La band giapponese festeggia il suo 20° anniversario con il “One OK Rock – Detox European Tour 2025”, un tour mondiale che ad Ottobre fa tappa in Europa. Per chi ancora non conoscesse gli One Ok Rock, meglio correre ai ripari adesso che Taka, Toru, Tomoya e Ryota, stanno vivendo una sorta di riscoperta internazionale. I primi fan li hanno conosciuti ad inizio decennio passato, ma solo dopo il 2022 grazie all’Album Luxury Disease, al tour con i Muse e ai video reactors su Youtube il loro nome si è propagato come uno tsunami. E chi scrive è esattamente una del secondo round, che si rammarica di non averli scoperti prima.
Seated or Standing?
Questa è la domanda che spesso balena in testa quando è ora di dare l’assalto al tanto agognato biglietto. C’è chi non ha dubbi e chi invece non riesce a scegliere…
E quindi, non con pochi sacrifici, decidi che per il Detox tour 2025 (15 date in 25 giorni) le opzioni siano Londra all’O2, comodo posto a sedere, e Varsavia alla Cos Torwar con posto in piedi… però il Golden Pit, Early Entrance VIP Package con poster autografato annesso (insomma, se va fatto, facciamolo bene).
Due cose decisamente all’opposto. Qualunque posto scegliate, però, quello che non viene mai a mancare in un concerto degli One Ok Rock sono qualità, energia e carica che la band ti trasmette. Innegabile che a riscaldare l’ambiente in vista degli headliners ci pensino i Paledusk, band metalcore che può piacere o meno, ma sicuramente non lesina in energia con il carismatico chitarrista Dai Dai ed il frontman Kaito, che non si risparmiano ed in sola mezzora danno tutto.
Ma il piatto forte sono ovviamente gli One Ok Rock!

One OK Rock – Detox European Tour 2025
L’hype sale già all’intro video ed il pubblico esplode quando il batterista Tomoya entra per primo sulla scena e sale scenograficamente in piedi sulla batteria bacchette alte verso il cielo, poi entrano Ryota e Toru ed infine Taka, pugno al cielo a replicare l’immagine del booklet.
Parte “Puppets can’t control you” ed inizia il delirio.
Vicino o lontano, la voce di Taka ti arriva diritta dentro con la sua potenza e per quante volte tu lo abbia sentito dal vivo è sconvolgente ogni volta realizzare le capacità vocali di questo artista. Su “The Beginning” e “Save Yourself”, video o meno, canterai a squarciagola come tutte le 16000 persone di Londra e le 5000 di Varsavia e non sentirai la tua voce. Sono le canzoni in cui i decibel prodotti dal pubblico sfondano il soffitto di qualsiasi arena la band abbia riempito in questo tour…
Con un posto a sedere hai tutto il tempo di riflettere se fare video/foto o cantare. Io devo avere il radar per finire nelle postazioni più fredde delle tribune inglesi, attorniata per lo più da persone che vivono il concerto come un film al cinema, quindi mi trovo costretta a starmene seduta quasi tutto il tempo. Da seduti vengono tanti video orizzontali e riesci a farli per intero, ma sei lontano e finisci per guardare i maxischermi, mentre dal pit puoi anche accorgerti che sul palco piovono reggiseni rossi durante “Nasty”…
Se invece sei in seconda fila nel pit “Renegades” la puoi cantare con Taka in versione direttore d’orchestra, sentendoti parte di un gruppo e lo puoi fare guardando i membri della band negli occhi. Ti rendi conto sul serio che sono veri, puoi apprezzare le mani del leader Toru che si muovono con sicurezza sulla chitarra nei tanti assoli con cui fa sussultare in questo tour e, se aguzzi la vista, puoi anche vedere con i tuoi occhi quel famoso TTR (le iniziali degli altri membri, che gli altri hanno invece tatuati) sulla sua chitarra dorata, soprattutto su “Party’s Over”.

