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	<title>Elena Santella, Autore presso K-ble Jungle</title>
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	<description>Il Giappone a portata di click</description>
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		<title>Yayoi Kusama &#8211; il suo mondo a pois</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 13:19:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte pop]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea giapponese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yayoi Kusama è un’artista contemporanea giapponese e il suo mondo a pois è diventato il simbolo di questa artista visionaria...</p>
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<p>Yayoi Kusama è un’artista contemporanea giapponese e il suo mondo a pois è diventato il simbolo di questa artista<strong> visionaria e innovativ</strong>a, che esprime con l&#8217;arte i suoi stati psicologici ed emotivi. Con i suoi celebri pallini ha invaso le strade di New York negli anni Sessanta, per poi tornare alle origini. Ma vediamo meglio la sua storia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;infanzia e il sogno dell’America</h3>



<p>Kusama nasce nel 1929 a Matsumoto da una famiglia benestante, ma evidentemente non molto felice. Il padre è fedifrago e la madre obbliga la figlia a spiarlo, inoltre lei <strong>fin da bambina soffre di allucinazioni.</strong> Non viene mai supportata dai suoi genitori riguardo alla sua vocazione per l’arte, hanno altri progetti per la giovane Kusama.</p>



<p>L’artista racconta che fin da piccola era solita disegnare velocemente per finire il prima possibile, dato che la madre le strappava i fogli via di mano appena la vedeva all’opera. Riesce comunque a frequentare la scuola d’arte e studia la pittura classica giapponese, ma <strong>sogna di abbandonare il Giappone prima possibile, per andare in un luogo che la lasci davvero libera </strong>di esprimersi.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Gli anni a New York</strong></h4>



<p>&nbsp;A 28 anni si trasferisce finalmente in America, prima a Seattle e poi a New York. Nessuno la conosceva ovviamente e fu <strong>difficile farsi strada nel mondo dell’arte, </strong>dominato dagli uomini a quel tempo. Ma pian piano e non senza difficoltà riuscì a guadagnarsi la stima di alcuni colleghi artisti e iniziò a esporre con una certa regolarità e diventa a tutti gli effetti parte dell’avanguardia newyorkese. Quando arrivano gli anni della guerra in Vietnam prende parte a molte performance provocatorie figuranti corpi nudi, lei compresa. Una volta fu addirittura <strong>arrestata a Manhattan poiché stava manifestando nuda e</strong> quando la notizia arrivò in<br>Giappone la sua città natale decise di cancellarla dagli annali scolastici in segno di rifiuto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Ritorno in Giappone</strong></h3>



<p>Nel ’73 Yayoi Kusama decide di tornare in Giappone anche se nessuno la conosce, dopo aver tentato per la prima volta il suicidio in America. Oltretutto la situazione politica si stava facendo più tesa dopo le elezioni di Nixon. Anche qui però tenta il suicidio, quindi decide di <strong>trasferisse volontariamente in un istituto psichiatrico</strong> a Shinjuku, Tokyo, dove risiede tutt’ora. Si procura uno studio proprio vicino a questo istituto e va regolarmente a lavorare quasi ogni giorno.</p>



<p>Negli anni la sua notorietà è cresciuta a dismisura e ora è apprezzata anche in Giappone, dove <strong>la sua città natale, Matsumoto, le ha dedicato un museo personale</strong>, lo ‘Yayoi Kusama Museum’ inaugurato nel 2017.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’arte di Yayoi Kusama</strong></h4>



<p>La sua arte è considerata rivoluzionaria e femminista poiché <strong>sfida apertamente il patriarcato e i tabù sessuali</strong>. Kusama, infatti, è sempre stata affascinata dall’aspetto della sessualità in una maniera che sta tra l’ossessione e la fobia, poiché ne è al contempo spaventata a causa probabilmente dei traumi infantili causati dai genitori.</p>



<p>Per esempio, tra le sue opere più famose rientra la sua installazione del ’63 chiamata “One Thousand Boat Show”: quest’opera comprende una barca ricoperta da innumerevoli protuberanze falliche. Questo è solo una delle innumerevoli opere e performance sovversive e provocatorie di Kusama.</p>



<p>Oltre ai falli, uno dei suoi motivi caratteristici, declinato in mille maniere, sono i <em>polka dots</em> o <em>pois</em> per cui è diventata celebre. Una sua installazione molto conosciuta è infatti la cosiddetta<em> obliteration room</em>, una stanza bianca e ammobiliata ricoperta da innumerevoli pois di ogni forma e colore, che per l’appunto obliterano la scena. Altre famose installazioni legate ai pois sono le sue zucche, di solito di colori molto accesi e con pattern a pois neri.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="500" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/09/Progetto-senza-titolo-4.png" alt="Zucca gialla a pois - Yayoi Kusama" class="wp-image-31565" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/09/Progetto-senza-titolo-4.png 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/09/Progetto-senza-titolo-4-300x214.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Installazione in un museo di una zucca gialla a pois di Yayoi Kusama, il suo marchio di fabbrica</em></figcaption></figure></div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’esperienza veneziana</strong><strong></strong></h4>



<p>La prima volta che l’artista si presenta alla biennale di Venezia, nel ’66, in verità non era stata invitata, ma si intrufola all’interno dei giardini vendendo delle sfere di specchi che chiama “sfere del narcisismo”. Naturalmente la vendita fu bloccata subito e le chiesero di andarsene, ma lei rimase a danzare tra le 1.500 sfere del narcisismo che aveva portato. La seconda volta invece fu invitata, nel 1993; questo mostra davvero i progressi fatti da <strong>artista ormai riconosciuta a livello globale</strong>.</p>



<p>Ormai le opere di Yayoi Kusama con i suoi pois sono tra le più apprezzate e pagate dai collezionisti ed è diventata l’artista donna più pagata di sempre e uno degli artisti più valutati del mondo in generale.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Fonti su Yayoi Kusama &#8211; il suo mondo a pois</h6>



<p><a href="https://www.travelonart.com/arte-contemporanea/arte-camaleontica-yayoi-kusama/">Travel on Art</a>, Yayoi Kusama: vita e opere di un’artista geniale, articolo di Anna Fornaciari, 2015</p>



<p><a href="https://artslife.com/2021/07/04/yayoi-kusama-la-storia-di-unossessione-divenuta-arte/">Arts Life</a>, Yayoi Kusama. La storia di un’ossessione divenuta arte, articolo di Giuditta Litta Modignani, 2021</p>



<p><a href="https://www.kblejungle.com/2021-09-la-psicologia-e-le-emozioni-dellartista-yayoi-kusama/">La psicologia e le emozioni dell&#8217;artista Yayoi Kusama</a> di Nicole Renè Sanzeni</p>
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		<title>Hana monogatari &#8211; le storie di fiori di Yoshiya Nobuko</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 08:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[hana monogatari]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura per ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[shojo]]></category>
		<category><![CDATA[yoshiya nobuko]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nascita dei canoni della moderna letteratura per ragazze in Giappone ma trova le sue radici all’inizio del secolo scorso...</p>
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<p>La nascita dei canoni della moderna letteratura per ragazze in Giappone ma trova le sue radici all’inizio del secolo scorso con la pubblicazione di Hana Monogatari, Storie di fiori di Yoshiya Nobuko. Anche la letteratura. come ogni elemento appartenente alla cosiddetta <em>shojo bunka </em>(少女文化), ovvero la “cultura delle ragazze”, ha delle caratteristiche ben precise che rispondono un’estetica di fondo. Questi canoni sono stati fissati negli anni Settanta del Novecento, ma trovano le loro radici all’inizio del secolo scorso con questa opera.</p>



