Sakè giapponese in Italia

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Piccola storia del “vino” giapponese

Il riso è stato scoperto in Giappone circa 2000 anni fa ed è diventato uno degli alimenti base della cucina giapponese. Tuttavia, il clima era così caldo e umido che il riso tendeva ad ammuffire molto rapidamente; questo ha portato a sperimentare delle alternative per risolvere il problema, e fu così che nacque il sake: una bevanda alcolica ottenuta da un processo di fermentazione che coinvolge riso, acqua e spore koji.

I nostri antenati giapponesi bramavano e apprezzavano questa “acqua magica”, rinfrescante e rilassante per lo spirito. Non trascuravano di offrirla ai loro dei mentre pregavano per la pace e la prosperità, infatti il nome “sake” trova le sue origini nella parola sakaeru che significa prosperare. Tutte le celebrazioni giapponesi, in particolare quelle per la semina e la raccolta, riguardano il sake. In effetti, ogni occasione felice è vista come una scusa per assorbire questa “acqua magica”. Da sempre, è abitudine consolidata per i giapponesi bere il sake riscaldato o a temperatura ambiente. Oggi è usato anche come base per cocktail o sorseggiato fresco in un bel calice, proprio come il vino.

La Konishi è un’azienda giapponese specializzata nella produzione di sake, con una cantina da più di 450 anni.

È in questo contesto storico che la Shirayuki Brewers ha svolto un ruolo di primo piano nel contribuire alla cultura giapponese negli ultimi 450 anni, studiando e innovando ma sempre rispettando la tradizione.

La specialità: SHIRAYUKI SAKE – Lo SHIRAYUKI è stato prodotto per la prima volta nel 1550 nel distretto di NADA (vicino a Kobe), che è stato a lungo famoso come la casa del sake. I sake prodotti lì hanno goduto dell’apprezzamento del pubblico come i migliori in assoluto. Potremmo dire che la Nada è per il sake ciò che la Scozia è per whisky, Cognac per il brandy e Monaco per la birra. Una qualità superba e incomparabile per la produzione, con la migliore qualità di riso raccolta nei campi locali.

SEIMAI BUAI e qualità del sake – La caratteristica piu’ importante che definisce il livello di qualità del sake è il Seimai Buai, ovvero la percentuale di levigatura. Per ottenere sake di qualità superiore il chicco di riso viene levigato, rimuovendo così gli strati esterni e lasciando solo l’amido puro contenuto nel nucleo del chicco. Il numero di Seimai Buai rappresenta la percentuale di riso rimasto dopo la levigatura, quindi più il numero è basso e più la qualità è alta.

Konishi in Italia – Attualmente questa azienda è tra i più grandi distributori di sake a livello internazionale, importati direttamente dal Giappone e disponibili per vendita all’ingrosso o al dettaglio.

www.konishi.co.jp | www.sakecompany.com

FACEBOOK – Konishi Italia: www.facebook.com/konishisakecompany | Konishi Japan: www.facebook.com/konishi1550

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