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	<title>Far East Film Festival Archivi - K-ble Jungle</title>
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	<description>Il Giappone a portata di click</description>
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	<title>Far East Film Festival Archivi - K-ble Jungle</title>
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		<title>Yakusho Koji a Udine il 25 aprile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvio Franceschinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 15:14:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà premiato con il Gelso d’Oro alla Carriera il protagonista di Perfect Days di Wim Wenders, Yakusho Koji, a Udine...</p>
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<p>Sarà premiato con il Gelso d’Oro alla Carriera il protagonista di Perfect Days di Wim Wenders, Yakusho Koji, a Udine il 25 aprile per il Far East Film Festival 28.</p>



<p>Raccontare la grandezza di qualcuno o di qualcosa, per esempio di un campione o di un’impresa sportiva, non è mai facile: basta un attimo e si rischia di oltrepassare la linea, di compromettere un equilibrio. Tutto diventa “epica”, “sogno”, “mito”. Tutto diventa colore e calore. Del resto, raccontare la grandezza è come raccontare la normalità: serve un alfabeto specifico, misurato, capace di puntare all’essenza. Ma è davvero possibile essere misurati quando si maneggia un nome incredibile come quello di Yakusho Koji?</p>



<h4 class="wp-block-heading">Un attore, un simbolo</h4>



<p>Il protagonista del magnifico Perfect Days di Wim Wenders, attore-simbolo del 2023 (incoronato a Cannes) e degli ultimi quarant’anni di cinema giapponese, riceverà, il 25 aprile, il Gelso d’Oro alla Carriera sul palco della ventottesima edizione del Far East Film Festival di Udine. Un momento epocale che, in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma/The Japan Foundation e di ANA (All Nippon Airways), vedrà Yakusho anche protagonista di un imperdibile tributo: una monografia complessiva di 8 titoli presentati sia a Udine (7 film) che a Roma (5 film) per dipingere il ritratto del «Tom Hanks nipponico».</p>



<p>Questi i titoli in programma: The Blood of Wolves, The Woodsman and the Rain, The Eel, Perfect Days, Tampopo, Under The Open Sky, 13 Assassins e Cure, proiettati prima al FEFF e poi presso l’Istituto in Roma per la dedica Yakusho Koji: Perfect Roles (il 28 aprile dialogo pubblico tra Yakusho e Giorgio Amitrano).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="394" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2026/04/Tampopo-FEFF-Udine.jpg" alt="" class="wp-image-33189" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2026/04/Tampopo-FEFF-Udine.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2026/04/Tampopo-FEFF-Udine-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tampopo al FEFF 2026</figcaption></figure></div>


<h6 class="wp-block-heading">Far East Film Festival</h6>



<p>76 titoli, 52 in concorso e 24 fuori concorso, provenienti da 12 nazioni. Più esattamente, 8 world premiere, 18 anteprime internazionali, 22 anteprime europee e 20 anteprime italiane (il film di chiusura verrà annunciato l’8 aprile). Una massiccia selezione di cinema popolare, ovviamente non priva di parentesi d’autore e di omaggi al passato, per osservare da vicino l’Asia e le sue necessità narrative.</p>



<p>Se raccontare il FEFF significa raccontare la grandezza del cinema pop asiatico senza paura dei superlativi e dei punti esclamativi, raccontare gli ospiti d’onore del FEFF significa raccontare la loro grandezza senza paura di sfoggiare parole come “gigante”, “icona”, “leggenda”. Ed ecco, appunto, l’arrivo di un gigante, di un’icona, di una leggenda gloriosamente in sella dal 1985 (ricordate Tampopo, felice precursore di tante mode culinarie odierne?).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="448" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2026/04/The-Eel-anguilla-FEFF-Udine.jpg" alt="" class="wp-image-33190" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2026/04/The-Eel-anguilla-FEFF-Udine.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2026/04/The-Eel-anguilla-FEFF-Udine-300x192.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">The Eeel, l&#8217;anguilla al FEFF 2026</figcaption></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading">Yakusho Koji</h3>



<p>Nato nel 1956 a Nagasaki, nel 1978 entra nella scuola di recitazione di Nakadai Tatsuya e, cinque anni più tardi, diventa famoso interpretando il signore della guerra Oda Nobunaga in una serie drammatica della NHK. La grande svolta, tuttavia, avviene nel 1996 con la commedia di Suo Masayuki Shall We Dance?, grazie al ruolo principale (nel remake hollywoodiano, ricordiamo, il ruolo passerà a Richard Gere). Nel 1997 torna sotto i riflettori internazionali con L’anguilla (The Eel) di Imamura Shohei, vincitore della Palma d’Oro a Cannes, ma l’impronta più duratura arriva subito dopo con il cult horror Cure di Kurosawa Kiyoshi.</p>