<h5 class="wp-block-heading">L’autrice</h5>



<p>All’interno della cultura letteraria <em>shojo</em> Yoshiya Nobuko (吉屋信子) occupa certamente un posto di primo piano. Yoshiya nasce nel 1896 a Nigata, da una famiglia agiata e che la educa secondo i valori tradizionali. Quando però si trasferisce a Tokyo insieme a suo fratello, si libera dall’influsso della famiglia e inizia a scrivere <em>hana Monogatari </em>nel 1916, a soli venti anni. Col tempo diventa una scrittrice estremamente popolare, tanto che a quanto pare <strong>guadagnava più del primo ministro dell’epoca</strong>. Questo le consente di vivere la sua vita liberamente. Infatti, viaggia moltissimo e decide di non sposarsi mai, poiché <strong>la sua compagna di vita era una donna, Monma Chiyo</strong>, che lei conobbe quando aveva ventisette anni.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Hana Monogatari</h5>



<p>Hana monogatari, ovvero ‘storie di fiori’, è una raccolta di 52 brevi storie che la scrittrice inizia a pubblicare in maniera seriale sulla rivista <em>Shojo Gaho. </em>La serializzazione inizia nel 1916 e va avanti per ben otto anni. Questa sua prima pubblicazione è anche la sua opera più famosa ed è stata tradotta anche in italiano da Paola Scrolavezza. Il titolo di ogni storia fa riferimento a un fiore e tutti questi racconti parlano di relazioni di amicizia e di amore tra giovani ragazze.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="404" height="626" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/copertina-italiana-storie-di-fiori.jpg" alt="Copertina italiana di Hana Honogatari di Yoshiya Nobuko" class="wp-image-30997" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/copertina-italiana-storie-di-fiori.jpg 404w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/copertina-italiana-storie-di-fiori-194x300.jpg 194w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /><figcaption class="wp-element-caption">Copertina italiana di Hana Monogatari, tradotto da Paola Scrolavezza</figcaption></figure></div>


<h6 class="wp-block-heading">Stile e ambientazione</h6>



<p>All’epoca in Giappone le scuole non erano miste ed esistevano quindi istituti esclusivamente femminili, qui Yoshiya decide di ambientare le sue storie. L’autrice, che scrive in maniera <strong>estremamente elegante e raffinata</strong>, crea un universo quasi immaginario per dei <strong>perfetti racconti di evasione</strong>. Anche se ambientato nel mondo reale, l’atmosfera è fiabesca e questo sicuramente aiutò a evitare la censura delle sue opere.</p>



<p>Le storie di Hana Monogatari sono molto eterogenee, anche se presentano tratti di fondo comuni: sono quasi tutte storie che parlano di un’amicizia romantica, non solo tra studentesse, ma a volte anche tra una studentessa e un’insegnante. Le relazioni spesso rimangono platoniche e sono quasi sempre caratterizzate dalla distanza. In generale, possiamo dire che Yoshiya cerca sempre di sottolineare <strong>la purezza e l’idealismo</strong> di questi brevi racconti. Inoltre, è utile menzionare che la maggior parte finiscono in maniera tragica. O l’amore non è corrisposto, oppure la crescita delle ragazze fa andare incontro la relazione alla sua naturale fine.</p>



<p>L’autrice è piuttosto realista in questo senso, non si illude e sa che <strong>l’amore saffico non trova posto nella società giapponese di quell’epoca, se non nella fantasia</strong>. Infatti, a quei tempi l’amore lesbico si riteneva <strong>“una fase dell’adolescenza”,</strong> in cui le ragazze imparavano a conoscere la propria affettività in vista del matrimonio.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Ispirazione</h5>



<p>Si ritiene che Yoshiya Nobuko si sia ispirata a ‘A Garland for Girls’ (Una ghirlanda per ragazze), di Louisa May Alcott, però in <em>Hana Monogatari</em> non troviamo alcun intento educativo. La decisione di intitolare ogni racconto come un fiore rimanda proprio all’immagine della ghirlanda.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Fonti</h6>



<p><a href="https://maiunasoya.wordpress.com/2020/03/16/storie-di-fiori-di-yoshiya-nobuko/">Mai una Soia</a> – Storie di fiori di Yoshiya Nobuko, articolo di Dafne Borracci</p>



<p>Hana Monogatari- Yoshiya Nobuko e la letteratura per
ragazze, tesi di laurea magistrale di Teresa Palminiello, 2012/2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2024-09-hana-monogatari-le-storie-di-fiori-di-yoshiya-nobuko/">Hana monogatari &#8211; le storie di fiori di Yoshiya Nobuko</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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		<title>Ine – piccola Venezia del Giappone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jul 2024 09:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo in Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[villaggio giapponese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ine è un piccolo villaggio di pescatori costruito su palafitte, per questo è anche chiamata la piccola Venezia del Giappone....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ine è un piccolo villaggio di pescatori costruito su palafitte, per questo è anche <strong>chiamata la piccola Venezia del Giappone.</strong> Si trova nella regione del Kansai, a nord di Kyoto, e sorge proprio su una minuscola lingua di terra edificabile incastrata tra il mare e la montagna. Questo villaggio, infatti, si estende soprattutto in lungo la costa, con una singola fila di case. Gli abitanti stabili sono circa 2.000.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Funaya – le case-barca</strong></h4>



<p>È stata proprio la particolarità geografica che caratterizza questa baia che ha costretto i pescatori a costruire delle <strong>abitazioni uniche nel loro genere, chiamate <em>funaya</em>, letteralmente case-barca.</strong> Queste case galleggianti, infatti, sono costruite proprio sul mare, poiché la montagna non lascia spazio per delle costruzioni più tradizionali. Il piano terra è di solito utilizzato come rimessa per le barche, mentre al piano di sopra c’è la casa abitata vera e propria.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="700" height="500" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/09/Funaya-di-Ine-viste-di-tre-quarti.png" alt="Ine – piccola Venezia giapponese" class="wp-image-31453" style="width:700px" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/09/Funaya-di-Ine-viste-di-tre-quarti.png 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/09/Funaya-di-Ine-viste-di-tre-quarti-300x214.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ine è considerata una piccola Venezia</figcaption></figure></div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>Turismo</strong></h4>



<p>Le <em>funaya </em>per la loro particolarità architettonica conferiscono un fascino unico all’intera cittadina, che è diventata una vera e propria attrazione per i turisti più avventurosi o in cerca di mete poco note ai più. Sicuramente<strong> l’atmosfera è completamente diversa dalle grandi metropoli giapponesi e permette di fare quasi un tuffo nel passato</strong>, lasciandosi la modernità alle spalle. Esistono anche delle barche per turisti, che permettono di fare una visita guidata della baia, oppure si può optare per dei taxi sull’acqua, proprio come a Venezia!</p>



