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Un’interessante particolarità dei kanji

Studiare i kanji

La lingua giapponese è davvero affascinante, piena di misteri e sorprese. Ma ancora più affascinante è la sua scrittura. Come sapete il giapponese viene scritto con tre sistemi di scrittura differenti, ossia hiragana, katakana e kanji (anche se in realtà spesso vengono usati altri sistemi, come per esempio il romaji). Se hiragana e katakana sono stati il risultato di una produzione autoctona giapponese, lo stesso non si può dire per i kanji, ideogrammi cinesi importati in Giappone durante vari secoli. Tante sono le particolarità dei kanji, oggi ne vedremo una molto speciale.

Il mistero dei kanji si nasconde non tanto sulla loro scrittura ma sulla loro lettura. Almeno in giapponese, ogni ideogramma possiede svariate letture e per chi si appresta ad imparare la lingua può risultare difficile capire quale lettura assegnare a quel particolare kanji in quel determinato contesto. Non si può negare, effettivamente è molto complicato. Pensate che addirittura alcuni giapponesi hanno difficoltà a leggere alcune parole (se si tratta di parole specifiche raramente usate quotidianamente), e non riescono mai ad azzeccare al primo colpo la pronuncia corretta della parola! Quindi non scoraggiatevi se all’inizio può sembrare tutto insormontabile: con un po’ di allenamento riuscirete a leggere senza problemi tutte quelle parole che vengono usate nella vita di tutti i giorni.

Ma tornando alla lettura dei kanji, esistono due letture: kun’yomi e on’yomi. Qual è la differenza? La prima è la lettura giapponese del kanji, la seconda invece è la lettura cinese del kanji, ovviamente adattata all’inventario fonologico della lingua giapponese. Si può dire generalizzando che la lettura kun viene usata per parole composte da un solo kanji, mentre la lettura on per parole composte da più kanji (lessico sino-giapponese). Questa è la norma ma come vedremo non sempre è così.

Prendiamo per esempio la parola 飲酒 inshu che significa “bere alcol”. Le letture di entrambi i kanji in questo caso sono on. Ma proviamo a prendere invece quest’altra parola: 酒飲 sakenomi, che significa “ubriacone”. Qui ci rendiamo subito conto che vengono usate per ambedue i kanji le letture kun degli stessi. Quindi, come detto prima, la regola non è valida sempre, ed esistono tantissime eccezioni.

Ma avete notato che le due parole appena proposte sono in realtà composte dagli stessi kanji, solo invertiti? In giapponese esistono alcune parole in cui invertendo i kanji in esse contenute si avrà la formazione di una nuova parola con significato diverso.
Qui di seguito si propone una lista di parole in cui ricorre questo curioso fenomeno, evidenziando anche il tipo di lettura dei kanji in questione.

