Un’estate con la strega dell’Ovest Kaho Nashiki

Kaho Nashiki Un'estate con la strega dell'ovest

Venuta alla ribalta in Italia grazie all’opera Un’estate con la strega dell’ovest Kaho Nashiki è in Giappone un’autrice molto conosciuta di romanzi, saggi e libri per bambini.
In Occidente, possiamo annoverare fra i titoli in traduzione, Les mensonges de la mer (海うそ, Umi uso, Le menzogne del mare, ndr) e un libro illustrato per bambini, Le peintre (ペンキや, Penkya, Il pittore, ndr), mentre in Italia l’unica opera pubblicata è Un’estate con la strega dell’ovest e altre storie (西の魔女が死んだ、Nishi no majo wa shinda, feltrinelli 2019), scritto nel 1994 e con il quale l’autrice ha esordito e ha vinto tre premi, tra cui il premio JAWC New Talent Award. Il libro ha un successo enorme in Giappone e viene adattato al cinema.

Kaho Nashiki
Breve biografia

Nata a Kagoshima (nel Kyūshū) nel 1959, dopo gli studi all’Università Doshisha di Kyoto parte per studiare in Inghilterra, dove subisce l’influenza di Betty Morgan Bowen, celebre scrittrice di libri per bambini. Tornata in Giappone, Nashiki diventa scrittrice grazie anche a Hayao Kawai, psicologa di fama mondiale per la quale Nashiki lavora e che, entusiasta per l’opera 西の魔女が死んだ、Nishi no majo wa shinda, decide di inviarla all’editore.

Un’estate con la strega dell’ovest

Un’estate con la strega dell’ovest è un romanzo brevissimo, arricchito in questa edizione di Feltrinelli da tre racconti. Con una prosa da fiaba, il romanzo narra la storia di una ragazzina di tredici anni, di nome Mai, che proprio all’inizio delle medie non vuole più andare a scuola. Per ovviare a questa impasse, la madre decide di farle trascorrere del tempo insieme alla nonna, nella sua casa di campagna sulle Alpi giapponesi. L’anziana donna, rimasta vedova da molti anni, viene da sempre chiamata Strega dell’Ovest dalla figlia e dalla nipotina: le sue origini inglesi e il suo rimanere una dell’Ovest nel paese del Sol Levante l’hanno sempre collocata sul confine dell’estraneità.

Libro di Kaho Nashiki

Mai inizia così la sua estate insieme alla donna, occupandosi degli animali dell’aia, confezionando marmellate e dedicandosi all’addestramento per diventare anche lei una Strega. Sì, perché come ben presto apprenderà, la nonna non è così diversa dalle altre donne del Giappone per le sue origini, ma perché possiede poteri soprannaturali. Dopo averlo scoperto, la nipote riesce a convincerla a iniziarla alle pratiche magiche, che non consistono in voli sulla scopa, pozioni e incantesimi, ma si rileveranno essere la disciplina e la forza di volontà per superare anche le prove più difficili, perché qualunque cosa accada, “non è una ferita mortale”.

Lontana dal caos cittadino e immersa nella natura più incontaminata, la casa della nonna sembra sospesa nel tempo: i ritmi della natura, che ha un’aurea di magia, il lavoro quotidiano, interrotto dal tè delle cinque con la nonna, aiuteranno la protagonista a ritrovare se stessa. Mai è infatti estremamente sola. Somatizza la sua solitudine attraverso l’asma, perché non riesce a dire alla mamma e al padre, molto impegnato per lavoro, da cosa deriva il suo malessere.

La nonna sarà la sua cura, dando alla nipote insicura la chiave di lettura della realtà e la forza interiore per affrontarla e la natura, proprio come in tutta la letteratura giapponese, ha un potere salvifico, perché rappresenta il ritorno ad un mondo più autentico e vero.

Libro giapponese
SCelte difficili

Un’estate con la strega dell’ovest è una storia dolce, in cui il lettore può identificarsi facilmente: il ricordo del rapporto speciale fra nipote e nonna, gli insegnamenti che quest’ultima riesce a dare con gesti semplici, nella casa di un’infanzia lontana. Il romanzo, che potrebbe essere quasi definito un romanzo di formazione, vuole essere un incoraggiamento a chi, in una società in cui le masse stanno prendendo il sopravvento, vuole portare avanti un pensiero indipendente e divergente.

È un’opera estremamente attuale, in cui l’autrice cerca di dare voce a chi è considerato più debole e cerca di non conformarsi: la protagonista si trova in una fase della vita molto delicata, è un’adolescente che nonostante la paura di ritrovarsi sola, decide non seguire il “branco”, ma di portare a termine le proprie scelte personali. Senza gesti eclatanti, Nashiki sembra sussurrarci che “non abbiamo una voce forte, ma possiamo comunque trasmettere il nostro messaggio, parlando tra di noi a bassa voce”.

Un bell’esempio di letteratura giapponese di formazione, adatto a tutta la famiglia.

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