<p>Per arrivare, se non si possiede una macchina, occorre prendere il treno da Kyoto per Amanohashidate e poi un pullman, in tutto più di tre ore. Questo rende un po’ complicate le gite in giornata, ma fortunatamente <strong>è possibile fermarsi in alcune Funaya che sono state trasformate in appartamenti per turisti.</strong> Queste però non sono tante, quindi non è consigliato andare senza una prenotazione o un piano di azione. Altre case tradizionali invece sono diventate pub o ristoranti, dove godersi una bella serata immersi nell’atmosfera marittima del villaggio.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Curiosità</h6>



<p>Masaaki Yuasa, il regista e animatore del lungometraggio animato <em>Lu e la città elle sirene, </em>si è ispirato proprio alle <em>funaya </em>di Ine per creare l’ambientazione marittima del film.</p>
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		<title>Il premio Akutagawa – Il sogno degli scrittori emergenti</title>
		<link>https://www.kblejungle.com/2024-06-il-premio-akutagawa-il-sogno-degli-scrittori-emergenti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-premio-akutagawa-il-sogno-degli-scrittori-emergenti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2024 16:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[premio akutagawa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL PREMIO AKUTAGAWA – Il sogno degli scrittori emergenti in Giappone</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2024-06-il-premio-akutagawa-il-sogno-degli-scrittori-emergenti/">Il premio Akutagawa – Il sogno degli scrittori emergenti</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il premio Akutagawa, istituito per la prima volta nel 1935, è un riconoscimento letterario giapponese dedicato agli scrittori emergenti. Il premio viene assegnato due volte l’anno, a gennaio e a luglio.</p>



<p>&nbsp;Le opere di scrittori più o meno affermati non sono prese in considerazione, anche se è molto probabile che dopo aver vinto questo premio diventare scrittori affermati sia solo questione di tempo. Infatti, il premio Akutagawa è il più rinomato in Giappone in ambito letterario e, anche se la vincita non è da capogiro (circa 8.000 € e un orologio da taschino), si riceve grande visibilità. Le vendite dei libri vincitori di solito salgono vertiginosamente. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="500" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/04/yen-e-orologio-da-taschini.png" alt="I premi assegnati ai vincitori del premio Akutagawa" class="wp-image-29644" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/04/yen-e-orologio-da-taschini.png 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/04/yen-e-orologio-da-taschini-300x214.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Un orologio da taschino e degli yen, simbolo dei premi assegnati ai vincitori del premio Akutagawa</figcaption></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading"><strong>Origine del premio e del suo nome</strong></h3>



<p>Questo premio per scrittori emergenti è stato istituito dallo scrittore Kikuchi Kan nel 1935, ed è dedicato al collega e amico <a href="https://www.kblejungle.com/2021-04-romanzi-giapponesi-moderni-consigliati/">Ryunosuke Akutagawa</a>. Quest’ultimo era morto qualche anno prima e Kikuchi era un suo grande sostenitore. Ryunosuke è considerato uno dei più grandi scrittori e poeti giapponesi del Novecento ed è celebre anche all’estero grazie al suo racconto breve “Nel bosco”. Questo è diventato poi anche un film con il nome di ‘<em>Rashomon</em>’, vincendo l’oscar come migliore film straniero e il Leone D’oro.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="800" height="600" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/04/Akutagawa.ryunosuke.jpg" alt="Foto di Akutagawa Ryunosuke, scrittore e poeta a cui è dedicato il premio Akutagawa" class="wp-image-29645" style="width:700px" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/04/Akutagawa.ryunosuke.jpg 800w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/04/Akutagawa.ryunosuke-300x225.jpg 300w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/04/Akutagawa.ryunosuke-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Akutagawa Ryunosuke, scrittore e poeta a cui è dedicato il premio Akutagawa</figcaption></figure></div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>Vincitori che hanno fatto la storia</strong></h4>



<p>I vincitori sono stati molti negli anni e il premio è stato sospeso solo per qualche tempo subito dopo la seconda guerra mondiale. Inoltre, è raro che la giuria non trovi un accordo sul vincitore, nel qual caso l’assegnazione è sospesa. Tra più famosi e che sono diventati noti anche all’estero troviamo nomi come: <a href="https://www.kblejungle.com/2019-10-abe-kobo-scopriamo-il-famoso-scrittore-e-drammaturgo-giapponese/">Abe Kobo</a>; <a href="https://www.kblejungle.com/2020-05-murakami-ryu/">Ryu Murakami</a> (da non confondere con Haruki Murakami); Mieko Kawakami; Yoko Tawada, famosa scrittrice nippo-tedesca e anche <a href="https://www.kblejungle.com/2020-12-la-ragazza-del-convenience-store-di-murata-sayaka/">Sayaka Murata</a>, la cui opera di esordio del 2016 è stata tradotta anche in italiano come “la ragazza del convenience store”. Anche Oe Kenzaburo, unico vincitore insieme a Kawabata del premio Nobel per la letteratura nel 1994, ha vinto il premio Akutagawa da giovane con il racconto Animale da allevamento. </p>



<p>Spesso le opere vincitrici del premio sono proprio racconti
brevi, non solo romanzi come si potrebbe pensare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La giuria del premio akutagawa</h3>



<p>Inizialmente i membri della giuria erano persone che avevano dei contatti con il fondatore o a Ryunosuke Akutagawa ed erano ammesse anche le opere che si potevano trovare pubblicate nelle riviste. Infatti anche oggi molti racconti brevi sono spesso pubblicati inizialmente su riviste letterarie.</p>



<p>Oggi tra i membri della giuria troviamo sia <strong>critici letterari che vincitori delle passate edizioni</strong>, come per esempio Murakami Ryu, che con il suo racconto ribelle “Blu quasi trasparente” vinse sia il premio Gunzo che Akutagawa, o Hiromi Kawakami, autrice del racconto <em>Kamisama</em> , tradotta in più di 15 lingue.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Fonti</h6>



<p><em><a href="https://anatanokurashini.info/5169.html">Anata no kurashi ni </a>yakitastunoyouni,</em> あなたの暮らしに役立つように. 2016<br><em><a href="https://theculturetrip.com/asia/japan/articles/a-brief-history-of-japans-most-prestigious-literary-award-the-akutagawa-prize/">Culture Trip</a></em>: A Brief History of Japan’s Most Prestigious Literary Award, The Akutagawa Prize,  di Alicia Joy <br><a href="https://www.kblejungle.com/2021-04-romanzi-giapponesi-moderni-consigliati/">Romanzi giapponesi moderni </a>(Ryunosuke Akutagawa) di Alessandro Bianco  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2024-06-il-premio-akutagawa-il-sogno-degli-scrittori-emergenti/">Il premio Akutagawa – Il sogno degli scrittori emergenti</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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		<title>Corso di giapponese online</title>
		<link>https://www.kblejungle.com/2024-03-corso-di-giapponese-online-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=corso-di-giapponese-online-2</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 10:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lingua giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[corso base giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[corso giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[corso giapponese online]]></category>
		<category><![CDATA[studiare giapponese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un corso gratuito online</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong>scuola di lingue Il Mulino</strong> ha da poco lanciato il suo<strong> nuovo corso di giapponese online per il livello base</strong>, al costo di soli 11 euro. Questo corso introduttivo è pensato per i principianti che si avvicinano alla lingua per la prima volta e sono curiosi di conoscerla meglio e apprendere<strong> le prime nozioni in maniera divertente e informale. </strong> Il corso è coordinato assieme alla Associazione culturale giapponese Ochacaffè.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img decoding="async" width="350" height="560" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/03/scuola-lingua-giapponese.jpg" alt="Insegnanti giapponesi madrelingua a scuola" class="wp-image-29375" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/03/scuola-lingua-giapponese.jpg 350w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/03/scuola-lingua-giapponese-188x300.jpg 188w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grafica per i corsi di lingua giapponese</figcaption></figure></div>