A quel punto ti sei già dimenticato del tempo passato in fila sotto la pioggia…
Che tu sia seduto lontano o sotto il palco, su Tiny Pieces accendi la torcia del telefono e ti lasci andare alla voce sempre impeccabile di Taka, ma subito dopo, in platea, stai già saltando sulle note di Make it out Alive. Tanto, con le braccia alte della prima fila e gli spintoni di quelli delle file dietro, difficilmente farai mai più di un video per intero, solo spezzoni in verticale, quindi tanto vale cantare e saltare. Nel tuo video ci finirà la tua voce, o quella della vicina, o gli strilli di quella dietro…Taka comunque andrà sopra a coprire le tue eventuali stonature, quindi perché preoccuparsi? Al massimo ti renderai conto rivedendo i video che il cameraman stava apprezzando lo show tenendo il tempo con la testa ed al prossimo tour sarà il tuo vicino di pit…
Il break strumentale dà respiro al vocalist e ai fan, che si godono il momento per apprezzare l’enorme, ma a volte un po’ sottovalutato, talento di Ryota e degli altri componenti della band.
Tempo per rilassarsi però non ce n’è, dato che si riparte subito spingendo al massimo con C.U.R.I.O.S.I.T.Y. Sul palco ci sono Dai Dai e Kaito dei Paledusk per questa collaborazione, ma tutti gli occhi sono su Toru che fa la parte rap che nella versione studio è di Chico Carlito. Quest’uomo sa fare tutto.
Mani alzate al cielo e fatte ondeggiare a tempo a destra e sinistra per l’intera Dystopia cantata a tutta voce da platea e spalti, per passare al messaggio politico di Delusion:all, che a Varsavia assume un sapore più intenso con la platea che fa ondeggiare le due dita alzate in segno di pace per tutto il brano.
Se ancora per assurdo non fossi entrato nel mood, è alle prime note di “Stand Out Fit In” che vivi realmente la differenza. Dagli spalti non lo puoi fare a pieno, mentre dalla seconda fila… Non servono le istruzioni di Taka, sei già accucciato in attesa del 3, 2, 1 guardando i membri della band in viso e quando arriva il “jump” è il momento in cui te la stai realmente godendo, quando tutto trema sotto di te, sotto i salti di tutti, indipendentemente dall’età e dalla preparazione fisica. In fondo, confessalo, non avevi scelto l’opzione pit appositamente per questo?
Questa è più di una canzone, è ispirazione per tutti, è liberazione, è una festa.
A quel punto meno male che decidono di chiudere il main set con Tropical Therapy e The pilot, con i fan a riprendere fiato e condividere il momento carico di significato, torce alla mano, su due brani molto emotivi.
Dopo un piccolo break l’encore inizia con l’energia di +Matter. La chiusura è affidata all’amatissima We Are, l’ennesimo inno transgenerazionale di una band che da molti è definita la regina degli “anthem”, che non smette di dare voce alle emozioni delle persone, trasformandole in energie positive. E anche se non ce la fai nemmeno questa volta a fare il video per intero, cosa
importa? Come puoi non cantare a tutta voce questo inno?!
La canzone termina, lo show è finito.
Ne valeva la pena? Sì, sempre e comunque. Quando vai al concerto di uno dei tuoi artisti preferiti esci sempre felice,
ma se c’è una cosa che differenzia gli One Ok Rock dagli altri è la capacità che hanno di farti uscire dall’arena migliore di prima, più positivo, più comprensivo, più motivato, grazie ai loro messaggi, ai loro sorrisi, alla loro musica. Il senso di comunità te lo danno che tu sia nella cosmopolita Londra, attorniato da gente che viene da ogni parte del mondo, oppure nell’Europa dell’Est, dove trovi
solo o quasi locals, che faticano a sforzarsi di parlare in inglese, ma dato che sei lì per lo stesso motivo e quindi fai parte della stessa famiglia, ti daranno una mano lo stesso…
Moltissimi dei presenti in tutte le arene sono alla loro prima esperienza con la band live e tutti, ma proprio tutti, escono dallo show con un pensiero in testa. “Da rifare? Assolutamente sì, non mancheremo”. D’altronde gli One Ok Rock riescono a mettere d’accordo i fan dei Linkin Park con quelli del K-Pop, quelli dei Green Day con quelli degli AC/DC.
Quindi aspettiamo gli One Ok Rock di nuovo in Europa tra non molto, visto che hanno già anticipato che torneranno subito a lavoro sul nuovo album e sappiamo tutti che nuovo album significa nuovo tour.
Non importa che posto sceglierete, ma consiglio di non perderveli la prossima volta, loro sono nati per stare sul palco, e il One OK Rock – Detox European Tour 2025 lo ha dimostrato al 100%!
Link utili
Profilo Instagram degli One OK Rock
Sito ufficiale della band















