado di raggiungere risultati esteticamente piacevoli! 

Certo, come in ogni forma d’arte, prima di tutto è essenziale partire dalle basi che, una volta solidificate, permettono a chiunque di sperimentare e creare. Ai principianti vengono insegnate le tecniche basilari: come tagliare rami e fiori, come misurare correttamente gli angoli nello spazio per poter disporre rami e steli, come preservare i materiali vivi e soprattutto come mantenere pulita e in ordine la propria postazione di lavoro. 

Le composizioni del principianti spesso partono da due rami abbastanza lunghi e un piccolo mazzo di fiori, è da questi pochi elementi che si apprende ad esprimere le qualità intrinseche dei fiori e comprendere come ciascun dettaglio modifica la composizione stessa. Queste composizioni si basano sul sistema detto “a tre steli”, composto da shin (cielo), soe (uomo), and hikae (terra), con riferimento ai tre steli principali che vengono utilizzati nella composizione, tutti gli altri vengono detti jushi, steli di supporto.

Composizione floreale dai colori accesi
Composizione di fiori scarlatti , erba, e steli all’interno di un vaso scuro

La storia dell’Ikebana

Pare che l’arte dell’ikebana sia stata introdotta nel VI° secolo dai missionari buddhisti che, partiti dalla Cina, erano giunti in Giappone e avevano insegnato agli abitanti del Paese del Sol Levante il rituale di offrire dei fiori al Buddha. Altre teorie sostengono invece che si tratti di una pratica cerimoniale autoctona, propria della religione Shintoista, altri ancora sostengono che sia nata dall’unione delle due. 

Pare che la prima scuola di disposizione floreale sia stata fondata da Ono no Imoko, politico e diplomatico dell’epoca, all’inizio del VII° secolo. Venivano insegnate l’armonia delle strutture semplici e lineari e l’apprezzamento della bellezza discreta. Nel corso dei secoli l’arte dell’Ikebana si è evoluta, ideali, teorie estetiche, composizione, attualmente le scuole principali sono Ikenobo, Ko (Koryu), Ohara, e Sogetsu

Il primo testo che parla dell’arte dell’ikebana viene fatto risalire al XV° secolo e viene chiamato Sendensho. Al suo interno il lettore trova numerose istruzioni su come creare composizioni floreali a seconda dell’occasione e della stagione. Lo scopo dell’opera è trasmettere l’apprezzamento e la sensibilità alla natura, incarnate all’arte dell’ikebana.

FONTI

Ikebana: l’arte dei fiori di Giorgia Michela Pizzo
Britannica; Ikebana
Artsy; What Is Ikebana? The Japanese Art That’s Making a Comeback di Natalie Cenci
Japana Home; How To Ikebana – The Japanese Art Of Flower Arranging

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