<h4 class="wp-block-heading"><strong>Organizzazione del corso</strong></h4>



<p>Il corso base di lingua giapponese prevede <strong>26 video-lezioni</strong> divise in macro-unità formate da circa 6 lezioni ciascuna. <strong>Alla fine di ogni unità ci saranno dei test a risposta multipla</strong> che riprenderanno le cose imparate fino a quel punto. Inoltre, alla fine dei singoli quiz del test ci saranno delle ulteriori spiegazioni per far comprendere meglio allo studente perché proprio quella è la risposta giusta, rendendo più facile anche la memorizzazione in caso si debba ripetere il test. Insomma, più che un test è una tecnica di ripasso.</p>



<p>I video durano tra i 20 e i 30 minuti l’uno e possono essere rivisti quante volte si vuole, ma si può accedere alla lezione successiva solo dopo aver completato quella prima. </p>



<p><strong>L’insegnate che vi accompagnerà per tutto il corso è una madrelingua</strong>: Eriko Kawasaki, che vive in Italia da molti anni ed ha collaborato con l&#8217;associazione Ochacaffè. Sa parlare benissimo italiano, quindi non vi preoccupate! Capirete tutto e in più sarete sicuri di <strong>imparare la lingua giapponese autentica e non la lingua piatta e a poco verosimile che si trova a volte nei libri di testo.</strong><br>L&#8217;ideazione e regia è di Silvio Franceschinelli, noto anche come DJ Shiru, mentre la parte didattica è stata ideata dalle insegnanti della scuola, che hanno fatto un lavoro professionale nella preparazione del materiale e dei contenuti spiegati da Eriko.</p>



<p>Con il superamento di tutti i test di fine unità e del test finale verrà rilasciato un <strong>attestato di partecipazione</strong>.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Dispense e materiale extra</strong></h5>



<p>Ma non finisce qui, anche se questo sarebbe già abbastanza per un corso che costa 11 euro! La scuola, infatti, vi mette a disposizione anche del materiale scritto, delle piccole dispense in PDF, a cui si potrete accedere man mano che completate le lezioni.</p>



<p>Questo materiale comprende:<br>&#8211;<strong>Tabella di Hiragana e Katakana</strong> + primi kanji (ideogrammi), dove troverete tutte le sillabe che servono per leggere il giapponese e gli ideogrammi base.<br>&#8211;<strong>Frasario di Ochacaffè</strong>, che riprende frasi studiate a lezione e aggiunge anche altre frasi utili nella vita di tutti i giorni. Molto utile per chi vorrà andare in Giappone per turismo e avrà bisogno di qualche frase di “sopravvivenza”.<br>&#8211;<strong>Appunti di grammatica</strong>, con le strutture fatte a lezione e le particelle per poter ripassare senza dover tornare sui video e avere tutto a portata di mano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large"><img decoding="async" width="350" height="622" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/03/Giapponese-corsi-lingua.jpg" alt="Corsi di lingua giapponese" class="wp-image-29372" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/03/Giapponese-corsi-lingua.jpg 350w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/03/Giapponese-corsi-lingua-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /><figcaption class="wp-element-caption">Appassionato di Giappone? Magari ti interessa la lingua&#8230;</figcaption></figure></div>


<p>Il corso era già uscito in TV e poi su YouTube, ma solo registrandovi al sito potrete accedere a tutto il materiale extra e alle lezioni inedite.</p>



<p>Questo corso base di giapponese è solo un assaggio di quelle che sono le lezione con insegnanti madrelingua e qualificati all’Istituto Il Mulino. Non resta che provarlo e vedere se avete davvero voglia di arrivare fino in fondo per imparare questa meravigliosa lingua!</p>



<div class="thinkific-product-card" data-btn-txt="Studia con noi!" data-btn-txt-color="#ffffff" data-btn-bg-color="#274e13" data-card-type="card" data-link-type="landing_page" data-product="1129757" data-embed-version="0.0.2" data-card-txt-color="#660000" data-card-bg-color="#b6d7a8" data-store-url="https://corsionline.scuolamulino.it/embeds/products/show"><div class="iframe-container"></div><script type="text/javascript">document.getElementById("thinkific-product-embed") || document.write('<script id="thinkific-product-embed" type="text/javascript" src="https://assets.thinkific.com/js/embeds/product-cards-client.min.js"><\/script>');</script><noscript><a href="https://corsionline.scuolamulino.it/courses/giapponesebase" target="_blank">Studia con noi!</a></noscript></div>



<h6 class="wp-block-heading">link</h6>



<p>Istituto Il Mulino, <a href="http://www.scuolamulino.it/">scuola di lingue</a><br><a href="https://www.cultura-giapponese.it/corsi-giapponese-online.php?vocemenu=2">Corsi di giapponese online</a> dal sito Ochacaffè<br><a href="https://www.kblejungle.com/2020-12-corso-online-di-lingua-giapponese/">Lingua giapponese e corsi </a>sul nostro sito</p>
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		<title>Festival del Daimonji di Kyoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 16:31:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Folklore]]></category>
		<category><![CDATA[buddhismo giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[daimonji]]></category>
		<category><![CDATA[gozan no okuribi]]></category>
		<category><![CDATA[kyoto]]></category>
		<category><![CDATA[obon festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un festival estivo da non perdere se si è nei dintorni della affascinante Kyoto ad agosto è quello del Daimonji....</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2024-02-festival-del-daimonji-di-kyoto/">Festival del Daimonji di Kyoto</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un festival estivo da non perdere se si è nei dintorni della affascinante Kyoto ad agosto è quello del <em>Daimonji</em>. A dire il vero, il suo nome ufficiale sarebbe <em>Gozan no Okuribi&nbsp;</em>(五山の送り火), che si potrebbe tradurre con qualcosa come “le cinque montagne che prendono fuoco”. Il nome ufficiale fa capire molto meglio di cosa si tratti, eppure è molto più facile imbattersi nel primo termine nella realtà quotidiana giapponese. <em>Daimonji </em>è meno specifico e significa semplicemente “grande carattere” (nel senso di grande ideogramma/immagine).</p>



<p>Iniziate
a capire meglio di cosa si tratta? Può sembrarvi assurdo ma è proprio così: ogni
anno ad agosto i cittadini di Kyoto accendono cinque fuochi sulle cinque
montagne che circondano la città. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="500" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/daimonji-3.png" alt="Uno dei cinque fuochi del festival del Daimonji di Kyoto" class="wp-image-31112" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/daimonji-3.png 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/daimonji-3-300x214.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Uno dei cinque fuochi accesi a kyoto per la cerimonia del daimonji</em></figcaption></figure></div>


