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Storia delle monete giapponesi

Moneta giapponese moderna

Nei tempi moderni in cui viviamo, l’uso del denaro contante diventa a mano a mano sempre meno comune, a favore dell’utilizzo di pagamenti elettronici. Si può dire che questo fenomeno interessa la maggior parte dei paesi industrializzati, chi più chi meno, ma per il Giappone questa sembra essere una vera e propria eccezione. In Giappone la cartamoneta resta ancora il metodo di pagamento più utilizzato, tanto che in alcuni posti addirittura il pagamento è consentito solamente con il contante! Visto e considerato che il contante risulta ancora usatissimo in Giappone, andremo qui a spiegare la storia e le caratteristiche delle monete giapponesi.

Storia delle monete giapponesi

L’antichità

Nel Giappone del periodo pre-Nara non esistevano ancora le monete e i pagamenti venivano effettuati tramite baratto, cioè scambiandosi reciprocamente beni di propria proprietà come riso, sale e stoffa: questi ricoprivano quindi il ruolo di valuta. La prima moneta giapponese apparsa fu la Fuhonsen, coniata alla fine del settimo secolo: una caratteristica particolare di questo tipo di moneta è il fatto che al centro contiene un foro quadrato che la rende molto riconoscibile tra le monete giapponesi. Questa moneta fu modellata sulla base di quelle cinesi del periodo.

La prima vera moneta ufficiale coniata in Giappone apparve però solo nel 708, la Wadokaichin. Da qui in poi per circa 250 anni in Giappone vennero coniati altri tipi di monete, ma a causa di difficoltà finanziarie la qualità delle monete diminuì, come il loro valore d’acquisto, finchè la popolazione perse fiducia nelle monete e tornò all’era del baratto. L’ultima moneta coniata di questo periodo risali infatti al 958. Dopo questo periodo, in Giappone non vennero più coniate monete per alcuni secoli; invece si preferì utilizzare le monete “Toraisen” importate dalla Cina. In quel periodo infatti il Giappone e la Cina della dinastia Song intrattenevano fiorenti scambi commerciali, e tra le varie cose che arrivarono in Giappone ci furono anche queste monete per l’appunto, che arrivarono in grandi quantità e vennero ampiamente utilizzate dai giapponesi.

Antiche monete cinesi
Esempi di antiche monete cinesi
L’omogeneizzazione

Fu solo durante il periodo Sengoku che si ricominciò a coniare monete direttamente in Giappone: questa volta si cominciò ad utilizzare oro e argento. Furono principalmente i signori della guerra a coniare queste monete, in maniera tale da potersi assicurare grandi fondi per le proprie imprese militari. La prima moneta d’oro giapponese risulta essere la Koshu gold, coniata da Takeda Shingen. Anche il famosissimo Toyotomi Hideyoshi coniò monete d’oro e d’argento, cominciando nel 1587. Egli cercò anche di unificare la valuta, poiché bisogna ricordare che fino a quel momento le monete utilizzate erano quelle importate dalla Cina e quelle emesse dai singoli Daimyo.

Nonostante gli sforzi di Toyotomi Hideyoshi, l’omogeneizzazione delle monete giapponesi avvenne solamente durante il periodo Edo, dopo l’unificazione del Giappone stesso da parte di Tokugawa Ieyasu. Vennero emessi diversi tipi di monete d’oro e d’argento, ognuno con dimensioni e qualità diverse. Con il terzo Shogun Tokugawa Iemitsu verrà introdotta anche la moneta in rame. Questo portò all’istituzione del sistema delle tre monete, dove ogni tipo di moneta aveva la propria unità di misura come ryo, kan e mon.

Dopo il crollo dello shogunato e la restaurazione Meiji, il sistema monetario subì alcune modifiche. Innanzitutto nacque quello che ora si chiama Yen, la nuova unità monetaria introdotta dal “New Currency Act” nel 1871. Lo Yen era poi ulteriormente diviso in sen e rin (come i centesimi per noi che utilizziamo gli euro). Da questo momento in poi la moneta giapponese subirà varie modifiche, a causa dei diversi momenti storici susseguitisi, appunto per essere meglio adattata ad essi.

L’epoca moderna

Dal 1942 la moneta cominciò ad essere gestita direttamente dal governo proprio come succede oggi (viene prodotta dal governo, più in particolare dalla Zecca, e poi viene consegnata alla Banca del Giappone per essere immessa nella circolazione, mentre le banconote vengono prodotte e messe in circolazione direttamente dalla Banca del Giappone stessa). Dopo la seconda guerra mondiale, a causa dell’elevata inflazione, venne deciso di adottare una nuova moneta Yen, e di ritirare tutte le vecchie monete ancora in circolazione. Nel 1953 venne abolita l’unità di misura sen. È proprio dal periodo del dopoguerra che nasce lo Yen proprio come lo conosciamo noi oggi.

Curiosità

Esistono vari fatti curiosi, che hanno anche a che fare con la stessa cultura giapponese riguardo alle monete. Innanzitutto esiste un proverbio che recita “円を笑うものは一円に泣く“ (ichi-en wo warau mono ha ichi-en ni naku) cioè “Chi ride di uno yen, piangerà per uno yen”, nel senso che solamente sprecando un solo yen potrebbe portare a grandissime sfortune. Esiste poi la filosofia del “one coin”, cioè pagare un servizio soltanto con una moneta: basti pensare ai negozi “Tutto a 100 Yen” dove qualsiasi cosa può essere acquistata con un’unica moneta da 100, oppure a svariati ristoranti in cui si può pranzare a soli 500 Yen, quindi anche qui con un’unica moneta.

Moneta giapponese da cinque yen
Cinque Yen, la moneta “portafortuna”

La curiosità più interessante riguarda però sicuramente la moneta da 5 Yen. Essa è considerata di buon auspicio per diversi fattori. Innanzitutto, il fatto che abbia un foro al centro la rende più riconoscibile delle altre, motivo per cui si dice che porti fortuna. In più, essendo considerata fortunata, viene spesso usata come offerta nei templi e nei santuari. Infatti, è considerata buona norma fare un’offerta prima di pregare, e si ritiene che lasciar cadere una moneta metallica sul saisen bako (scatola delle offerte) attiri l’attenzione degli dèi, grazie al rumore che fanno, a differenza delle banconote.

Ma perché proprio questa preferenza per la moneta da 5 Yen? Questo perché, oltre ad essere ritenuta fortunata per essere visivamente diversa dalle altre, in giapponese per dire 5 Yen si dice go-en, la cui pronuncia è la stessa di un’altra parola giapponese che significa fortuna. Ecco spiegato perché la moneta da 5 Yen è molto importante per i giapponesi!

Fonti

Ohayo.it “Yen Giapponese: come sono fatte monete e banconote”, di Nicola

Jobs in Japan “A Quick Guide to Japanese Coin Design”

Japan Mint: Circulating Coin Designs

nippon.com: “Japanese Coins”

Good Luck Trip: “日本の通貨「円」の歴史・貨幣の種類を知る”

日本銀行 Bank Of Japan, Currency Museum

Banconote giapponesi – simboli e personaggi di Elena Santella

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