Akutagawa Ryunosuke

Akutagawa Ryunosuke non ha bisogno di molte presentazioni. Autore giapponese tradotto in tutto il mondo, Akutagawa nasce a Tokyo nel 1892 da una famiglia di commercianti. Ancora in fasce, a causa della malattia mentale della madre, viene affidato alle cure di una zia nubile che, esperta di arti, influenzerà enormemente la carriera del giovane scrittore.

Breve biografia

Fin da piccolo, Akutagawa coltiva la passione per la letteratura e legge avidamente i classici cinesi e giapponesi e gli autori occidentali in traduzione inglese. Nel 1910 si iscrive alla Todai, l’Università Imperiale di Tokyo, dove stringe rapporti con figure intellettuali del tempo, come Kikuchi Kan e Kume Masao, con il quale darà avvio alla terza edizione della rivista Shinshicho (Nuova Corrente). Inizia così la sua prolifica carriera letteraria che finirà tragicamente nel 1927, anno in cui Akutagawa muore suicida.

Opere di Akutagawa Ryunosuke

Opere

I primi racconti dell’autore, che evocano il passato e la cultura Edo, si inseriscono nella corrente del naturalismo e si avvicinano molto per tematiche a Nagai Kafu. Tuttavia, nel 1915, con Rashomon (opera che darà il titolo al famoso film di Akira Kurosawa) lo scrittore si distacca da questa corrente per intraprendere una strada completamente diversa: in una cornice lontana, con storie di un tempo passato, si insinuano temi moderni, come l’egoismo e la ferinità dell’essere umano. Scrittore in bilico “tra tradizione e modernità”, Akutagawa dipinge un quadro perfetto sulle debolezze umane e già nelle prime opere si possono distinguere chiaramente le tematiche della produzione matura, quella più cupa e allucinante, che sembra però fornirci una descrizione lucida della realtà vissuta dallo scrittore. Se Rashomon, non riceve una grande reazione da parte dei critici, Hana (Naso, 1916), lo consacra come scrittore acclamato dalla critica e dal pubblico, che lo conosce grazie ad una recensione lusinghiera scritta da Natsume Soseki.

La maturità artistica

Nella produzione letteraria successiva si fa sempre più evidente la concezione di “vita infernale” e della miseria della vita umana, dalla quale è possibile liberarsi solo attraverso l’arte che trascende i confini geografici e temporali, l’arte grazie alla quale inizialmente Akutagawa crede di poter costruire qualcosa di assoluto al di là di ogni limite (L’arte per l’arte, Geijutsu Shijoshugi). Nell’ultima produzione, tutte le convinzioni di Akutagawa sembrano sgretolarsi: la trama dei suoi racconti non segue più quella dello Shosetsu (il romanzo tradizionale abilmente costruito, mutuato dall’Occidente), e i protagonisti sono alter ego dello scrittore, come in Saiho no Hito (L’uomo dell’Occidente, 1927 che fa parte dei  Kirishitan mono, Le storie di Cristo), nel quale Akutagawa sembra identificarsi con lo stesso Cristo. Altre opere di questo periodo, come Kumo no ito (Il filo del ragno, 1918) e Haguruma (La ruota dentata, 1927) sono permeate da segnali di morte e al contempo di brevi luci nelle tenebre, come a sottolineare la fugacità della vita.

I racconti di Akutagawa Ryunosuke
I temi dei racconti

Molti dei racconti di Akutagawa si basano su fonti cinesi e classiche, rivisitate in chiave moderna: l’ambientazione storica, staccata dal presente, fa spesso da cornice a situazioni  fantastiche, grottesche, al limite del surreale, e come in Yume (Sogno, 1927), lo sdoppiamento della realtà non permette al protagonista di capire se l’omicidio di una modella è stato solo un sogno.

Il malessere esistenziale che minò nel profondo la vita di Akutagawa Ryunosuke, ossessionato fino alla fine dall’ereditarietà della pazzia della madre, anticipa il male di vivere dell’uomo moderno. Il “padre del racconto breve”, a cui è anche dedicato il più prestigioso riconoscimento letterario giapponese (l’Akutagawa Ryunosuke Sho), ci lascia racconti degni delle scenografie dei più grandi registi, caratterizzati dal lessico accurato e dallo stile raffinato che stridono con lo squallore della vita umana. La sua influenza letteraria si estende a scrittori del calibro di Fumiko Enchi, Edogawa Ranpo fino agli autori moderni. I suoi racconti “Rashomon” e “Nel boschetto”, nel 1950 ispirarono un capolavorocinematografico di Akira Kurosawa, film che si aggiudicò il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia, mentre in Bungo stray Dogs (anime di Kafka Asagiri), Akutagawa riveste un ruolo di primo piano: è l’esponente più pericoloso della Port Mafia, anche se in passato è stato un pupillo di Dazai.

Il suo lato oscuro e un passato travagliato, fatto di un’infanzia solitaria, lo rendono in parte affine allo scrittore realmente esistito. 

Leave a comment