<h5 class="wp-block-heading"><strong>Significato
religioso</strong></h5>



<p>Questi fuochi sono fatti in modo che formino un ideogramma o un immagine legata alla religione buddhista, infatti il festival del<em> Daimonji</em> si inserisce in un quadro più ampio di <strong>celebrazioni riguardante le anime dei defunti</strong>. Si crede infatti che questi fuochi accesi sulle montagne possano aiutare a guidare gli spiriti che si apprestano a lasciare il mondo umano dopo il loro annuale pellegrinaggio. Il festival del Daimonji a Kyoto infatti segna proprio la fine della dell’ ‘obon’, cioè quel periodo dell’anno in cui i defunti fanno visita al mondo umano e tornano a trovare le proprie famiglie.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Data e ora della cerimonia</h5>



<p>Il <em>Daimonji </em>viene celebrato sempre il 16 agosto, ovviamente dopo che è calato il sole affinché i fuochi siano ben visibile a tutti. Il primo falò viene acceso alle 20:00 sul Monte Daimonji<em>,</em> la montagna principale del festival, nel quartiere di Higashiyama . Gli altri quattro falò si accendono sulle rispettive montagne in senso antiorario ogni 10/15 minuti. I fuochi bruciano per più di mezz’ora, ma l’intervallo di tempo in cui si possono ammirare accesi tutti insieme è molto breve. Inoltre, solo da una posizione elevate al centro di Kyoto è possibile vedere bene tutti i fianchi delle montagne. </p>



<p>Insomma, <strong>vederli tutti insieme è molto complicato</strong>, di solito si scelgono uno o due fuochi adiacenti da vedere e si cerca di arrivare in un punto con una buona visuale anche un’ora o due prima rispetto all’accensione dei fuochi. E’ bene muoversi per tempo se si vuole avere una buona visuale e trovare un post tranquillo. Come si può immaginare la sera del 16 agosto, Kyoto è sempre straripante di persone che accorrono anche dalle altre città vicine per godersi lo spettacolo.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Caratteri
del Daimonji</h4>



<p>Il primo carattere che viene acceso è quello di “大” (pronunciato <em>dai</em>), che significa ‘grande’, dopodichè vengono accesi “妙” e  “法”, che insieme si leggono <em>myoho</em> e fanno riferimento alla legge sacra del Buddha. Poi vengono accesi due fuochi che non sono ideogrammi ma vere e proprie immagini, ovvero quella di una barca e di un <em>tori</em> (il grande arco di legno rosso che si trova all’entrata di tutti i templi giapponesi). Infine il quinto fuoco, che chiude la celebrazione, è di nuovo quello di “大”.</p>



<p>Sono ormai più di cinquecento anni questa città celebra in questo modo il pellegrinaggio delle anime, anche se <strong>l’origine dei<em> Daimonji</em> rimane incerta e misteriosa</strong>. Anche in altre località del Giappone avvengono rituali per salutare e guidare le anime dei defunti, ma solo a Kyoto troviamo questo stupefacente festival dei fuochi, che lascia chiunque senza fiato.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Fonti</h6>



<p><a href="https://www.discoverkyoto.com/event-calendar/august/daimonji-gozan-okuribi-ritual-fires/">Discover Kyoto</a> &#8211; Gozan Okuribi Ritual Fires<br><a href="https://www.japanistry.com/event/daimonji-gozan-okuribi/">Japanistry </a>-Gozan no Okuribi</p>



<p><a href="https://www.kblejungle.com/2023-09-gion-matsuri-la-grande-festa-shintoista-di-kyoto/">Gion Matsuri: la grande festa shintoista di Kyoto</a> di Elena Santella</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2024-02-festival-del-daimonji-di-kyoto/">Festival del Daimonji di Kyoto</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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		<title>Chiharu Shiota: l&#8217;artista e i fili della memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jan 2024 16:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte pop]]></category>
		<category><![CDATA[biennale venezia giappone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiharu Shiota, l’artista giapponese nata ad Osaka nel 1972 che ora vive e lavora a Berlino, è famosa in tutto...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2024-01-chiharu-shiota-l-artista-e-i-fili-della-memoria/">Chiharu Shiota: l&#8217;artista e i fili della memoria</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chiharu Shiota, l’artista giapponese nata ad Osaka nel 1972 che ora vive e lavora a Berlino, è famosa in tutto il mondo per le sue installazioni artistiche legate alla memoria che impiegano una grande quantità di fili, solitamente rossi o neri. Oltre ad essere riconoscibili per l&#8217;uso dei fili, le sue opere sono note per le grandi dimensioni; spesso un’intera sala viene dedicata ad una sola installazione. Questa caratteristica permette un’esperienza completamente immersiva e contribuisce ad accrescere la carica emotiva che viene trasmessa allo spettatore.</p>



<h4 class="wp-block-heading">I
temi delle sue opere</h4>



<p>Di solito i temi trattati si ispirano in qualche modo alla memoria e alle relazioni umane, comprese la vita e la morte. Infatti, gli oggetti da lei prediletti per le installazioni sono cose di uso quotidiano, fatte per essere a contatto con le persone (per esempio scarpe, chiavi, libri ecc.). Questi, secondo Shiota, <strong>trattengono in loro la memoria di chi li ha usate</strong>: dei veri e propri simboli e catalizzatori di momenti di vita vissuta, con tutti i ricordi a loro legati. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" width="1000" height="667" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/Chiharu-Shiota-2015-Searching-for-destination.jpg" alt="Installazione di Chiharu Shiota, dove si possono notare due suoi tratti caratteristici: i fili rossi e l'uso di oggetti quotidiani." class="wp-image-31680" style="width:700px" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/Chiharu-Shiota-2015-Searching-for-destination.jpg 1000w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/Chiharu-Shiota-2015-Searching-for-destination-300x200.jpg 300w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/Chiharu-Shiota-2015-Searching-for-destination-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">&#8216;Searching for a destination&#8217;, 2015, foto di   Érica Georgino </figcaption></figure></div>


<p>La
sua necessità di esplorare il senso dell’esistenza è nata anche probabilmente
dal fatto che lei stessa ha dovuto affrontare in prima persona una serie di perdite
dovute al terremoto del 2011 in Giappone. </p>



<h6 class="wp-block-heading">Perché
i fili?</h6>



<p>I fili per Shiota sembrano simboleggiare le relazioni umane,
anche il colore rosso non è scelto a caso e serve a rimarcare ancora di più
questo valore simbolico richiamando il sangue. Le relazioni e le loro interazioni
diventano visibili nelle istallazioni dell’artista attraverso questo mezzo. Shiota,
inoltre, afferma che quando una sua opera deve essere rimossa tutti i fili che
la compongono vengono recisi e quindi cessa così di esistere. Questo passaggio
è una tappa obbligata nella vita dell’opera e può essere anche esso inteso
simbolicamente.</p>



