Il poeta del passato giapponese: NAGAI KAFŪ

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Uno scrittore giapponese che guarda alla tradizione

Kafū (“Vento sul loto”) deriva da Ohasu (“fior di loto”), una giovane ragazza amata in gioventù dallo scrittore e poeta giapponese, ed è uno dei tanti pseudonimi con cui Nagai Sōkichi (1879-1959) amava firmare le proprie opere. Definito “Il poeta del passato”, egli appartiene alla generazione di scrittori che furono testimoni dei più sconvolgenti mutamenti della società giapponese nel XX secolo: infatti con la restaurazione Meiji (1868), il Giappone si aprì al mondo occidentale e subì un repentino processo di modernizzazione. Tōkyō divenne il centro culturale del Paese, dove per la prima volta fecero la loro comparsa nuovi mezzi di comunicazione e trasporto (come risciò e carrozze), nuovi edifici in stile occidentale e l’illuminazione elettrica, che metterà fine per sempre a quella cultura dell’ombra che Kafū rimpiangerà e ricercherà nei luoghi più nascosti, ai margini di una società sempre più frenetica. Unico rifugio da un presente che ha dimenticato le proprie radici in nome del progresso è il “mondo dei fiori e dei salici”, i quartieri di piacere, dove è ancora possibile assaporare l’atmosfera della tradizione passata.

Il fiume Sumida, ispirazione er molti dei lavori di
L’infanzia

Nato a Tōkyō nel 12° anno dell’era Meiji (1879), fin da piccolo Kafū amava camminare per le strade del suo quartiere e osservare i cambiamenti che si verificavano giorno dopo giorno, appuntando gli effetti della rapida e prorompente modernizzazione che stava inesorabilmente trasformando la città, con le sue caratteristiche e suggestive vedute e i suoi incontaminati paesaggi. La sua aspirazione letteraria e artistica, che si manifestò in giovanissima età, non fu mai accettata dal padre, portavoce di un rigido moralismo confuciano e allo stesso tempo uomo d’affari al servizio della nuova burocrazia. Nonostante il padre l’ostacolasse, Kafū si dedicò allo studio di classici cinesi e del periodo Edo, per avvicinarsi con il tempo alla letteratura europea, in particolar modo a quella francese.

Esperienze all’estero

Nel 1903 partì per gli Stati Uniti per poi trasferirsi in Francia fino al 1908, quando fece ritorno in patria. Il soggiorno in Occidente, di cui apprezzava la libertà di pensiero, fu importante per diversi aspetti e rese Kafū ancora più critico nei confronti dello scempio che la modernizzazione superficiale stava operando sulla tradizione autoctona. In questo periodo cominciano a delinearsi le principali caratteristiche della sua narrativa: profondamente amareggiato e deluso dalla società giapponese, lo scrittore si rivolge ad un’epoca passata, quella del periodo Edo, di cui ama la cultura, il teatro, la musica.

Tematiche

Le sue opere, tuttavia, non sono ambientate nel passato ma nella realtà contemporanea. Kafū ricerca nella città ciò che dell’epoca passata può ancora vedere e descrivere, quei luoghi ritenuti emarginati e immorali: i quartieri di piacere, ancorati alla tradizione e non ancora intaccati dal progresso. I suoi personaggi sono donne che vivono nell’ombra, le geisha, le intrattenitrici e le prostitute, ma anche gli stessi quartieri diventano protagonisti. Le descrizioni ne Il Sumida (1909) o Al giardino delle peonie (1910) ricordano infatti le stampe delle vecchia Edo, come quelle dell’Ukiyo-e, e assumono un ruolo importante perché riflettono gli stati d’animo dei personaggi, i quali, in un’incessante alternarsi delle stagioni, inseguono i propri sogni.

Dopo il tono elegiaco e malinconico delle prime opere, si farà sempre più spazio una visione cupa della realtà e della società, dalla quale l’autore si ritirerà. L’amore lascia il posto all’opportunismo e alla solitudine e la geisha raffinata, custode dei valori tradizionali, alle giovani intrattenitrici di basso rango dei café all’occidentale. Esistenze alienate, quartieri squallidi, personaggi sgradevoli e corrotti sono al centro di opere “autunnali”, come Una strana storia al di là del Sumida (1936) e La danzatrice (1944), in cui i protagonisti diventano archetipi dell’uomo moderno che ha perso ogni punto di riferimento.

Il poeta del passato giapponese Nagai Kafu amava il Giappone prima della modernizzazione.

Nonostante Nagai Kafū possa sembrare lontano ed “esotico” rispetto alla nostra società, i temi delle sue opere sono molto attuali: la ricerca di luoghi che evocano l’emozione del passato non è altro che la ricerca dell’equilibrio fra tradizione e progresso, fra spirito e materia nel mondo moderno, che ha lasciato un vuoto nella sua folle corsa verso il progresso.

“Ebbi in quell’istante, la netta sensazione che ci fosse un divario di incomunicabilità tra me, che uscivo con una donna da una casa di appuntamenti, e questo mondo che frenetico, incalzava il tempo. Guidati da diversi destini ci muovevamo in direzioni diverse”

Al giardino delle peonie, Nagai Kafū

Vi piace la letteratura giapponese? Andate a scoprire Natsuo Kirino. Per chi volesse scoprire altri autori giapponesi, ecco le pagine dedicate alla letteratura l sito di Associazione Ochacaffè.

Il poeta del passato giapponese Nagai Kafu descrive nei suoi romanzi il fiume Sumida
Il fiume Sumida, descritto dal poeta del passato giapponese Nagai Kafu nei suoi romani.

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[…] è possibile vedere come essa occupi un posto di rilievo, primo fra tutti nelle opere di Nagai Kafū  (1879-1959). Lo scrittore nacque in un periodo di grande rinnovamento: nel 1868, infatti, il […]

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