Olimpiadi di Tokyo 1940

Museo Olimpico Giappone

Questa è la storia della XII Olimpiade, che non si svolse mai: Olimpiadi di Tokyo 1940

Olimpiadi di Tokyo 1940

Atleti giapponesi avevano cominciato a frequentare le Olimpiadi sin dalla V edizione a Stoccolma nel 1912. Da allora il movimento sportivo giapponese era in costante crescita. In occasione delle Olimpiadi del 1932, a Los Angeles, il Giappone portò a casa sette medaglie d’oro. Proprio a Los Angeles, il Barone Jigoro Kano e Seiichi Kishi, membri giapponesi del CIO (Comitato Olimpico Internazionale), presentarono la candidatura di Tokyo per il 1940, anno in cui sarebbe stato celebrato il 2600mo anniversario della fondazione dell’impero giapponese.

La candidatura di tokyo

La lista dei candidati per ospitare i giochi del 1940 era lunga, a partire da Roma che era la città favorita. La decisione finale era attesa per il 1936, in occasione delle Olimpiadi di Berlino.
Nel 1935, emissari giapponesi si recarono a Roma per convincere Benito Mussolini a ritirare la candidatura di Roma in cambio dell’appoggio giapponese per l’edizione del 1944. Nella lista delle città candidate, con il ritiro di Roma e di altre città, rimasero solo Tokyo, Helsinki e Londra. Poco prima della riunione, presso l’Hotel Adlon di Berlno, anche gli inglesi si fecero da parte.
Il Presidente del CIO, il Conte Baillet Latour, si rivelò entusiasta per la candidatura di Tokyo e questo fu sufficiente a convincere i delegati a votare per la città giapponese che così diventò la sede della XII Olimpiade.
Anche il fondatore del moderno movimento olimpico, Pierre de Coubertin, si pronunciò con entusiasmo per la scelta di Tokyo.

Olimpiadi di Tokyo 1940, poster
la macchina organizzativa si mette in moto

Werner Klingeberg era il delegato del CIO che, in Giappone, avrebbe seguito l’organizzazione dei giochi. Klingeber arrivò in Giappone nell’ottobre del 1937.
Purtroppo la situazione era nel frattempo degenerata: era scoppiata la guerra con la Cina e molti deputati si dichiararono favorevoli all’annullamento delle Olimpiadi di Tokyo 1940: con una guerra in corso, non era il caso di organizzare qualcosa che avrebbe portato a stornare importanti risorse destinate, invece, allo sforzo bellico del Paese.
Nonostante la situazione internazionale, l’organizzazione continuò e c’era perfetta sintonia e compiacimento tra l’inviato del Cio, Klingeberg, e gli organizzatori giapponesi.
Si decise che la Cerimonia d’Inaugurazione si sarebbe tenuta il 21 settembre 1940, presso il Meiji Jingu Stadium. La chiusura era prevista per il 6 ottobre. Le prime gare in programma: lotta, scherma e pentatlon moderno. Budo e baseball sarebbero dovuti essere sport dimostrativi. Si cominciò anche a pianificare la rotta per portare, da Atene, la torcia olimpica.

Olimpiadi invernali di Sapporo 1940
Prime difficoltà

Ben presto, per le Olimpiadi di Tokyo 1940 cominciarono le difficoltà che sarebbero dovute essere prevedibili.
Wener Klingeberg visitò alcune strutture che avrebbero dovuto ospitare le gare, ma le trovò in cattive condizioni. Erano necessari lavori per ristrutturare gli impianti e anche la città di Tokyo necessitava di lavori per sistemare, ad esempio, la rete stradale attorno ai luoghi dove si sarebbero svolte la gare. C’era bisogno di fondi che però non erano abbastanza in quanto molte risorse erano destinate allo sviluppo delle forze armate.
Una cosa che irritò molto il CIO fu che l’organizzazione dell’evento passò nelle mani dei militari: un evento sportivo che minacciava di diventare uno strumento di propaganda; agli atleti giapponesi era richiesto di vincere per la gloria del Giappone, non per la gloria dello sport come insegnava la spirito olimpico.

rinuncia ai giochi olimpici

Il CIO, nonostante cominciasse a mostrare dei segni di preoccupazione, decise di confermare la scelta di Tokyo e Sapporo dove, nello stesso anno, erano previsti i giochi della V Olimpiade invernale. Il Giappone, dal canto suo, sperava che la guerra con la Cina fosse breve in modo da potersi dopo dedicare completamente all’organizzazione delle Olimpiadi; purtroppo non fu così. Il 16 luglio del 1938 dal Comitato Olimpico giapponese arrivò il telegramma con cui, a causa del protrarsi della guerra, il Giappone rinunciava all’organizzazione di entrambe le Olimpiadi
Al CIO accolsero la decisione con un sospiro di sollievo. Le Olimpiadi vennero quindi spostate ad Helsinki (estive) e Saint Moritz (invernali), ma lo scoppio della guerra mondiale portò alla cancellazione definitiva dei giochi olimpici.

Anche il 2020, come sappiamo, è stato un anno sfortunato per i Giochi Olimpici. Infatti ancora una volta le Olimpiadi a Tokyo non avranno luogo come previsto, ma a causa della diffusione del virus Covid19 vengono posticipate di un anno, nella speranza che nel frattempo il problema sia risolto. L’annuncio è stato fatto a sorpresa, dopo che il Governo aveva più volte affermato che non ci sarebbero stati ostacoli.

Immagini promozionali dalle Olimpiadi di Tokyo 1940

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