<h6 class="wp-block-heading">La sua partecipazione alla biennale di Venezia</h6>



<p>Per la Biennale di Venezia del 2015 è stata proprio Chiharu Shiota con i suoi fili della memoria ad essere scelta per rappresentare il Giappone alla mostra. Nell&#8217;’installazione chiamata “the Key in the Hand” l&#8217;artista utilizza circa 50.000 chiavi, per lo più donatele dal suo pubblico, e due barche messe a terra che invece simboleggiano delle mani. Le barche e le chiavi che scendono dal soffitto sono collegate dai fili rossi, che tingono completamente il soffitto della sala, come nuvole. Le chiavi invece sembrano gocce di pioggia e sono state scelte dall’artista perché sono oggetti che vengono usati quotidianamente e vengono toccate da molte persone nel corso della loro esistenza. Proprio per questo era importante che le chiavi usate fossero donate dalle persone, delle chiavi fabbricate appositamente per la mostra sarebbero state prive di ricordi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" width="1024" height="684" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/2015_TheKeyintheHand_VenedigBiennale_Venedig_PhotoSunhiMang_12-1024x684.jpg" alt="The Key in the Hand, istallazione di Chiharu Shiota per la Biennale di Venezia 2015" class="wp-image-31681" style="width:700px" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/2015_TheKeyintheHand_VenedigBiennale_Venedig_PhotoSunhiMang_12-1024x684.jpg 1024w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/2015_TheKeyintheHand_VenedigBiennale_Venedig_PhotoSunhiMang_12-300x200.jpg 300w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/2015_TheKeyintheHand_VenedigBiennale_Venedig_PhotoSunhiMang_12-768x513.jpg 768w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/10/2015_TheKeyintheHand_VenedigBiennale_Venedig_PhotoSunhiMang_12.jpg 1500w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">&#8216;The Key in the Hand&#8217;,  Biennale di Venezia 2015</figcaption></figure></div>


<p>Anche solo guardando le fotografie delle opere di Shiota è
facile rimanere colpiti dalla loro forza che le rende in grado di trasmettere a
chiunque il loro messaggio.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Fonti su Chiharu Shiota l&#8217;artista</h6>



<p>Le foto sono state prese dal <a href="https://www.chiharu-shiota.com/">Sito ufficiale</a> di Chiharu Shiota l&#8217;artista e sono coperte da copyright  <br><a href="https://www.artemorbida.com/chiharu-shiota/">Arte Morbida</a> Chiharu Shiota, di Maria Rosaria Roseo<br><a href="http://www.art-vibes.com/art/chiharu-shiota-the-key-in-the-hand/">Art Vibes</a> Chiharu Shiota &#8211; The Key in the Hand<br><a href="http://thesignofcolor.com/larte-dei-fili-rossi-di-chiharu-shiota/">The Sign of Color</a> L’arte dei fili rossi di Chiharu Shiota<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=u_M40SwNw0w&amp;ab_channel=GalerieTemplon">Video</a> sulla sua installazione alla Biennale di Venezia (audio giapponese sottotitolato in francese)<br><a href="https://www.kblejungle.com/2021-09-le-ragnatele-di-chiharu-shiota/">K-ble Jungle</a>, Le ragnatele di Chiharu Shiota &#8211; di Nicol Renè Sanzeni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2024-01-chiharu-shiota-l-artista-e-i-fili-della-memoria/">Chiharu Shiota: l&#8217;artista e i fili della memoria</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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		<item>
		<title>Yoshida Shuichi – L&#8217;uomo che voleva uccidermi</title>
		<link>https://www.kblejungle.com/2023-10-yoshida-shuichi-luomo-che-voleva-uccidermi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=yoshida-shuichi-luomo-che-voleva-uccidermi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 17:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[gioventù giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[premio akutagawa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Yoshida Shuichi è uno scrittore giapponese molto famoso in patria, le sue opere trattano prevalentemente i temi della gioventù e...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2023-10-yoshida-shuichi-luomo-che-voleva-uccidermi/">Yoshida Shuichi – L&#8217;uomo che voleva uccidermi</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Yoshida Shuichi è uno scrittore giapponese molto famoso in patria, le sue opere trattano prevalentemente i temi della gioventù e delle società moderna giapponese, con sguardo molto penetrante e disilluso. Yoshida indaga molto questo rapporto, soprattutto la parte buia e conflittuale, che porta i giovani a sentirsi disconnessi, a cercare <strong>libertà ed espressione individuale</strong>, ma allo stesso tempo avendo paura di non essere accettati dalla società stessa. Per questo le atmosfere che ritroviamo nei suoi libri sono spesso cupe e i personaggi solitari e malinconici. </p>



<p>Anche se ha vinto numerosi premi giapponesi e ci sono stati addirittura adattamenti cinematografici e televisivi, in italiano abbiamo solo due sue opere, che sono state tradotte entrambe dalla Dottoressa Follaco per Feltrinelli:  L’uomo che voleva uccidermi (<em>Akunin &#8211; </em>悪人) e Appartamento 401 ( <em>Parēdo &#8211; </em>パレード).</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Biografia</strong> di Yoshida Shuichi</h5>



<p>Nasce a Nagasaki nel 1968 e si laurea in amministrazione aziendale alla Hosei University. Nel 1997 con il suo romanzo d’esordio Saigo no Musuko vince il premio Bungakukai, premio letterario dedicato agli scrittori emergenti, e viene candidato al premio Akutagawa, il più prestigioso premio letterario in Giappone. Nel 2002 vince sia il premio Yamamoto Shugoro, dedicato alla letteratura di genere, con il romanzo Paredo, sia il premio Akutagawa con il romanzo Paku Raifu. </p>



<p>Con Akunin, uscito nel 2007, si aggiudica i premi Osaragi Jiro e Mainichi. Il romanzo diventa anche un film qualche anno dopo. È stato tradotto in diverse lingue, ma le case editrici straniere hanno deciso di categorizzarlo come scrittore di crime e noir, quando in realtà spazia tra vari generi. Questo è uno dei suoi libri più celebri, dove si ritrovano tutte le caratteristiche sopracitate e i temi solitamente trattati dallo scrittore.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="303" height="475" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/06/luomo-che-voleva-uccidermi.jpg" alt="Copertina Italiana dell'uomo che voleva uccidermi di Yoshida Shuichi. Titolo originale: akunin." class="wp-image-30857" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/06/luomo-che-voleva-uccidermi.jpg 303w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/06/luomo-che-voleva-uccidermi-191x300.jpg 191w" sizes="(max-width: 303px) 100vw, 303px" /><figcaption class="wp-element-caption">Copertina dell&#8217;edizione italiana di <em>Akunin</em></figcaption></figure></div>


<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’uomo che voleva uccidermi &#8211; Akunin</strong></h3>



<p>Quest&#8217;opera è stata pubblicata in Italia nel 2017, dieci anni dopo al Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Il romanzo è ambientato nel 2001 nella regione del Kyushu, l’sola più a sud delle quattro principali che compongono l’arcipelago giapponese. Lo scrittore è nato proprio in questa regione e i personaggi parlano in dialetto nei discorsi diretti. </p>



<p>Il titolo originale potrebbe essere
tradotto letteralmente come <em>‘</em>il malvagio’. Dato che in giapponese non c’è
differenza grammaticale tra il femminile e il maschile o il singolare e il
plurale, questo <em>malvagio</em> potrebbe riferirsi a più di una persona, e soprattutto
non necessariamente a un uomo. Gli editori italiani evidentemente hanno
preferito un titolo meno allusivo e ambiguo di quello giapponese.</p>