<p>Nei decenni successivi Yakusho ha consolidato questi successi con interpretazioni pluripremiate per importanti registi giapponesi e stranieri, tra cui Rob Marshall (Memorie di una Geisha), Alejandro González Iñárritu (Babel), Miike Takashi (13 Assassins), Kore-eda Hirokazu (Il terzo omicidio-The Third Murder), Shiraishi Kazuya (Blood of Wolves) e Wim Wenders (Perfect Days).</p>



<p>Ora settantenne, Yakusho è sempre molto richiesto per film, serie e, barometro della popolarità in Giappone, spot televisivi. Decine di premi riempiono i suoi scaffali, ma continua tenacemente a cercare di superare sé stesso. Chi potrà mai superarlo?</p>



<p><a href="https://www.fareastfilm.com/">Sito ufficiale</a> del Far East Film Festival </p>



<p><a href="https://www.jpf.go.jp/e/">Japan Foundation</a></p>
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		<title>Kokuho il maestro di kabuki</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvio Franceschinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 14:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tucker Film&#160;rilascia il teaser trailer italiano di&#160;Kokuho – Il maestro di kabuki, il nuovo lungometraggio di&#160;Lee Sang-il&#160;(Hula Girls), tratto dal...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Tucker Film</strong>&nbsp;rilascia il teaser trailer italiano di&nbsp;<strong><em>Kokuho – Il maestro di kabuki</em></strong>, il nuovo lungometraggio di&nbsp;<strong>Lee Sang-il</strong>&nbsp;(<em>Hula Girls</em>), tratto dal monumentale romanzo omonimo di Yoshida Shuichi e candidato agli Oscar per il miglior trucco. Emotivamente infuocato e visivamente sontuoso, il film, che in patria ha rapidamente superato qualsiasi aspettativa, diventando un&nbsp;<strong>fenomeno di incasso senza precedenti</strong>&nbsp;<strong>nel cinema giapponese conte</strong><strong>mporaneo &#8211;&nbsp;</strong>arriva nella sale italiane&nbsp;<strong>dal 30 aprile</strong>, dopo l’anteprima nazionale al&nbsp;<strong>Far East Film Festival 28&nbsp;</strong>(Udine,&nbsp;<strong>24 aprile &#8211; 2 maggio</strong>), alla presenza del regista.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Un successo di critica e pubblico</h6>



<p>La&nbsp;<strong>critica internazionale</strong>, che ha potuto ammirare&nbsp;<strong><em>Kokuho</em></strong>&nbsp;alla&nbsp;<strong>Quinzaine di Cannes</strong>, non ha lesinato sull’entusiasmo («Una vera gioia per gli occhi», «Un’opera semplicemente magnifica», «Un’epopea incredibile»). E&nbsp;<strong>Lee Sang-il</strong>, del resto, non ha lesinato sulla&nbsp;<strong>grandiosità stilistica e narrativa</strong>, firmando una storia dove convivono l’arte, l’ambizione, l’amicizia e l’amore. Una storia lunga cinquant’anni che ha l’incedere epico e maestoso di&nbsp;<em>Addio mia concubina<strong>&nbsp;</strong></em>e dell’<em>Ultimo imperatore</em>.</p>



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<h5 class="wp-block-heading">Kokuho il maestro di kabuki</h5>



<p>Il giovane Kikuo (<strong>Soya Kurokawa</strong><strong>/Ryo Yoshizawa</strong>), figlio di un boss della yakuza, si fa notare durante un banchetto a Nagasaki esibendosi in un ruolo kabuki femminile. Tra gli ospiti lo nota l’attore kabuki Hanjiro Hanai (<strong>Ken Watanabe</strong>), che riconosce immediatamente il talento del quattordicenne. Dopo la morte del padre di Kikuo, Hanjiro accoglie il ragazzo con sé e si trasferisce con lui a Osaka. Lì, Kikuo cresce insieme al figlio di Hanjiro, Shunsuke (<strong>Keitatsu Koshiyama</strong><strong>/Ryusei Yokohama</strong>). Nonostante le loro diverse origini, i due stringono una forte amicizia, mentre vengono formati insieme sotto la guida di Hanjiro. Solo uno di loro, però, diventerà il più grande maestro di kabuki della sua epoca…</p>