Calligrafia giapponese
Scrivere i kanji

Parole in cui invertendo i Kanji la pronuncia degli stessi non cambia

  • 会社・社会 kaisha – shakai col significato rispettivamente di “azienda” e “società” (intesa come “comunità”). Entrambe le letture sono on.
  • 階段・段階kaidan – dankai che significano “scale” e “livello”. Letture on.
  • 王女・女王 ōjo – joō, “principessa” e “regina”. Letture on.
  • 事故・故事 jiko – koji, “incidente” e “fatto storico” oppure “tradizione popolare”. Anche qui letture on.
  • 進行・行進 shinkōkōshin, il primo col significato di “avanzamento, progresso”, il secondo “marcia, parata”. Letture on.
  • 会議・議会 kaigi – gikai, rispettivamente “assemblea, conferenza” e “Dieta”, ossia il parlamento del Giappone. Letture on.
  • 海外・外海 kaigai – gaikai, ossia “oltremare”, inteso come “estero” (dal punto di vista giapponese è logico considerato che il Giappone è un arcipelago, perciò qualsiasi posto oltremare è al tempo stesso estero), e “mare aperto, alto mare”. Le letture sono on.
  • 外国・国外 gaikoku – kokugai, “paese straniero” e “fuori dal paese”. Anche qui letture on.
  • 数字・字数 sūji – jisū, “cifre, numeri” e “numero di caratteri” (inteso come quantità di kanji, hiragana o katakana all’interno di una parola o frase). Letture on.
  • 名曲・曲名 meikyoku – kyokumei, cioè “musica famosa” e “titolo della canzone”. Letture on.
  • 途中・中途 tochū – chūto, ambedue con un significato abbastanza simile da poterle confondere: 途中 significa “durante, per la strada, nel bel mezzo di”, mentre 中途 significa “a metà”, inteso come qualcosa di lasciato incompiuto. Le letture sono on.
  • 北東・東北 hokutō – tōhoku, in questo caso il significato è quasi identico: entrambe significano “nord-est”, con una piccolissima sfumatura. 北東 possiede il significato di nord-est in senso stretto, proprio come punto cardinale, mentre 東北 è un altro modo per indicare il nord-est, ma più in particolare si riferisce alla regione del Giappone che si trova proprio al nord-est del paese (il Tōhoku, dove si trovano le città di Sendai e Fukushima). Le letture sono on.
  • 前面・面前 zenmen – menzen, il primo con significato di “facciata, parte frontale”, il secondo con il significato di “davanti a qualcuno”. Le letture sono on.
  • 中日・日中 chūnichi – nicchū, rispettivamente “equinozio” e “Giappone e Cina” oppure “durante il giorno”. La seconda parola sembra cambiare la pronuncia del primo kanji, ma in realtà si tratta solo di un riaggiustamento fonetico: al posto di dire nichichū (che suona abbastanza male), i due suoni “ch” si fondono raddoppiandosi in nicchū. Anche qui letture on.
  • 送電・電送 sōden – densō, ossia “trasporto dell’energia elettrica” e “telefototrasmettere”. Letture on.
  • 身長・長身 shinchō – chōshin, rispettivamente “altezza, statura di una persona” e “di alta statura”. Le letture sono on.
  • 国立・立国 kokuritsu – rikkoku, “nazionale” e “fondazione di una nazione”. Letture on.
  • 現実・実現 genjitsu – jitsugen, cioè “realtà” e “realizzazione”. Letture on.
  • 運命・命運 unmei – meiun, in questo caso entrambi col significato di “destino, fato”: in realtà però una piccola sfumatura di differenza c’è. 運命 ha come significato “destino” in senso generale, ossia buona oppure cattiva sorte, insomma qualcosa che non si può prevedere, mentre 命運 ha significato di “destino” più nel senso di questione di vita o di morte. Le letture sono on.
  • 習慣・慣習 shūkan – kanshū, entrambi col significato di “abitudine, consuetudine”. La prima parola però ha più una sfumatura di abitudine personale, mentre la seconda di una consuetudine storica e sociale. Le letture di entrambi i kanji sono on.
  • 平和・和平heiwa – wahei, entrambe col significato di “pace”. Anche qui, come è successo con gli esempi precedenti, non è completamente vero che i significati delle due parole combaciano perfettamente: 平和 ha significato sì di “pace”, ma pace intesa come tranquillità, calma, assenza di conflitto, mentre 和平 intende “pace” come fine di una guerra. Letture on.

In questa prima sezione, in cui invertendo i kanji la pronuncia degli stessi non cambia, abbiamo solamente letture on. Tutte le parole sono lessici sino-giapponesi.