<h6 class="wp-block-heading">TRAMA
BREVE</h6>



<p>La vicenda si sviluppa attorno all’omicidio di una ragazza, Yoshino Ishibashi, che di giorno lavora per una società di assicurazioni e per arrotondare lavora anche come intrattenitrice notturna. Chi ha ucciso questa ragazza non rimane un mistero per il lettore a lungo.  Infatti,  la sera dell’omicidio, Yoshino aveva appuntamento con Yuichi Shimizu, che si potrebbe dire sia il personaggio principale del libro. Questo è un giovane amante delle macchine, che lavora nel settore delle costruzioni come operaio ed è stato abbandonato dalla madre da piccolo. I due si frequentavano da qualche tempo e si erano conosciuti su internet. </p>



<p>Il protagonista è molto preso dalla ragazza, che invece lo usa solo come fonte di guadagno. Yoshino, nel frattempo, punta a un pesce più grosso, un giovane universitario figlio di papà, Masuo Keigo, viziato e arrogante, ma ricco. Proprio quella sera, all’ultimo momento, la ragazza decide di uscire con Masuo e sale sulla sua macchina davanti agli occhi di Yuichi, mortificato, che aveva guidato da Nagasaki fino a Fukuoka solo per stare con lei. Masuo, però, irritato da Yoshino, a un certo punto la butta fuori a calci dalla macchina, e questa sbatte la testa. Yuichi, che li ha seguiti, la soccorre, ma finiscono per venire alle mani e lui la strangola. </p>



<p>Ovviamente la polizia inizia a cercare il colpevole, ma Yuichi non viene subito preso di mira.Lui infatti intanto inizia un’altra relazione, sempre con una donna conosciuta su internet. I due si innamorano e Yuichi decide di confessarle tutto, e insieme si danno alla fuga. </p>



<h6 class="wp-block-heading">PERSONAGGI e CONTESTO</h6>



<p>I personaggi di Yoshida colgono vari aspetti della società giapponese moderna e sono quindi molti, non solo quelli direttamente collegati alla vicenda. I più importanti personaggi oltre a i già citati sono sono il padre di Yoshino e la Nonna di Yuichi, che è quella che lo ha cresciuto. </p>



<p>Yoshino è descritta sostanzialmente come <strong>una ragazza estremamente superficiale e materialista</strong>, nonché bugiarda, con cui il lettore difficilmente prova simpatia, nonostante sia la vittima della vicenda. Questo giudizio negativo si estende anche alla tecnologia e agli emergenti social network, simbolo di questa nuova generazione, nata e cresciuta negli anni subito successivi allo scoppio della bolla economica, e che all’inizio degli anni duemila inizia quindi ad affacciarsi alla vita adulta.</p>



<p>E’ stato etichettato come noir, poiché il romanzo non verte sul fatto di trovare il colpevole come nei gialli, ma sul fatto di vedere la storia da molti punti di vista. Il romanzo è infatti ricco di personaggi e la narrazione è discontinua con frequenti salti temporali e punti di vista. In generale sembra voler farci riflettere sulla molteplicità dei punti di vista, similmente al celebre racconto di <a href="https://www.kblejungle.com/2020-09-akutagawa-ryunosuke/">Akutagawa </a>“Nel bosco”, più conosciuto come Rashomon.</p>



<h6 class="wp-block-heading">messaggio dell&#8217;opera</h6>



<p>L’autore nella sua opera contrappone anche la vecchia generazione alla nuova, intrisa di superficialità, che tenda alla solitudine e all’alienazione con la conseguente difficoltà, se non incapacità, di instaurare rapporti autentici. Inoltre, focalizzandosi sulla molteplicità dei punti di vista e avendo caratterizzato negativamente anche gli altri personaggi, tra cui la vittima, quindi non solo il protagonista Yuichi, sembra voler far riflettere il lettore sul concetto espresso dal titolo giapponese dell’opera, che può essere intese quindi come una domanda aperta, senza una risposta così semplice e univoca, il malvagio (chi è)?</p>



<p>Yoshida Shuichi quindi attraverso il suo sguardo ci fa osservare questa moderna società giapponese da molti punti di vista, mettendo anche in crisi l&#8217;immagine stereotipica che a volte se ne ha qui in Europa.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Fonti suYoshida Shuichi – L&#8217;uomo che voleva uccidermi</h6>



<p><a href="https://www.mangialibri.com/libri/l%E2%80%99uomo-che-voleva-uccidermi">Il Mangialibri </a>&#8211; L&#8217;uomo che voleva uccidermi, articolo di Stefania Medda<br><a href="https://www.complete-review.com/reviews/trcrime/yoshidas.htm">The complete review</a> &#8211; Villain by Yoshida Shuichi<br><a href="https://shimirubon.jp/reviews/1681454">Shimirubon </a>&#8211; Akunin<br><a href="https://www.thebookmark.it/2021/02/03/yoshida-shuichi/">The Bookmark</a> &#8211; Yoshida Shūichi, la nuova voce dei giovani, articolo di Claudia Zancan</p>
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		<title>Gion Matsuri: la grande festa shintoista di Kyoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Sep 2023 17:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Folklore]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[festa shintoista]]></category>
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		<category><![CDATA[susanoo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Gion Matsuri è una grande festa shintoista che ha luogo a Kyoto nel mese di luglio. Kyoto è nota...</p>
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<p>Il Gion Matsuri è una grande festa shintoista che ha luogo a Kyoto nel mese di luglio. Kyoto è nota come la città dei templi e dei santuari ed è inserita nella lista dei siti protetti dall’Unesco. Non c’è da stupirsi quindi che una delle più grandi celebrazioni religiose del Giappone si svolga proprio qui, tra le strade di Gion, l’antico quartiere storico della città. I turisti forse lo conoscono come il quartiere delle <em>geiko </em>( le geisha locali) e delle sale da tè.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="500" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/maiko-che-danza-al-gion-matsuri.png" alt="Maiko che danzano al Gion Matsuri" class="wp-image-31039" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/maiko-che-danza-al-gion-matsuri.png 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/maiko-che-danza-al-gion-matsuri-300x214.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Maiko che danzano al Gion Matsuri</em></figcaption></figure></div>


<h6 class="wp-block-heading">Storia in breve</h6>



<p>Il <em>Gion matsuri</em>, come la maggi parte dei matsuri, è una celebrazione a carattere religioso, della divinità in questione. In questo caso è Takehaya Susanoo-no-mikoto, noto come il dio delle tempeste e degli uragani, nonché fratello di Amaterasu, la divinità del sole dalla quale si diceva discendesse la stirpe imperiale giapponese. Lo scopo è tenere questa divinità calma e placare la sua ira, per evitare malattie e catastrofi naturali.</p>



<p>Il santuario simbolo di questo matsuri è lo Yasaka jinja,
costruito nel 656. La prima celebrazione del Gion matsuri invece si dice
risalga al 869, quando per la prima volta il <em>mikoshi </em>(ovvero un
santuario portatile che ospita un determinato <em>kami</em> o divinità) del
santuario di Gion è stato portato per le vie di Kyoto per scongiurare un’epidemia
di peste.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Festeggiamenti</h5>