<p>«Il kabuki &#8211; spiega&nbsp;<strong>Lee Sang-il</strong>&nbsp;nelle note di regia &#8211; è un simbolo di inestimabile valore culturale ed è governato dal principio della discendenza: l’arte viene tramandata dai padri ai figli, e poi ai nipoti, per continuare a garantirle il rango di “tesoro nazionale”. Questo, per gli eredi, rappresenta un privilegio ma anche una maledizione: devono dimostrare costantemente il loro talento e la loro passione. Sono messi costantemente a confronto e devono superare il talento di chi li ha preceduti. In questo ecosistema chiuso e ristretto, gli attori salgono sul palco con un destino predeterminato. E, una volta sul palco, vi rimangono fino all’ultimo respiro…».</p>



<p>Tucker Film, <a href="https://tuckerfilm.com/">sito ufficiale</a></p>



<p>I nostri articoli sul <a href="https://www.kblejungle.com/?s=far+east+film">Far East Film Festival</a></p>
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		<title>December di Anshul Chauhan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lunghini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 09:04:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>December di Anshul Chauhan è un film del 2022, uscito al Far East Film Festival 2023. December sembra dimostrare l&#8217;assioma...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>December di Anshul Chauhan è un film del 2022, uscito al <a href="https://www.fareastfilm.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Far East Film Festival</a> 2023.</p>



<p>December sembra dimostrare l&#8217;assioma secondo il quale esistono generi che possono essere espressi solo da alcune specifiche culture e industrie dello spettacolo. Gli hard boiled funzionano solo se made in Hong Kong, il manga <em>spirit </em>è un’esclusiva giapponese e, come nel caso di questo film, sembra che la ricetta segreta dei legal thriller o dei procedural drama sia chiusa a doppia mandata nei cassetti delle scrivanie degli autori USA.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">La storia</h2>



<p>Fukuda Kana (Matsuura Ryo) è una donna che all’età di 17 anni uccise la sua compagna di classe Emi. Sono passati dieci anni e sta scontando una condanna a venti di carcere. Il suo avvocato Sato decide di riaprire il caso per ridefinire la punizione, convinto che la condanna sia stata troppo dura per una minorenne. Questa perdita è la causa scatenante dell’alcolismo nel padre di Emi, Katsu (interpretato da un elegante ed efficace Shogen), che è ancor più sconvolto da un nuovo processo, animato da un più vivo che mai spirito di vendetta. Quell’evento drammatico è stato anche causa della separazione dalla ormai ex moglie Sumiko (una brava Megumi) anche lei accompagnata da un vuoto incolmabile, risposata ma non totalmente separata emotivamente da Katsu. Il processo inizierà e troverà i tre protagonisti incrociare i propri destini, ma soprattutto le proprie disperanti sensazioni e convinzioni.</p>



<p>Il film inizia con Katsu che bussa alla porta della moglie per convincerla a non testimoniare a questa nuova fase. Come ripeteranno più volte sia il giudice che l’avvocato, la loro testimonianza non influenzerà la decisione della corte, ma l’avvocato dei due genitori punta all’influenza emotiva che la loro presenza può smuovere. Questo porta a pensare che potrebbe essere determinante nel proseguo e fungere da colpo scenico a sorpresa, una sorta di atto che supera il suo limite procedurale per assurgere a carta vincente. Al di là della sentenza aggiornata, le loro testimonianze mantengono un peso sterile nella totalità drammaturgica. Il film si svolge principalmente nell’aula e l’idea di un’evoluzione dei protagonisti attraverso il dibattimento era una bella sfida che poteva produrre situazioni interessanti. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="350" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/07/December-cinema-giapponese.jpg" alt="" class="wp-image-32485" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/07/December-cinema-giapponese.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/07/December-cinema-giapponese-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Commovente scena da December</figcaption></figure></div>


<h2 class="wp-block-heading has-medium-font-size">RECENSIONE di December di Anshul Chauhan</h2>



<p>Succede però che quelli quelli che possiamo definire dialoghi in forma di interrogatori risultano banali, ovvi, e portano a uno sviluppo artefatto, costruito macchinosamente e senza un naturale o avvincente svolgimento. Gli inserimenti di Katsu che beve, con dettagli sul bicchiere o la bottiglia, in birreria o a casa, hanno solo il sapore di cliché ormai datato da personaggio dannato senza pace. Il suo alcolismo è un colore gettato sul personaggio senza nessuno scopo minimamente determinante nei meccanismi dello sviluppo del personaggio o della storia. </p>



