Il Medioevo dei mecha giapponesi

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Tutto ebbe inizio con le serie di Go Nagai, mangaka, regista e  poi fondatore della Dynamic, che vennero trasmesse in Giappone tra il 1972 e il 1976. Le piu conosciute sono quelle che fanno parte della trilogia Mazinger Z, Great Mazinger e Goldrake. Un periodo che definiamo il medioevo dei mecha giapponesi, con caratteristiche simili in tutte le serie.

Questi anime sono caratterizzati da uno schema narrativo  semplice: bene contro male, i buoni  vincono grazie all’amore e non esiste nessun tipo di redenzione per i cattivi, il male è assoluto cosi come lo è il bene, Actarus non ha difetti!

I protagonisti
Il robot  Jeeg Robot d'Acciaio / Il Medioevo dei mecha giapponesi
Disegni: Riccardo Pieruccini; Colori:  Daniele Rudoni

I protagonisti di questa prima fase pilotano dei titani d’acciaio invulnerabili, quasi degli dei, creati con materiali miracolosi come l’acciaio Z di Mazinga o sono degli artefatti magici come Jeeg!

Il loro unico scopo è l’annientamento del nemico di turno prima della fine dell’episodio.Il nemico viene sempre distrutto tramite una mossona speciale che va urlata per essere attivata, e tutti noi abbiamo urlato: alabarda spaziale, pugni rotanti e vari raggi solari davanti alla TV!

E sono proprio queste due particolarità che renderanno grandi queste serie, il coinvolgimento dello spettatore e la ripetizione dello schema narrativo: il nemico arriva, fà un po’ di danni, il protagonista si trasforma da uomo normale a pilota tramite sempre la stessa sequenza animata. Poi esce il robot protagonista, punisce il mostro tramite una super mossa e la puntata finisce. Così gli anime di Go Nagai creano una liturgia rassicurante e lo spettatore può interagire anticipando gli eventi e le mosse speciali. In questa fase nulla è realistico, quello che viene esaltato sono l’azione e il patos del protagonista.

Il giovane eroe è spesso aiutato dal padre o qualsivoglia figura paterna e sempre circondato da una cerchia ristretta di personaggi che servono a dargli risalto. Nella prima puntata l’eroe è spesso inesperto, ma già nella seconda puntata diventa un asso nei combattimenti tra robot giganti.

I cattivi

Nel campo avversario, i nemici sono orde di alieni o forze infernali, capeggiate da vari generali con alla loro testa un scienziato pazzo, un demone o una forza suprema. Tutti hanno un solo obbiettivo, conquistare e distruggere la Terra, cosa farebbero dopo nessuno lo sa…. Il character design dei cattivi è grottesco, all’opposto quello dei protagonisti che è ben curato.

Per tutte queste ragioni paragoniamo questa fase della storia dei Mecha, che si estende fino al 1979/80, a quella del Medioevo nella storia dell’arte.

Inoltre Go Nagai è stato fortemente influenzato dall’arte medievale europea ed italiana in particolare, ma di questo ne parleremo in modo più approfondito in un articolo dedicato al maestro.

Il robot Mazinga / Il Medioevo dei mecha giapponesi
Disegni: Riccardo Pieruccini; Colori:  Daniele Rudoni
I robottoni in Italia

La messa in onda in Italia avviene con qualche anno di ritardo, problema che inspiegabilmente persisterà per anni.

IL GRANDE MAZINGA (Great Mazinger) è stato il primo manga in assoluto a essere pubblicato in Italia, nel novembre del ’79, grazie a Fabbri Editore. Il primo anime invece viene trasmesso su Rete 2 nel ‘78 nel programma “buonasera con…”: è ATLAS UFO ROBOT che poi, sarà rinominato UFO Robot Goldrake (UFO Robot Grendizer).

La serie JEEG ROBOT D’ACCIAIO (Kotetsu Jeeg) va in onda nel 1979. In Italia riscuote un notevole successo, anche più che in Giappone. Nello stesso anno esce su reti locali italiane SPACE ROBOT (Getter Robo(t)) creato con Ken Ishikawa, esso è il primo mecha componibile.

Nel 1980 Rai 2, all’epoca Rete 2, manda la prima puntata di MAZINGA Z. E’ un’ESPLOSIONE di successo, TUTTI guardano i robottoni.

Le emittenti televisive italiane si rendono conto che hanno qualcosa che con pochissima spesa può dare moltissimi ascolti e quindi denaro; è il momento della nascita delle tv private che cercano con qualunque mezzo di sfilare ascolti alla Rai e attrarre così la pubblicità. Si scopre un mondo oltre a Go Nagai: ci sono altri mangaka e molte altre saghe.
Ovviamente da buoni italiani facciamo le cose un pò alla Carlona, infatti vengono scelti e trasmessi i primi anime mecha senza seguire un ordine cronologico o un senso logico.

Le uscite nella TV italiana, dal periodo post Nagai

DALTANIOUS (Mirai Robo Daltanious), il robot ispirato a D’Artagnan e ai Tre Moschettieri esce in Italia nel 1981, ma è del 1979. Sempre nel 1981, sulla rete privata regionale Tele Reporter viene trasmesso ZAMBOT 3 (Muteki Choujin Zambot 3) che è del 1977; è il primo cartone robotico apparso sulla tv italiana con entrambe le sigle musicali originali, cosa più unica che rara.

Il robot Daltanious / Il Medioevo dei mecha giapponesi
Disegni: Riccardo Pieruccini; Colori:  Daniele Rudoni

GOLION (Hyakujūō Golion) del 1981, in Italia viene trasmesso su Canale 5 a partire dal 22 settembre del 1982, e poi su Italia 1 in replica senza soluzione di continuità. Esce poi in America con il nome di Voltron e a quel punto anche in Italia si adeguano alla scelta statunitense.

Nel 1983 qualche canale regionale trasmette l’anime VULTUS V (Chōdenji Machin Vultus V), serie ispirata alla Rivoluzione francese e agli usi e costumi dell’epoca, in patria era uscita ben nove anni prima.

Tutto ciò ha reso la cronologia un po’ confusa, ma l’impatto di queste serie sul pubblico italiano, grazie alla loro unicità, è tale da creare fin da subito uno zoccolo duro di appassionati che ne hanno voluti sempre di più, sempre di più, di più, ancora di più! Lo stesso succede con l’animazione giapponese in Francia, Spagna e negli Stati Uniti.

Disegni a cura di:

Progetto Robotmadness: https://www.facebook.com/ruggine610/
Disegni: Riccardo “Ruggine” Pieruccini Website: https://www.ruggine.info/
Colori:  Daniele Rudoni Website: https://www.danielerudoni.com/

% Commenti (4)

Vi siete dimenticati del Daitarn 3.
Che è alla pari se non superiore agli alti.

Daitarn III è successivo come anni, per cui comparirà nei prossimi articoli di questa storia dei mecha 🙂

Zambot e Daitarn sono due colonne portanti dell’animazione e non solo di genere Mecha, e ne parlerò per introdurre quello che secondo me è il rinascimento dei robottoni! See next time, space cowboy!

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