<p>I festeggiamenti principali si svolgono a metà luglio tra il 14 e il 17, si può dire che in questi giorni si concentrino gli eventi più importanti e spettacolari del matsuri. La celebrazione dura in realtà per tutto il mese. Come ogni matsuri che si rispetti le strade si riempiono di bancarelle che vendono ogni tipo di street food. Questa festa inoltre prevede la sfilata di trenta carri chiamata <em>yamakobo junko</em>. Gli <em>yamakobo</em> sono proprio questi tradizionali carri che procedono verso il santuario e sono <strong>adornati da splendide lanterne che con la loro luce trasformano l’atmosfera</strong> non appena scende il sole. All’interno degli Yamakobo ci sono bambini e musicisti vestiti alla maniera tradizionale. Si può anche prenotare un posto a sedere a pagamaneto sul carro, ma bisogna farlo con largo anticipo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="700" height="500" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/gion-matsuri-2.png" alt="Le tipiche lanterne presenti sui carri del Gion Matsuri " class="wp-image-31038" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/gion-matsuri-2.png 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2021/07/gion-matsuri-2-300x214.png 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Le tipiche lanterne presenti sui carri del Gion Matsuri </em></figcaption></figure></div>


<p>Non sono solo i carri che si spostano lungo le vie della
città in questo periodo, c’è anche la processione dei <em>mikoshi</em> che parte
dal santuario di Yasaka e viene portato in spalla fino a Otabisho.</p>



<p>Un’ultima usanza che è interessante menzionare è quella del <em>Matsuri Byobu</em>. Secondo questa tradizione le case più antiche di Kyoto che sono in questo quartiere sono invitate ad aprire le loro porte al pubblico del Gion Matsuri per mostrare a chi è interessato i cimeli di famiglia, non per forza legati alla religione shintoista. Chi è interessato di arte o di storia potrebbe trovarsi ad ammirare dei veri e propri tesori. </p>



<h6 class="wp-block-heading">FONTI</h6>



<p><a href="https://www.sognandoilgiappone.com/kyoto/matsuri-festival-di-kyoto/">Sognando il Giappone</a>, <em>Matsuri, i festival di Kyoto, </em>articolo di Alessandra Sanna.<br><a href="https://www.ilturista.info/blog/11372-Gion_Matsuri_a_Kyoto_il_festival_estivo_piu_bello_del_Giappone/">ilTurista.info</a>: <em>Gion Matsuri: a Kyoto il festival estivo più bello del Giappone</em>.<br><a href="https://www.watabi.it/blog/destinazioni/kyoto/gion-matsuri/">Watabi</a>: <em>Gion Matsuri, il festival di Kyoto</em>, articolo di Dafne Borracci.<br><a href="https://www.kblejungle.com/2022-03-i-festival-di-kyoto-il-gion-matsuri/">I festival di Kyoto: il Gion Matsuri </a>di Nicol Renè Sanzeni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2023-09-gion-matsuri-la-grande-festa-shintoista-di-kyoto/">Gion Matsuri: la grande festa shintoista di Kyoto</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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		<title>Aoi Matsuri di Kyoto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Santella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2023 10:59:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Folklore]]></category>
		<category><![CDATA[Aoi matsuri]]></category>
		<category><![CDATA[heian matsuri]]></category>
		<category><![CDATA[kamigamo]]></category>
		<category><![CDATA[kamo matsuri]]></category>
		<category><![CDATA[kyoto matsuri]]></category>
		<category><![CDATA[matsuri giapponesi]]></category>
		<category><![CDATA[santuario kamo]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2023-07-aoi-matsuri-di-kyoto/">Aoi Matsuri di Kyoto</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’Aoi Matsuri (葵祭) di Kyoto si svolge ogni anno il 15 di maggio e insieme al Gion matsuri e al Jidai Matsuri fa parte della triade di celebrazioni più famose e importanti di questa città. Nel <strong>2021 il matsuri è stato sospeso per evitare assembramenti </strong>che potessero facilitare la diffusione del coronavirus, ma ora che il mondo ha ripreso la vita normale anche questo festival è tornato a far divertire turisti e gente di Kyoto.</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Origine e nome</strong></h5>



<p>Secondo le prime fonti scritte del Giappone questa celebrazione di carattere religioso <strong>risale circa al VI° secolo, quando ci furono una serie di violente piogge che rovinarono il raccolto</strong> provocando una grande carestia, che portò l’imperatore a rivolgersi alle divinità venerate nel santuario di Kamo a Kyoto. Solo nel VIII° secolo però l’Aoi Matsuri inizia ad vere un carattere più ufficiale e una forma più definita, dato che a metà di questo secolo Kyoto diventa la capitale del Paese.</p>



<p>Il nome viene da una <strong>pianta chiamata Aoi che si riteneva proteggesse dai disastri naturali e i</strong> partecipanti alla processione ne indossano le foglie sul copricapo o sui vestiti.</p>



<h5 class="wp-block-heading">Svolgimento</h5>



<p>I rituali e gli eventi legati all’Aoi Matsuri sono molti e hanno luogo anche nei giorni precedenti, il tutto culmina però in una <strong>grande processione di circa seicento persone, tutte vestite con abiti aristocratici di epoca Heian </strong>(che comprende vari secolo intorno all’anno mille). Il percorso parte dal palazzo imperiale e passa per il <a href="https://www.kblejungle.com/2022-11-santuari-di-kamo-shimogamo-kamigamo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">santuario Shimogamo</a>, terminando poi nel santuario gemello di <a href="https://www.kblejungle.com/2022-11-santuari-di-kamo-shimogamo-kamigamo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kamigamo</a>.</p>



<p>La processione si divide in due parti, la prima composta solo da uomini, il cui protagonista è il messaggero dell’imperatore. La seconda invece comprende solo donne e l’attenzione è incentrata sulla figura della Saio che viene trasportata su un palanchino. Originariamente la Saio era la sacerdotessa del santuario Kamo e proveniva dalla famiglia imperiale, oggi invece è una ragazza nubile di Kyoto che viene scelta ogni anno e riceve dei rituali di purificazione prima della parata.</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="411" class="wp-image-32028" src="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/02/Shimogamo-jinja.jpg" alt="" srcset="https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/02/Shimogamo-jinja.jpg 700w, https://www.kblejungle.com/wp-content/uploads/2022/02/Shimogamo-jinja-300x176.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" />
<figcaption class="wp-element-caption">Il tempio del festival Aoi Matsuri di Kyoto</figcaption>
</figure>



<h6 class="wp-block-heading">Godersi lo spettacolo</h6>



<p>Le persone che accorrono a vedere la processione sono sempre molte, ma si concentrano soprattutto all’inizio, vicino al palazzo imperiale, mentre nella zona di arrivo, al santuario Kamigamo, di solito è più facile trovare posto. In ogni caso è possibile riservare un posto a sedere comprando i biglietti alla stazione di Kyoto, i prezzi variano ma vanno circa dagli 8 ai 25 euro. E’ inoltre disponibile per un prezzo aggiuntivo l’audioguida in inglese.</p>



<h6 class="wp-block-heading">Fonti sull&#8217;Aoi Matsuri di Kyoto</h6>



<p><a href="https://ja.kyoto.travel/event/major/aoi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sito ufficiale</a> Aoi Matsuri<br /><a href="https://www.japan-guide.com/e/e3948.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Japan Guide</a>, Aoi Matsuri<br /><a href="https://www.discoverkyoto.com/event-calendar/may/aoi-matsuri-kamo-matsuri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Discover Kyoto</a>, Aoi Matsuri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.kblejungle.com/2023-07-aoi-matsuri-di-kyoto/">Aoi Matsuri di Kyoto</a> proviene da <a href="https://www.kblejungle.com">K-ble Jungle</a>.</p>
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