Romanzi giapponesi moderni: 3 proposte

"Sanshiro Pond, Tokyo University" by Akuppa is licensed under CC BY 2.0

Nella storiografia giapponese il periodo moderno è quello che va dalla Restaurazione Meiji, in giapponese Meiji ishin (明治維新), avvenuta nel 1868, alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945). Il periodo moderno è stato caratterizzato da enormi cambiamenti in ogni ambito, tra cui quelli letterario e artistico. Andiamo ora a vedere alcuni romanzi giapponesi moderni consigliati per chi fosse interessato a conoscere più da vicino quest’epoca e la sua arte.

Natsume Soseki e Sanshiro

Natsume Soseki
Ritratto fotografico di Natsume Soseki

Il primo dei romanzi giapponesi moderni che si analizzerà è Sanshiro (三四 郎) di Natsume Soseki (夏目漱石), pubblicato nel 1908. Il romanzo è in realtà parte di una trilogia di opere e ne costituisce il primo elemento; le opere successive sono E poi, in giapponese Sore kara (それから) e Il portale, in giapponese Mon (門), pubblicate nei due anni seguenti a Sanshiro.

Il romanzo parla della vita di Sanshiro, il protagonista. Egli è un giovane ragazzo di campagna che nel 1868, il primo anno dell’era Meiji (明治時代), per proseguire i propri studi si reca nella capitale, da poco spostata nella città appena ridenominata Tokyo (東京), che fino all’anno precedente era stata la capitale shogunale Edo (江戸). Lì si trova ad avere a che fare con svariati tipi di persone: il figlio di alcuni amici di famiglia Nonomiya Sohachi (野々宮宗八), di 29 anni, che lavora presso l’università imperiale di Tokyo come fisico sperimentale; Sasaki Yojiro (佐々木与次郎), un compagno di corso; il professor Hirota Cho (広田萇), docente di inglese presso una scuola superiore locale che diviene il mentore dei ragazzi; Satomi Mineko (里見美禰子), una ragazza di città cresciuta in modo liberale di cui Sanshiro si innamora.

Romanzi giapponesi moderni: Sanshiro
Edizione italiana di Sanshiro

la trama

La trama è semplice: Sanshiro si trasferisce nella grande città da una località di campagna e fa fatica ad ambientarsi. Ad aiutarlo arriveranno gli altri personaggi, che costituiranno degli alleati importanti nel suo percorso di crescita personale. È proprio questa crescita personale a costituire il tema principale del racconto; nel corso della storia, infatti, vediamo come un ragazzino della periferia della nazione debba venire a contatto con realtà sconosciute e, per affrontarle, debba crescere e diventare adulto.

Un romanzo, Sanshiro, che vale la pena leggere in quanto ci dà la possibilità di esplorare l’interiorità e la vita quotidiana di un giovane di oltre un secolo e mezzo fa. Ci porta la consapevolezza di come le persone di un tempo e quelle di oggi non siano poi così diverse, tra problemi quotidiani, preoccupazioni sul futuro e delusioni d’amore.

AKUTAGAWA E I SUOI RACCONTI

Romanzi giapponesi moderni: Rashomon
Una delle edizioni italiane di Rashomon e altri racconti

Akutagawa Ryunosuke (芥川龍之介) fu uno scrittore attivo in periodo Taisho (大正時 代), ossia tra gli anni Dieci e Venti del Novecento. La sua letteratura si caratterizza per essere costituita da racconti brevi, ciascuno con una trama a sé e con un proprio significato nascosto sotto un’atmosfera spesso fantastica e talvolta anche grottesca e/o inquietante.

Le trame dei suoi racconti sono semplici e spesso focalizzate su un solo personaggio principale; essi sono inoltre spesso derivati da storie già esistenti, di cui egli riprende i temi e li riadatta. Presenteremo qui alcune proposte di lettura per i suoi racconti, che tuttavia possono essere trovati solo nelle varie edizioni di raccolte su Akutagawa. Il titolo più comune per queste raccolte è “Rashomon e altri racconti” e contengono tutte diverse selezioni di storie a seconda dell’edizione e della casa editrice.

rashomon

La prima proposta è il racconto che dà il titolo alla raccolta, ossia Rashomon (羅生 門), adattamento da un’altra storia contenuta nel Konjaku Monogatari (今昔物語) del XII° secolo. Parla di una guardia di turno presso una delle porte della città di Heiankyo (平安京), chiamata appunto porta Rashomon. La guardia, come chiunque altro in città, si trova ad affrontare una condizione di disperata povertà; mentre valuta se darsi alla macchia pur di sopravvivere, sente dei rumori provenienti dal secondo piano del portale. Va a vedere e vi trova una vecchia donna, intenta a rubare dai cadaveri delle persone morte di fame a causa della carestia i capelli. Disgustato dalla vista dell’immondo gesto, la guardia si trova a dover decidere se risparmiare la vita alla donna.

kappa e jigokuhen

Un kappa, animale mitologico giapponese
Un kappa raffigurato da Katsushika Hokusai

La nostra seconda e terza proposta sono Kappa (河童) e Jigokuhen (地獄変), in italiano Il paravento dell’inferno. Kappa è una sottile critica sociale, in cui un comune essere umano si trova a precipitare nel mondo dei kappa, creature del folklore giapponese simili a tartarughe. Il loro mondo è quasi completamente uguale a quello umano, se non per alcune caratteristiche distopiche; sono quelle che rivelano il riferimento alla contemporanea società giapponese volta alla rapida modernizzazione.

Jigokuhen è invece ambientato nel Giappone premoderno e tratta della vicenda di un pittore dalle straordinarie abilità, a cui viene commissionato un dipinto per un paravento che abbia come tema gli otto inferni buddhisti. Per quanto il pittore sia effettivamente eccezionale, però, ha un difetto: non riesce a dipingere ciò che non vede con i propri occhi.

RANPO EDOGAWA E LA STRANA STORIA DELL’ISOLA PANORAMA

Romanzi giapponesi moderni: La strana storia dell'Isola Panorama
Edizione italiana de La strana storia dell’isola Panorama

L’ultimo dei nostri romanzi giapponesi moderni è Panoramato kitan (パノラマ島奇談), in italiano La strana storia dell’isola Panorama di Edogawa Ranpo (江戸川乱歩). Il racconto rientra nel genere poliziesco, specialità di Edogawa, e venne pubblicato per la prima volta a puntate nel 1926-27 sulla rivista Shinseinen (新青年).

La storia, pur rientrando nel genere del poliziesco, non narra tanto dell’indagine in sé quanto dello sviluppo dell’atto criminoso. Il protagonista è Hitomi Hirosuke (人 見廣介, un povero scrittore che non riesce a vendere nemmeno un’opera. Quando però gli giunge la notizia della morte di un suo ex collega dei tempi dell’università un uomo ricco sfondato, Komoda Genzaburo (菰田源三郎), ha un’idea improvvisa. I due, infatti, si somigliavano come due gocce d’acqua, tanto che in passato venivano spesso scambiati per gemelli. Egli decide quindi, non avendo futuro nel mondo dell’editoria, di rimpiazzare il vecchio amico nella sua azienda dopo aver inscenato la propria morte. Inizia quindi a progettare come compiere l’efferato gesto che gli permetterebbe, grazie alle ingenti fortune di cui verrebbe in possesso in caso di successo, di realizzare il proprio sogno: costruire il proprio paradiso privato.

fonti

L. Bienati, P. Scrolavezza, La narrativa giapponese moderna e contemporanea, Marsilio, Venezia 2009

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