<p>A fronte di queste mancanze non possiamo però negare la vera sorpresa di questo film: l’attrice Matsuura Ryo che interpreta Emi, la ragazza condannata. Ryo letteralmente buca lo schermo, quando entra in scena il film decolla. La sua maschera <strong>trasmette magistralmente malinconia, rassegnazione e nichilismo</strong>. La sua interpretazione di donna con un peso sulle spalle insostenibile è magistrale, la complessità del suo essere esce tanto cristallina quanto fruibile, riuscendo a creare un’empatia imprescindibile con lo spettatore. Il processo giudiziario continuerà senza lampi, con frasi fatte e didascaliche sulla delicatezza del sistema giudiziario, con accenni ad aspetti filosofici che non convincono sufficientemente. </p>



<p>Non mancano buone uscite creative: Katsu decide di parlare direttamente con Emi, nella speranza che questo incontro possa <strong>alleviare le sue sofferenze</strong> e trovare un perché al tutto. L’avvocato difensore di Emi lo avverte che questo lo escluderebbe automaticamente dalla presenza del processo, ma lui accetta l’inevitabile. L’incontro è affatto risolutivo, lui uscirà più triste che mai, con l’avvocato che lo insegue chiedendogli di mantenere la parola e di non partecipare più come testimone, contrastando l’annunciato meccanismo di squalifica come testimone secondo le regole processuali. Il rapporto di avvicinamento tra moglie e marito è reso prevedibile e comunque affrescato in modo banale, senza nessuna aggiunta di rilievo o informazione in più sul loro rapporto o su loro stessi.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><img decoding="async" width="700" height="350" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/07/December-film-giapponese.jpg" alt="Al cinema il film giapponese December" class="wp-image-32484" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/07/December-film-giapponese.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/07/December-film-giapponese-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Una scena dal film giapponese December</figcaption></figure></div>


<p>Emi si redimerà, scoprirà che per lei un nuovo percorso, una nuova giustizia può essere l&#8217;occasione per <strong>una nuova vita nella società</strong>. La madre deciderà di abbandonare rabbie e lancinanti strascichi. Le ripercussioni sul rapporto con il nuovo marito si sentiranno, seppure segnate da scene non propriamente riuscite, con battute elementari del tipo “è stata colpa mia, sarei dovuta essere una madre migliore”, che ne negano una sincera e convincente presa di coscienza. L’arco di Katsu, che rassetta casa e butta le bottiglie, risulta incompleto o comunque non propriamente definito, seppure il tutto gestito da un bravo e sciolto attore.&nbsp;</p>



<p>Si esce con l’amaro in bocca per un’occasione sprecata per una innegabile abilità registica nel rendere fluida la narrazione visto che il film comunque non annoia. E la scena finale lo sta a dimostrare, riuscendo a unire una costruzione visiva sintetica che declama sulla indissolubile connessione di ogni vita all’altra.&nbsp;</p>
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		<title>L’attrice Baisho Chieko riceverà il Gelso d’Oro al FEFF 25</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvio Franceschinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 14:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La celebre attrice giapponese presenterà a Udine il film Plan 75, di cui è protagonista, e due titoli cult: il...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La celebre attrice giapponese presenterà a Udine il film
Plan 75, di cui è protagonista, e due titoli cult: il primissimo Tora-san e
Where Spring Comes Late. L’attrice Baisho Chieko sarà premiata proprio al Far
East Film Festival con il Gelso d’Oro alla carriera. Plan 75, menzione speciale
a Cannes, uscirà nei cinema italiani l’11 maggio sotto il segno della Tucker
Film. </p>



<p>Dopo <a href="https://www.kblejungle.com/2022-03-takeshi-kitano-al-far-east-film-festival/">Takeshi Kitano, premiato nel 2022</a>, il Gelso d’Oro alla Carriera del Far East Film Festival andrà quest’anno all’attrice Baisho Chieko! La sua filmografia è lunga chilometri. La sua discografia è una collezione di hit. </p>



<p>Miyazaki, da grande ammiratore, ha segretamente modellato su di lei Sophie Hatter, il personaggio principale del Castello errante di Howl. La celebre attrice e cantante giapponese porterà al FEFF 25 il suo film più recente, Plan 75 di Hayakawa Chie, e due film che ha voluto scegliere personalmente per il pubblico di Udine: il primissimo Tora-san e Where Spring Comes Late. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/04/film-tora-san-Baisho-Chieko-.jpg" alt="attrice Baisho Chieko in Tora San" class="wp-image-32451" width="700" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/04/film-tora-san-Baisho-Chieko-.jpg 800w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/04/film-tora-san-Baisho-Chieko--300x195.jpg 300w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2023/04/film-tora-san-Baisho-Chieko--768x498.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Una scena da uno degli episodi di Tora San con l&#8217;attrice Baisho Chieko</figcaption></figure></div>



