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金 kin, oro: il kanji dell’anno

Kanji-calligrafia

I kanji, ovvero gli ideogrammi di origine cinese, sono uno dei sistemi di scrittura utilizzati in giapponese. Ogni anno in Giappone viene scelto un kanji che rappresenti l’annata passata. Si sceglie un ideogramma che deve rappresentare la situazione sociale giapponese e quindi anche le problematiche vissute nel periodo. Non è detto, infatti, che esso abbia un significato positivo. Esso è, in un certo senso, un indicatore della società giapponese odierna, volto anche a far riflettere. Scopriamo quindi il significato di 金 kin, oro: il kanji dell’anno 2021.

I kanji sono uno dei sistemi di scrittura del giapponese
Scrittura di kanji, ideogrammi di origine cinese

La tradizione annuale

La tradizione di scegliere un ideogramma che rappresenti l’anno appena trascorso è abbastanza recente: esiste infatti dal 1995. In particolare, il kanji viene annunciato ogni anno il 12 dicembre e la tradizione è chiamata kotoshi no kanji (kanji dell’anno). È nata grazie all’Associazione Giapponese per il Test di Abilità nei kanji (Nihon kanji noryoku kentei kyokai).

Fin dal ’95 Mori Seihan 森 清範, capo sacerdote del tempio Kiyomizudera 清水寺, scrive il kanji scelto in tipico stile calligrafico con un pennello su un grande foglio di carta tradizionale (washi). Il tempio è dedicato al bodhisattva Kannon. La cerimonia di scrittura, ripresa da giornalisti e fotografi, è volta alla purificazione degli eventi dell’anno passato e alla speranza di un nuovo anno più positivo.

La cerimonia del kotoshi no kanji di dicembre 2021

Il 12 dicembre, grazie a questa cerimonia, viene chiamato il Giorno del kanji, kanji no hi. Solitamente durante la giornata si indica anche un kanji rappresentativo dell’anno corrente. È stato scelto proprio questo giorno per un semplice gioco di parole. In giapponese è molto semplice trovarne, poiché si tratta di una lingua con molti omofoni e perché gli stessi ideogrammi possono essere letti in diversi modi. In particolare, la data 12/12 può anche essere letta ii ji ichi ji, che corrisponde alla lettura di いい字一字, ossia “una buona parola”. La scelta del kanji più rappresentativo è frutto di una selezione tra proposte popolari. L’Associazione accoglie le proposte di tutti i cittadini tra novembre e inizio di dicembre, insieme alle motivazioni della propria scelta. Dopodiché si fa spoglio e conteggio, per poi decretare come vincitore il kanji che ha ricevuto il maggior numero di proposte.

Oro: il kanji dell’anno 2021

Lo scorso 12 dicembre è stato annunciato il kanji rappresentativo del 2021. Si tratta di 金 (da leggere kin), che significa oro. Non è la prima volta che questo ideogramma viene identificato come kanji dell’anno, ma ogni annata ha le sue caratteristiche distintive e quindi diversi motivi per cui è stato scelta proprio la parola “oro”. Si tratta, in realtà, dello stesso ideogramma del 2000 e del 2016, quando rappresentò le molte medaglie d’oro conquistate dalla nazionale olimpica giapponese ai giochi di Sidney e di Rio de Janeiro. È anche l’ideogramma del 2012, anno delle Olimpiadi di Londra e del premio Nobel per la medicina Yamanaka Shinya.

Kin, oro: il kanji dell'anno 2021
Kin, il kanji del 2021

Per quanto riguarda l’anno 2021, oltre alle Olimpiadi e Paralimpiadi svolte proprio a Tokyo, importante per la scelta sono stati i fondi a sostegno contro l’epidemia di coronavirus, la politica economica giapponese e la vittoria da parte di Otani Shohei dell’American League MVP, che lo ha reso il giocatore giapponese di baseball più famoso del momento. Il kanji kin ha vinto con 10422 voti, secondo classificato wa 輪 di ruota o cerchio, sempre in onore delle Olimpiadi e terzo posto per raku/tanoshii 楽, ovvero gioia, divertimento.

Alcuni kanji degli anni passati

Nel 1995, il primo kanji dell’anno in assoluto, fu quello di “scossa”, 震 shin, che richiama il tremendo terremoto di Kobe dello stesso anno. Anche nel 2001 il kanji dell’anno sen 戦 non ha di certo un significato positivo, poiché significa guerra, in memoria della guerra in Afghanistan e dell’attacco alle Torri Gemelle.

Nel 1995 il kanji dell'anno ricorda il terremoto di Kobe
Le conseguenze del terribile terremoto di Kobe del 1995

Nel 2011 venne identificato il kanji di “legame”, han 絆 a sottolineare l’importanza dei rapporti tra i cari nei momenti di difficoltà. Nel 2018 è il turno di 災 sai, o wazawai, con il significato di disastro, già scelto nel 2004. Il 2018 è stato infatti un anno di catastrofi naturali: forte nevicate nel Hokuriku, il terremoto ad Osaka e quello in Hokkaido, fino al tifone nr. 21. Nel 2019 l’ideogramma rappresentativo è rei 令 di “ordine” ma anche “lieto”, forse legato all’ascesa al trono dell’Imperatore Naruhito e alla speranza verso una nuova era. Difatti, quest’ultima è chiamata proprio Reiwa 令和, con il kanji dell’anno come primo ideogramma del nome.

Reiwa è il nome dell'era giapponese corrente
I kanji di Reiwa

L’anno 2020 è stato l’anno di mitsu 密, ovvero “densità”, utilizzato in parole come mippei 密閉 (luoghi chiusi), misshu 密集 ovvero assembramenti o missetsu 密接 (contatto diretto) per promuovere il distanziamento. Allo stesso tempo, l’ideogramma sottolinea come il rapporto affettivo abbia acquistato ancora più importanza. L’ideogramma riflette quindi a pieno la maggiore problematica dell’anno ed è un carattere che i giapponesi hanno ritrovato nella loro vita di tutti i giorni.

Parole con mitsu, kanji dell'anno 2020
Mippei, misshu e missetsu: le parole con mitsu più usate nel 2020

È molto interessante osservare come i giapponesi riassumano con un solo carattere un intero anno. Il kanji dell’anno va, quindi, ad esprimere ciò che la popolazione sta vivendo e tutti gli eventi che vanno ad influenzare la loro quotidianità. In un certo senso, attraverso il kanji scelto si può capire l’essenza della società giapponese dell’anno trascorso. Chissà quale sarà il kanji del 2022!

Fonti

Hanabi Temple, Il kanji dell’anno 2020 scelto dai giapponesi è…, di Elisa M. 14/12/2020
Calligrafia giapponese, Il kanji dell’anno – 今年の漢字
Arte.icrewplay, Il kanji dell’anno 2021: Oro, di Ileana Picariello
La struttura dei kanji di Alessandro Bianco

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