Gli ideogrammi kanji
Gli ideogrammi di kanji

Parole in cui invertendo i kanji cambia anche la loro pronuncia

  • 相手・手相 aite – tesō, rispettivamente “interlocutore” e “linee della mano”. In questo caso il kanji 手 ha in entrambi i composti la lettura kun, mentre il kanji 相 possiede la lettura kun nella prima parola, e la lettura on nella seconda.
  • 朝日・日朝 asahi – nicchō, ossia “sole del mattino” e “Giappone e Corea del Nord”. Nella prima parola entrambi i kanji possiedono la lettura kun, mentre nella seconda parola entrambi la lettura on.
  • 飲酒・酒飲 inshu – sakenomi, “bere alcol” e “gran bevitore di alcol, ubriacone”. La prima parola viene letta utilizzando la lettura on in entrambi i kanji, la seconda invece utilizza per entrambi i kanji la lettura kun.
  • 日本・本日 nihon – honjitsu, la prima parola, molto riconoscibile, significa “Giappone”, mentre la seconda significa “oggi”. In realtà per dire “oggi” generalmente si usa la parola 今日 kyō, solamente che quest’ultima appartiene ad un registro più informale. Se ci si trova in un contesto più formale allora sarà più adeguato usare 本日. In entrambe le parole il kanji 本 viene letto usando la lettura on, e anche il kanji 日, con la differenza che nelle due parole vengono usate due differenti letture on (in effetti molti kanji hanno più di una lettura on e più di una lettura kun).
  • 中国・国中 chūgoku – kunijū, rispettivamente “Cina” e “in tutto il paese”. Il kanji 中 viene letto in ambedue le parole con la lettura on, seppur leggermente modificata nella seconda parola per una questione fonetica, invece il kanji 国 viene effettivamente letto con due letture diverse: nella prima parola viene usata la lettura on, nella seconda la lettura kun.
  • 家出・出家 iede – shukke, cioè “fuga da casa” e “monaco”. La prima parola utilizza la lettura kun di entrambi i kanji, mentre la seconda la lettura on degli stessi.
  • 下手・手下 heta – teshita, col significato di “poco abile” e “sottoposto” (nel senso di subordinato). Questa volta partiamo dalla seconda parola: qui molto semplicemente sono usate per entrambi i kanji le loro letture kun. Invece per quanto riguarda la prima parola la situazione è un po’ più complicata: in realtà la parola non viene letta né con la lettura on né con quella kun. Si tratta di un jukujikun, cioè di una lettura difficile, che non segue nessuna delle tradizionali letture: possiamo definirla quindi una lettura speciale.
  • 海上・上海 kaijō – shanhai, ossia “superficie del mare” e “Shanghai”. Nella prima parola i kanji vengono letti secondo la loro lettura on, mentre nella seconda parola i kanji vengono letti come verrebbero letti in cinese, solo adattandoli alla fonologia giapponese. In periodo Meiji esisteva anche una pronuncia per la città di Shanghai basata direttamente sui kanji, cioè jōkai (in questo caso si può dire che la lettura utilizzata per entrambi i kanji sarebbe stata quella on).
  • 中身・身中 nakami – shinchū, “contenuto” e “all’interno del corpo”. La prima parola utilizza per entrambi i kanji la lettura kun degli stessi, mentre la seconda utilizza la lettura on.
  • 本山・山本 honzan – yamamoto, “tempio principale” e “Yamamoto” (cognome giapponese molto diffuso). La prima parola seleziona le letture on dei kanji, la seconda quelle kun.
  • 誕生・生誕 tanjō – seitan, entrambe col significato di “nascita”. La prima però è in senso più ampio: può essere usata anche per intendere la formazione di qualcosa o l’istituzione di un’azienda. Invece la seconda si limita solo ad indicare la nascita di qualcuno. Entrambe le parole utilizzano le letture on per entrambi i kanji: le letture e sei per il kanji 生 sono entrambe on (come detto prima molti kanji hanno diverse letture, e questo kanji ne ha veramente molte!).

Ricapitolando questa sezione sulle particolarità dei kanji possiamo notare, a differenza della prima, che molti kanji qui prendono invece la lettura kun.

Conclusioni

Per chi si appresta ad imparare la lingua giapponese questo fenomeno può arrecare un po’ di confusione, ma non fatevi prendere dal panico! Molte di queste parole sono di un livello più avanzato per cui non dovete preoccuparvi: non incrocerete la loro strada per un bel po’ di tempo. Altre parole invece è bene non confonderle (prime fra tutte 日本 e 本日), ma con un po’ di pazienza ci riuscirete e gli ideogrammi non avranno più misteri per voi, sarà sufficiente dedicare abbastanza tempo allo studiare i kanji.

Schreiber M., Flipping kanji around for new meanings, in “The Japan Times“.
Mair V., Japanese readings of Sinographic names, in “Language Log

Breve guida allo studio dei kanji di Alessandro Bianchi

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