<h6 class="wp-block-heading">Il commento dell’attrice Baisho Chieko</h6>



<p>«Quando ho saputo che ero stata invitata al Far East Film
Festival di Udine e che avrei ricevuto un premio – sono parole Baisho Chieko –
mi sono detta: “Davvero? Per Plan 75?”. E invece… Che sorpresa! Il Gelso d’Oro
alla Carriera celebra tutto il lavoro che ho svolto da quando sono entrata nel
mondo del cinema! Sono davvero felice che i miei ruoli da attrice vengano
apprezzati anche all’estero: i film sono proprio qualcosa di meraviglioso…
Ringrazio di cuore tutto lo staff del FEFF e, ovviamente, prometto che
continuerò a recitare con passione e dedizione…». </p>



<h4 class="wp-block-heading">Profilo di  Baisho Chieko</h4>



<p>Baisho Chieko, classe 1941, è famosissima per aver interpretato il ruolo di Sakura nell’infinita serie cinematografica Tora-san tra il 1969 e il 1995: decine di film super cult che hanno segnato il suo lunghissimo sodalizio artistico con il regista Yamada Yoji. Nel 1980 è stata poi premiata come miglior attrice agli Hōchi Film Awards per Haruka naru yama no yobigoe (A Distant Cry of Spring), sempre firmato da Yamada Yoji. Molto attiva anche come doppiatrice, ha prestato spesso la voce al mondo dell’animazione: ricordiamo Gundam, Kimba – La leggenda del leone bianco e, come abbiamo già detto, Il castello errante di Howl. </p>



<p>Plan 75, presentato al 75° Festival di Cannes (menzione speciale Caméra d’Or) e al 40° Torino Film Festival, è la potente opera prima della regista giapponese Hayakawa Chie e uscirà nei cinema italiani il prossimo 11 maggio sotto il segno della Tucker Film. Nel 2019, ricordiamo, la regista discusse il progetto del film proprio al FEFF, durante le sessioni industry di Focus Asia (oltre ad accompagnare sul palco l’opera collettiva Ten Years Japan). </p>



<h4 class="wp-block-heading">Plan 75</h4>



<p>Giappone, domani. Un programma governativo, il Piano 75, mira ad arginare quella che ormai è diventata un’emergenza nazionale: l’invecchiamento della popolazione. Da un lato, i costi pubblici del welfare. Dall’altro, appunto, la possibilità per gli anziani di ricorrere all’eutanasia di Stato in cambio di supporto logistico e finanziario. Vivere o morire non è un dilemma etico: è una questione di burocrazia. Basta aver compiuto 75 anni… Seguendo Michi, un’anziana che cerca solo di tirare avanti, Hiromu, un venditore del programma, e Maria, un’infermiera filippina, Hayakawa Chie dipinge con grazia e naturalezza un rigoroso dramma sociale dove convergono distopia e realismo, indagine morale e riflessione civile. Plan 75 vede scintillare l’eterno talento di Baisho Chieko nel ruolo di Michi: simbolo di un vecchio Giappone che cerca di resistere agli urti del tempo e della modernità.</p>



<p><a href="https://www.fareastfilm.com/">Sito Ufficiale </a>del Far East Film Festival</p>
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		<title>One Day You Will Reach the Sea di Nakagawa Ryutaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Lunghini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 15:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questo film visto al Far East Film Festival Mana è una ragazza che, nel giorno di benvenuto alle matricole,...</p>
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<p>In questo film visto al Far East Film Festival Mana è una ragazza che, nel giorno di benvenuto alle matricole, incontra quella che diventerà la sua amica confidente, Sumire. Vivranno nello stesso monolocale e si faranno promesse di eterna connessione. Scopriremo presto che quelli del loro rapporto sono flashback di vita di pochi mesi precedenti. Sumire infatti è rimasta vittima del disastroso tsunami che ha investito piccoli paesini costieri del Giappone trasformandoli, in pochi minuti, in cimiteri residenziali.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Vita e morte</h5>



<p>La vita che si insinua nella morte e il viceversa avviene attraverso un montaggio abile nel non spezzare la linea narrativa e anzi che aggiunge, coerente con il tempo che scorre nel film, elementi che definiscono dettagli delle due ragazze. Mana è introversa, fragile, intrisa di malinconia ma decisa nell&#8217;affrontare il proprio percorso, Sumire è invece esuberante, convincente ma dalle imprevedibili reazioni.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="379" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/06/Un-viaggio-film-giapponese.jpg" alt="Viaggiare in Giappone in treno" class="wp-image-32216" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/06/Un-viaggio-film-giapponese.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/06/Un-viaggio-film-giapponese-300x162.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Il viaggio delle due amiche </figcaption></figure></div>



