Demone giapponese

deomone giapponese

Gagoze (元興寺)

Gli yokai sono creature del folklore nipponico  protagonisti di innumerevoli leggende, tra queste ci sono quelle che riguardano dei Gagoze (spesso viene usata anche l’espressione Guwagoze, Gangō).

Il suo nome è strettamente collegato al Gangō-ji (tanto da essere identificato anche con il nome di Gangōji-no-Oni, appunto Oni del Gangō-ji). La sua figura è una sorta di Reiki, parola che non identifica solo una pratica spirituale usata come forma terapeutica, ma anche una creatura demone. Raffigurato con lunghi capelli e denti affilati, indossa abiti da monaco e gattona a carponi, nutrendosi di bambini e infestano il luogo omonimo. La sua leggenda risale al 593 anno del fondazione del tempio buddhista per opera di Soga no Umako, (蘇我•馬子) un’importante politico giapponese vissuto durante il periodo Asuka (periodo che va dal 538 al 710).

Demone giapponese

La leggenda

La leggenda narra che nei pressi dell’attuale Nara un contadino stava ritornando verso casa quando fu sorpreso lungo la strada da una pioggia incessante e si riparò sotto un albero. In quel momento cadde poco distante un fulmine, e quando la luce intesa si dissolse comparve uno strano bambino che si voleva avvicinare. Credendolo un demone, l’uomo cercò di colpire quella creatura che invece si rivelò essere Raijin (lo spirito del Tuono e dei Fulmini). Si presentava sotto le sembianze di un ragazzo e per poter ritornare nel Takama-ga-hara (la residenza dei kami) aveva bisogno che l’uomo costruisse per lui una barca. Così il contadino adempì al suo compito e lavorò per la divinità, che per ringraziarlo esaudì il suo desiderio di avere un figlio. In alcuni racconti si fa anche riferimento all’aspetto del bimbo, che aveva occhi di rettile e un coda lunga ma era dotato di grande intelligenza e di forza fuori da ogni logica.

Scontro di demoni

Successivamente il ragazzo che fece parlare di sé per la sua sorprendente forza e divenne assistente al tempio Gangō-ji. Proprio in quel periodo, ogni notte si verificavano misteriose scomparse dei giovani allievi. Fu così che una notte quattro novizi, incuriositi anche dall’aspetto del demone, cercarono di preparare una trappola. Furono attaccati dalla creatura e scapparono via terrorizzati, ma il giovane figlio del contadino affrontò il demone senza paura. Strattonò il Gagoze a tal punto da togliergli lo scalpo, tanto che il deomone sanguinante e impaurito scappò via facendo perdere le proprie tracce.

Il mattino seguente seguendo le tracce di sangue i monaci del tempio arrivarono nei pressi della tomba di un novizio deceduto molto tempo prima di quegli eventi. Lo scalpo fu conservato come reliquia all’interno del tempio, mentre il giovane ragazzo studiò fino a diventare un’importante monaco.

Varianti della leggenda

Monaco giapponese

Nella variante più nota, il contadino cercò di spegnere un cumulo di legna che aveva preso fuoco perché colpito da un fulmine, ma trovò proprio lì vicino la divinità del Tuono sotto le spoglie di un giovane ragazzo. Il ragazzo era impossibilitato a muoversi e fu aiutato dall’uomo, che gli costruì una barca che successivamente Raijin utilizzò per prendere la via Takama-ga-hara. Prima di andare via il kami esaudì il desiderio dell’uomo di avere un figlio, che nacque con la dote di essere un bambino fortissimo. All’età di 10 anni vinse un torneo di lotta, con lo sbigottimento di tutti. La notizia che arrivò anche all’orecchio dell’Imperatore che, dopo aver visto di persona l’incredibile forza del ragazzo, gli chiese di occuparsi di un Reiki. Il mostruoso demone giapponese era il responsabile della scomparsa di molti bambini che si recavano al tempio a suonare la campana.

Quella stessa sera il ragazzo suonò anch’egli la campana e si appostò nei pressi del tempio. Ad un certo punto comparve il demone che cercò subito di attaccare il ragazzo, ma resosi conto di trovarsi di fronte ad un bambino non comune cercò subito di scappare. Il ragazzo non era per nulla intimorito e afferrò per i capelli la creatura che rimase stordita e terrorizzata. Nel tentativo di scappare si strappò i capelli, che rimasero nelle mani del giovane. Il mattino seguente, quando gli altri monaci si sveglieranno e videro cosa era riuscito a fare quel fanciullo, lo convinsero a rimanere con loro. Il padre decise di lasciare il figlio al tempio, dove incominciò a studiare e pregare tutti i giorni fino a diventare un’importante monaco buddista. Egli utilizzava la sua incredibile forza per aiutare lo stesso padre nel coltivare la terra senza alcuna fatica. Lo scalpo venne custodito all’interno del tempio buddhista.

Raffigurazioni del demone giapponese Gagoze

Questo yokai è raffigurato nell’opera Bakemono-no-e (化物之繪, Illustrazioni di creature soprannaturali) pubblicata nel periodo Edo (江戸•時代 1603-1868). E’ presente anche nell’opera del celebre Toriyama Sekien, nel suo primo libro Gazu Hyakki Yagyō (画図百鬼夜行, La parata notturna illustrata dei cento demoni). Il libro è suddiviso in tre volumi: Yīn (陰) Yáng (陽) e infine Fēng (風, Vento) ed è stato pubblicato nel 1776. Successivamente la figura di questa creatura è stata riproposta anche nel folklore moderno come in numerosi anime e manga, tra cui Nurarihyon-no-Mago (ぬらりひょんの孫), in Italia conosciuto con il nome di I signori dei mostri.

Secondo l’antica leggenda il celebre Gangō-ji (元興寺) uno dei Nanto-Shichi-Daiji (南都七大寺, i Sette grandi templi buddhisti di Nara) custodirebbe al suo interno una reliquia di questo demone giapponese, che resta il protagonista di una delle storie più antiche del folklore nipponico.

Leave a comment