Il mito del cinema giapponese: Kurosawa Akira

Akira-Kurosawa

È indubbiamente il regista più conosciuto del cinema giapponese: Kurosawa Akira, un genio dell’arte cinematografica che ha realizzato capolavori ammirati in tutto il mondo. La sua filmografia è lunga e arricchita di moltissimi riconoscimenti.

biografia

Il maestro del cinema giapponese: Kurosawa Akira, nasce il 23 marzo del 1910, il più giovane di 4 figli e 4 figlie, a Higashioi, nell’attuale Tokyo. Kurosawa era figlio di un ufficiale dell’esercito. Già a scuola, grazie a Uekusa Keinosuke, si interessa di cinema e disegno. Inizia infatti la sua carriera come pittore. Kurosawa non smetterà mai di dipingere, organizzando anche esposizioni con suoi quadri, presi a volte come ispirazione per scene dei suoi film. Era anche un appassionato di letteratura.

Uno dei più grandi del cinema giapponese: Kurosawa Akira
Kurosawa Akira (1910-1998)

Nel 1936 inizia a lavorare come assistente e sceneggiatore nella casa cinematografica PCL, per poi trasferirsi alla Toho. Fu subito apprezzato come regista e fece presto il suo debutto. Aprì una propria casa, la Kurosawa Productions; il primo film realizzato con essa è I cattivi dormono in pace del 1960. Muore il 6 settembre del 1998.

lo stile

L’interesse di Kurosawa verso l’arte influirà sulle sue opere più ingegnose e creative, caratterizzate da un’alta attenzione visiva. Difatti, alcuni suoi quadri vengono presi come ispirazione per specifiche scene dei suoi film. I suoi lavori spesso mostrano il caos della vita, ma sono anche arricchiti da elementi della cultura e letteratura giapponese. Le scene dei suoi film raccontano il caos surreale del mondo, offrendo una diversa prospettiva verso la visione umana della civilizzazione.

Targa dedicata a Kurosawa a Ueno, Tokyo
Targa dedicata a Kurosawa Akira

Il cinema di Kurosawa è focalizzato quasi esclusivamente su figure maschili e i rapporti tra queste, spesso appartenenti a diverse generazioni. In particolare, infatti, si approfondisce spesso il rapporto tra due personaggi rappresentanti allievo e maestro, che si passano insegnamenti e tradizioni. Inoltre, il regista dona ai propri film un grandissimo senso dell’azione. Tra gli attori preferiti da Kurosawa abbiamo sicuramente Mifune Toshiro e Shimura Takashi, che interpretano diversi dei personaggi più significativi della sua filmografia. Kurosawa, inoltre, ama studiare a fondo il concetto di morale, non offrendo mai una netta opposizione tra immoralità e moralità, ma dimostrando l’esistenza di infinite sfumature del concetto.

le sue prime opere

La prima opera cinematografica di Kurosawa Akira è Sanshiro Sugata, focalizzato sulla vita di un campione di judo vissuto alla fine del 1800. Già nella sua prima opera si nota un certo sperimentalismo, specialmente nelle riprese. A un anno dal primo film, nel 1944, il regista realizza Lo spirito più elevato, commissionato dal governo militare giapponese, che narra di una ragazza ingaggiata come operaia in una fabbrica di lenti destinate all’aviazione. Nel 1945 Kurosawa realizza Gli uomini che mettono il piede sulla coda della tigre, opera comica che mette in ridicolo i valori della classe dei samurai.

Nel 1948 Kurosawa termina L’angelo ubriaco, un film che mostra il rapporto tra un giovane gangster affetto da tubercolosi e un medico con problemi di alcolismo. I due rappresentano una relazione maestro/allievo tipica del cinema del regista, ma in questo caso colpisce l’immoralità della figura del superiore. L’anno dopo esce nelle sale Cane randagio, pellicola che narra di un poliziotto che ha smarrito la propria pistola e deve avere a che fare con il fardello morale della possibilità che qualcuno la trovi e possa commettere, per colpa sua, tremendi crimini. Scandalo (1949) approfondisce le vite di celebrità ai margini dello star system, mostrando l’influenza delle riviste spazzatura e la ricerca continua di scandali del periodo del dopoguerra.

i film degli anni ’50-’60

Il 1950 è l’anno di Rashomon, tra i film più apprezzati del regista. Si tratta del racconto della stessa vicenda, narrato da punti di vista differenti a seconda del personaggio che la racconta, offrendo allo stesso tempo un racconto all’interno del racconto. Si dimostra così la relatività della realtà. Vince il Leone d’oro a Venezia. Nel 1951 esce Vivere, manifesto di un’epoca di cambiamento per il paese. Arriviamo al capolavoro del cinema giapponese: Kurosawa Akira realizza I sette samurai (1954), il film giapponese più conosciuto al mondo. Narra di sei samurai e un vagabondo che arrivano in un villaggio terrorizzato da predoni, motivo per il quale decidono di fermarsi e aiutarli. Tuttavia, guadagnarsi la fiducia degli abitanti non è semplice. Il film offre grandi emozioni e una forte tensione ritmica, insieme a un grande senso dell’azione, che farà da spunto per molti altri film.

Il trailer originale de I sette samurai (1954)

Altra pellicola incentrata sul mondo dei samurai è La sfida del samurai (1961), che vede come protagonista un ronin che si offre di lottare contemporaneamente per due yakuza che si combattono a vicenda. I personaggi sono uomini che non temono la morte e ispireranno molte figure eroiche simili. Nel 1963 Kurosawa realizza Anatomia di un rapimento, uno studio delle problematiche giapponesi, prima fra tutte la divisione in due classi sociali.

i suoi ultimi film

Negli ultimi decenni della sua carriera, Kurosawa si deve adattare a un nuovo mercato cinematografico, avendo spesso non molto successo, come accade per Dodes’ka-den (1970). Non è questo il caso per Kagemusha-L’ombra del guerriero (1980), altro grande successo, che racconta di un uomo incaricato di prendere il posto di un capo clan appena deceduto, come suo sosia. Egli si immedesimerà così tanto da cambiare la propria morale e trasformare la propria persona.

Kurosawa Akira è il regista giapponese più conosciuto al mondo
L’impronta di Kurosawa Akira a Cannes

I suoi ultimi film vengono definiti più sentimentali rispetto ai precedenti, e si soffermano spesso su ricordi del passato. Rapsodia in agosto (1991), per esempio, tratta del trauma del ricordo legato alla tragedia di Nagasaki. Madadayo-Il compleanno (1993), ultimo film di Kurosawa, rappresenta l’apice di intimità del suo cinema.

fonti sul cinema giapponese: kurosawa akira

Kajipon.sakura.ne.jp, 世界映画史に刻まれた巨匠! 【あの人の人生を知ろう~黒澤 明】Sekai eigashi ni kizama reta kyoshou! ‘Ano hito no jinsei wo shirou – Kurosawa Akira’ (Un maestro inciso nella storia del cinema mondiale! Kurosawa Akira – conosciamone la vita)
flickr, Akira Kurosawa, di tonynetone
Storia del cinema giapponese, di Maria Roberta Novielli, Marsilio, Padova, 2001

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