<p>La loro empatia e complicità si forgia immediatamente, sin dal primo giorno in cui Sumire riesce a sfilarla dall’imbarazzante e pressante corte dei ragazzi dei vari club del liceo.  E’ nell’iconico immaginario del quadro di vita scolastica e di crescita adolescenziale che il loro rapporto fonda la sua matrice. Vivranno nel monolocale di Sumire, dormiranno insieme e si terranno per mano in un’unione dal vago e sospeso aroma saffico ma che non lascia altro spazio che a una viscerale amicizia. Le loro mani si incontrano e si accarezzano, ma grazie all’abilità registica si trasmette un senso di connessione profonda. I loro scambi di pensieri saranno di vita, di amicizia e di futuri desiderati ma anche di domande senza fine. </p>



<h5 class="wp-block-heading">One Day You Will Reach the Sea di Nakagawa Ryutaro</h5>



<p>Mara lavora in un ristorante come cameriera, rimane affascinata dalla musica che il direttore di sala programma per le cene. Sarà uno dei segreti che Mara cercherà di carpire. “Come fa a scegliere sempre la canzone giusta?” chiede al direttore. “Scelgo semplicemente quella che mi piace di più”. Ecco un segreto che lei inseguiva, <strong>il riuscire a vivere senza pensieri</strong>, facendo quello che dovrebbe essere l’attività più facile: fare quello che piace. Qui il primo sogno si spezza: il direttore, senza alcun preavviso di sorta, morirà e la lascerà in quello che diventerà un semplice luogo dove si servono pasti. </p>



<p>La nuova direzione, infatti, risparmierà sull’impianto sonoro e lei perderà quel piacevole collegamento verso quella persona per cui nutriva affettuoso rispetto. Il mistero adolescenziale continuerà. Il rapporto con Sumire continua nel contrappunto temporale finendo ingabbiato in un vicolo di freddezza e di allontanamento, causa un incrocio sentimentale con il fidanzato di Sumire. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="379" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/06/One-Day-You-Will-Reach-The-Sea-Nakagawa-Ryutaro.jpg" alt="One Day You Will Reach the Sea" class="wp-image-32215" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/06/One-Day-You-Will-Reach-The-Sea-Nakagawa-Ryutaro.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/06/One-Day-You-Will-Reach-The-Sea-Nakagawa-Ryutaro-300x162.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Il luogo di lavoro della giovane protagonista</figcaption></figure></div>



<h5 class="wp-block-heading">Lo tsunami</h5>



<p>Il tempo diventa attuale e Sumire ha necessità di andare nel luogo dove tutto ha avuto inizio, dove cioè Sumire ha finito la sua vita, nel luogo dello tsunami. Mara raggiunge il luogo dove la sua amica ha respirato gli ultimi momenti di vita e si trova di fronte a una muraglia tutto intorno alla costa, una muraglia bianco vergine, <strong>un velo che nasconde la bellezza della natura di una costa per proteggere dal male della morte</strong>. Mara rimane a guardarla per interminabili secondi e la sensazione di oppressione attanaglia spettatore e protagonisti. La natura viene inibita nel suo sfociare nel mare magnum della vita. Non sarà quel luogo a ridarle quella pace che cercava, saranno le persone della comunità di testimoni diretti che hanno perso vite vicine a dare un senso alla patina di malinconica sofferenza che l’accompagna, malinconia che in verità l’ha accompagnata sin dal suo primo complice incontro con la sua amata amica. </p>



<p>Gli inserimenti di testimonianze di persone che nella realtà hanno perso qualcuno in quell’evento sono convincenti, rappresentano l’esplicita dichiarazione della  chiave di lettura filmica, quella cioè di voler percorrere una strada intimista e realistica, a un passo dal documentarismo. Questa stratificazione di generi è suggerita all’inizio da un’introduzione animata nel più nobile degli stili di animazione giapponese, con frame a scatti morbidi e tratti ad acquarello, all’insegna dell’<strong>onirico malinconico</strong> che preannuncia già lì una perdita. Non potrebbe essere altrimenti se vediamo il personaggio camminare in un’oceano di acqua  bassa che arriva a malapena al ginocchio dove si intravedono dei binari che puntano all’infinito. Mara riuscirà a rendere le esperienze di vita legate allo tsunami una propria forza per andare avanti e per scalare a una nuova visione, che se non le farà trovare le risposte, quanto meno la porterà a  più costruttive domande. </p>



