Gli artisti giapponesi ci hanno regalato un autunno ricco di tour nella vecchia Europa, peccato non poter andare a tutti. Ma per gli amanti della musica un po’ più “aggressiva”, perché farsi mancare l’appuntamento con il concerto dei Coldrain, soprattutto se ad aprire per loro ci sono i Noisemaker?
La combinazione, soprattutto per chi già conosce entrambi, non può essere persa, quindi altra trasferta da organizzare, perché sia mai che venga inserita l’Italia tra le tappe…
Si vola a Londra direttamente il giorno del concerto, tanto l’apertura delle porte è alle 19.00. Siamo all’Electric Ballroom di Camden, venue storica che ha visto passare tutti, da Paul McCartney ai Muse, dai Franz Ferdinand a Yungblud. E fuori incroci per sbaglio Ryo, il bassista dei Coldrain, che sta tornando dallo shopping, ma decidi di non inseguirlo per evitare che la coda dei fan, esattamente dall’altro lato della via pedonale, lo riconosca e lo prenda d’assalto creando il caos.

L’apertura: i Noisemaker
Alle 19.00 entri e ti metti in fila per il merchandising con la tempistica precisa di chi riesce a pagare proprio mentre i Noisemaker salgono sul palco alle 19.20. E quando senti partire “Something New” e soprattutto la senti cantare dal pubblico sai di non essere sola e di essere nel posto giusto. Il cantante AG è già sulle transenne ad incitare il pubblico che risponde, sia chi li conosce e già canta i successi, sia chi li sta scoprendo ascoltando per la prima volta “Major-Minor” o “Name”: tutti sono travolti dall’energia. Quando AG avvisa che Masato (il frontman dei Coldrain) non uscirà a cantare con lui “Supernatural” (la loro collaborazione) si avvisa un po’ di malcontento, ma dopo un inizio in solitaria di AG, Masato decide di sorprendere anche la band ed uscire ancora in look casual per cantare un paio di strofe e poi rientrare. I Noisemaker pur con qualche problema audio, ripartono con “Last Forever” davanti al pubblico che salta tutto il tempo e poi chiudono con “Better Days”. Dopo 40 minuti anche chi non conosceva la band di Hokkaido è diventato un fan.
Personalmente sarebbe stato il massimo se avessero fatto anche “Hunter or Pray” e “Apex”, ma il tempo per un opening act è sempre ridotto e quindi i 40 minuti sono stati comunque un’occasione fantastica per tutti. I presenti li aspettano di nuovo in Europa il prima possibile, magari per uno show più lungo, come headliner, non c’è dubbio che possano farlo.

Il concerto dei Coldrain
Dopo la parentesi metalcore dei Revnoir e a 6 anni dall’ultimo show di Londra i Coldrain salgono sul palco puntualissimi alle 21.25 partendo subito forte con “Free Fall”, uno degli ultimi successi dall’EP Optimize. Sul piccolo palco del club londinese i 5 faticano a starci e a contenere l’entusiasmo con Masato, in total white, che chiama già i primi moshpit e mentre io mi tengo ben a distanza molti sono lì proprio per quello.
Subito dopo in “Incomplete”, la prima chitarra Y.K.C (al secolo Yokochi) dà già prova della sua maestria. Con mia gioia la terza canzone è “Paradise (Kill The Silence)” e mentre giù in parterre saltano a più non posso, io me la godo cantandomela tutta.
Masato dichiara che finito il tour si porteranno a casa il ricordo del pubblico londinese che si scatena alla musica di una band giapponese e che sa che i fan sono lì per i mosh pit, quindi hanno preparato la scaletta ideale. Infatti i Coldrain appesantiscono il tono, spingono con The Revelation e Revolution, che per me sono sempre state un po’ borderline. Masato è assolutamente un master nel growling, ma io decisamente lo preferisco quando sfodera le sue doti vocali nelle parti leggermente meno urlate e più melodiche, come in “Digitoll”, che comunque non è di certo un lento… Headbanging dall’inizio alla fine del brano.
E poi eccola, lei: “Bloody Power Fame”, la canzone che mi ha trascinato dentro al mondo del J-Rock. Si certo, i Coldrain non sono pienamente rock, sono un mix post-hardcore/metalcore/alternative con influenze hard rock e metal, difficili da etichettare in un solo genere, proprio per la capacità di variare e le doti del vocalist. Tra l’altro chi lo direbbe che è l’opening di un anime? Ascoltare l’MV per credere:
Il video di Bloody Power Fame
E poi non c’è una sola persona a non cantarla!
Senza soluzione di continuità si passa a “Here with You”, poi, per ridare fiato a tutti, anche ai fan che saltano e cantano dalle 19.20, i Coldrain decidono di rallentare i ritmi con qualcosa di più soft: “Boys and Girls” e “Uninvited”, cover rivista del brano di Alanis Morissette, sono due canzoni che esulano dall’immagine tipica della band, ma che fanno davvero apprezzare la voce di Masato ancora di più…
Si torna a rialzare i toni con “Cut Me” ed il pubblico si scatena in un wall of death chiamato dal frontman e poi “Rabbit Hole”, che pur nella sua pesantezza lascia spazio a frangenti cantabili, con Sugi (il secondo chitarrista) che si diverte a mimare le orecchie del coniglio… scena in effetti difficilmente abbinabile al tono quasi metal della canzone. Ma per non farsi mancare nulla parte anche “MYDAY” (in origine è una collaborazione con Ryo, ex frontman dei Cristal Lake) e subito dopo la band chiude il main set con “Chasing Shadows”.
L’encore parte direttamente con “Optimize”, la canzone che dà il nome all’EP e al tour stesso. Poi si passa ad “Envy” con quel suo “You don’t ever stop, stop, stop – Until you get your way” che fa urlare e saltare la folla e gli assoli di uno Y.K.C sugli scudi (il chitarrista non scherza davvero).
Ma ormai è ora di chiudere e i Coldrain danno tutto nel gran finale con “Vengeance” accompagnati a squarciagola dal pubblico. In balconata la mia vicina brasiliana alta la metà di me è sudata come se avesse ballato la samba per 8 ore di fila al sambodromo di Rio de Janeiro, mentre il suo ragazzo è chiaramente lì per amore.

Vale la pena?
Certo, in effetti i Coldrain non sono per tutti (sicuramente meno dei Noisemaker), la loro musica è più “heavy” della media, ma è anche talmente varia che se amate il rock nei suoi confini più ampi e nelle sue contaminazioni e se amate chi sa suonare, finirete per apprezzare molto anche loro e potrete superare anche gli eventuali dubbi che potrebbero sorgervi al momento di scegliere se andare ad un loro concerto o meno. Suggerimento: andate.
In realtà sospetto che non si possa mai uscire delusi da un concerto di J-Rock, non sanno cosa sia il playback, tecnicamente sono preparatissimi e sicuramente non si risparmiano, che suonino davanti ad 80 persone o a migliaia. Anche i Coldrain ed i Noisemaker l’hanno dimostrato a Camden.
Come se non bastasse al termine i Noisemaker (e Revnoir) si sono fermati al banco del merchandising a fare foto e firmare autografi, realmente tutti super gentili.
Il tour europeo termina il 13 Dicembre a Francoforte, siete ancora in tempo per non perdere l’occasione di vedere le due band dal vivo.