<p>Per approfondire la tragedia di dello tsunami:  <a href="https://www.kblejungle.com/2021-08-disastro-di-fukushima-la-letteratura-risponde/">Disastro di Fukushima: la letteratura risponde</a></p>
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		<title>Takeshi Kitano al Far East Film Festival</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvio Franceschinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 14:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 29 aprile, sul palco del Far East Film Festival di Udine, il mito giapponese riceverà il Gelso d’Oro alla...</p>
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<p>Venerdì 29 aprile, sul palco del Far East  Film Festival di Udine, il mito giapponese  riceverà il Gelso d’Oro alla carriera: Takeshi Kitano al Far East Film Festival è un evento nell&#8217;evento che richiamerà a Udine fan del cinema da tutta Europa.</p>



<p>Ci sono artisti con cui ognuno di noi cammina assieme per tutta la  vita. Attori, scrittori, cantanti. Artisti che non ci lasciano mai soli, artisti che si  prendono sempre cura del nostro bisogno di bellezza. Li troviamo dentro un  film, dentro un libro, dentro una canzone. È come tornare a casa. È come  fermare le lancette. Non importa quanto cambiamo, quanto ci muoviamo: loro  sono là. Rassicuranti. Solidi. Necessari. E uno di loro, senza ombra di dubbio,  è Takeshi Kitano. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="391" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/03/FEFF-Far-East-Film-Festival.jpg" alt="Far East Film Festival è a Udine" class="wp-image-32149" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/03/FEFF-Far-East-Film-Festival.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/03/FEFF-Far-East-Film-Festival-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>L&#8217;icona elettrica del Far East Film Festival</figcaption></figure></div>



<h6 class="wp-block-heading">Takeshi Kitano ospite al Far East Film Festival</h6>



<p>Il Far East Film Festival 24 realizza un sogno veramente meraviglioso (non  è possibile dirlo con meno enfasi): il sogno di portare a Udine uno dei  colossi della scena mondiale. Un artista, appunto, che cammina da più di  trent’anni assieme a chi ama il cinema. Non solo il cinema asiatico. <strong>Un artista  leggendario</strong> che venerdì 29 aprile, sul palco del FEFF 24, riceverà il Gelso  d’Oro alla carriera e farà volare il cuore del pubblico! </p>



<p>I discepoli del Kitano  più nero, scoperto guardando Violent Cop, i discepoli del Kitano più luminoso,  scoperto guardando Il silenzio del mare, i discepoli che lo hanno scoperto (e  continuano a scoprirlo) nell’arco del tempo… Dopo aver premiato molte grandissime icone d’Oriente, da Jackie Chan a Joe Hisaishi, il Festival udinese incorona dunque Takeshi Kitano per il suo  incredibile percorso. Un viaggio entusiasmante che spazia tra i generi e gli  stili, tra il cinema e la televisione, ma anche tra la poesia e la letteratura, tra  capolavori assoluti come Sonatine, Kids Return, Hana-bi (Leone d’Oro a  Venezia nel 1997), L’estate di Kikujiro, Dolls, Zatoichi (Leone d’Argento 2003) e amatissimi cult di piombo e sangue come la saga criminale di Outrage.  </p>



<p>Senza ovviamente dimenticare il brutale sergente che interpreta nel celebre Furyo di Nagisa Oshima, al fianco di David Bowie e Sakamoto, o le incursioni  hollywoodiane di Johnny Mnemonic e Ghost in the Shell. Impossibile condensare (anzi: intrappolare) in poche righe le mille anime e le  mille vite di Kitano: attore, regista, sceneggiatore, scrittore, pittore, comico,  presentatore. Molto più facile aspettare il 29 aprile e il sogno che “Beat”  Takeshi ci regalerà. </p>



<p><a href="https://www.fareastfilm.com/">Sito web</a> del Far East Film Festival</p>



<p>Dal Far East Film Festival 2021:  <a href="https://www.kblejungle.com/2021-07-underdog-pugili-giapponesi/">Underdog: pugili perdenti in un film vincente </a>di Silvio Franceschinelli</p>
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		<title>Underdog: pugili perdenti in un film vincente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvio Franceschinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 10:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Far East Film Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Underdog è la storia di tre pugili, un professionista dal passato glorioso, un giovane dal futuro glorioso, un comico in...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Underdog è la storia di tre pugili, un professionista dal passato glorioso, un giovane dal futuro glorioso, un comico in crisi d’identità che si mette alla prova in un campo non suo. Rispettivamente Akira Suenaga (Mirai Moriyama), Ryuta Omura (Takumi Kitamura) e Shun Miyagi (Ryo Katsuji). Ognuno di loro ci sorprenderà; camminando con loro lungo il percorso tortuoso della vita avremo conferma di quanto sia difficile, e di come l’unica cosa da fare sia lottare pur sapendo che probabilmente l’esito sarà negativo.</p>
<p>Ma le storie che contornano i protagonisti sono altrettanto importanti, e danno un senso alle azioni dei tre. Padri e mogli, colleghi e clienti, <strong>ognuno cerca di dare una direzione al destino dei tre</strong>, incoraggiandoli nella carriera, scoraggiandoli o semplicemente indifferenti perché indaffarati nelle loro vite, che però si intrecciano con risultati diversi sulle storie personali.</p>
<p><figure id="attachment_30958" aria-describedby="caption-attachment-30958" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-30958" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-Giappone-300x168.jpg" alt="Underdog pugili dal Giappone" width="700" height="392" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-Giappone-300x168.jpg 300w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-Giappone-768x431.jpg 768w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-Giappone.jpg 799w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption id="caption-attachment-30958" class="wp-caption-text">Uno dei pugili protagonisti di Underdog</figcaption></figure></p>
<h2>La visione della vita</h2>
<p>Un film dove il ritmo è dettato dai pugni (sul ring e fuori) e dal sesso (fatto da soli, a pagamento, per amore e per disperazione). Il rapporto tra gli uomini è basato sulle mangiate e sugli scontri fisici, che siano con pugni, randelli o coltelli. Il rapporto tra uomini e donne è strutturato intorno agli incontri sessuali, a volte insoddisfacenti, altre confortanti. C’è un parallelismo tra incontri di lotta e incontri sessuali, solo nei finali della prima e della seconda parte la lotta prevale.</p>
<p>Le donne vengono viste come oggetti sessuali? Sì, in fondo molte delle donne nel film sono escort e, per scelta o per forza, lo sono. Hanno un ruolo subalterno al maschio? No, perché anche il maschio è visto come carne da macello. E’ l’essere umano in sé, maschio o femmina, adulto o bambino, ad essere <strong>oggetto di violenza, fisica e psicologica</strong>, continua.</p>
<p>Il regista Masaharu Take ha le idee chiare sul messaggio che vuole trasmettere, e ha i mezzi per farcelo arrivare. Un messaggio complesso, anzi una serie di messaggi intrecciati e a volte contrastanti. Nel cinema di oggi è una rarità avere una tale ricchezza di contenuti, e una simile capacità di spiegarli è ancora più rara.</p>
<p>E’ un film lungo, ma scorre via grazie all’ottimo ritmo e soprattutto al coinvolgimento degli spettatori. Difficile guardarlo senza sorridere e piangere, arrabbiarsi e impietosirsi. <strong>Sono veramente tante le emozioni che questo film suscita</strong>, ed è qui la sua forza. Vero che la lunghezza della pellicola è notevole, quasi cinque ore, ma è anche vero che sono necessarie all’approfondimento dei personaggi, tutti credibilissimi. Anzi, verrebbe la voglia di vederne un altro paio di ore per capire cosa succederà ad alcuni dei personaggi che dopo alcune scene se ne vanno per la loro strada.</p>
<p><figure id="attachment_30959" aria-describedby="caption-attachment-30959" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-30959" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-giapponese-300x200.jpg" alt="Underdog giapponese" width="700" height="467" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-giapponese-300x200.jpg 300w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-giapponese-768x513.jpg 768w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/Underdog-film-giapponese.jpg 800w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption id="caption-attachment-30959" class="wp-caption-text">La violenza fa da filo conduttore al film</figcaption></figure></p>
<h4>Da vedere?</h4>
<p>Se prima di iniziare pensate di non voler investire cinque ore della vostra vita in un film, ripensateci. Molto meglio vedere questo anziché buttar via quel tempo in altre pellicole, e forse vi resterà la voglia di rivederlo prima di quanto pensiate. Perché i personaggi sono così veri, così umani, che vi mancheranno sin dall’uscita dai cinema (o dallo spegnimento della TV). Un’altra perla del <a href="https://www.fareastfilm.com/">Far East Film Festival</a> che difficilmente avrà un grande mercato, ma sono queste perle a rendere il FEFF uno dei migliori festival del cinema in Italia se non in Europa.</p>
<p><a href="https://www.kblejungle.com/2021-06-sumo-lotta-e-tradizione/">Sumo: lotta e tradizione </a></p>
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