Il romanzo poliziesco giapponese e Ranpo Edogawa

Uno dei generi più amati della letteratura popolare orientale è sicuramente il romanzo poliziesco giapponese, il tantei shosetsu (探偵 ⼩説). Diversi sono gli elementi che lo caratterizzano: un mistero derivante da un delitto, sia esso già compiuto o meno, qualcuno (un investigatore, il corpo di polizia ecc.) atto a risolvere l’enigma, l’applicazione di un rigoroso metodo deduttivo che fa spesso uso anche del metodo scientifico e, ovviamente, la risoluzione dell’enigma che ha dato origine alla vicenda. Durante lo svolgimento della trama il lettore ha solitamente la possibilità di confrontarsi con gli indizi presentati mano a mano che vengono scoperti; questo grazie anche alla tecnica narrativa a focalizzazione esterna (ossia in cui il narratore sa e dice meno di quanto sappiano e dicano i personaggi) impiegata dagli scrittori di romanzi gialli. Essa permette ai lettori stessi di sentirsi parte dell’indagine, facendo essi stessi ipotesi su colpevoli e moventi.

È stata proprio l’instaurazione di un dialogo diretto con la mente dei lettori che ha reso la detective fiction uno dei generi più amati della letteratura contemporanea. Vediamo come questo genere sia entrato a far parte della cultura giapponese, analizzando poi uno dei maggior esponenti della scrittura poliziesca novecentesca, ossia Edogawa Ranpo.

LA STORIA DEL GIALLO IN GIAPPONE DAL PERIODO EDO ALLA CONTEMPORANEITÀ

Edgar Alla Poe, autore americano
Edgar Allan Poe, scrittore di grande ispirazione per gli autori di tantei shosetsu
il periodo pre-bellico

Benché il genere della letteratura poliziesca sia da considerarsi un’importazione occidentale, possiamo ravvisare già nel periodo Edo una prima manifestazione culturale dalle caratteristiche simili. Stiamo parlando del cosiddetto “saiban shosetsu” (裁判⼩説), ossia romanzo giudiziario, che divenne popolare grazie anche alle biblioteche ambulanti diffuse in quel periodo. Il vero boom della narrativa poliziesca risale però al periodo Meiji; lo sviluppo del giornalismo permise infatti una diffusione decisamente più ampia del genere, che si ispirava a fatti di cronaca. Nel 1887 iniziarono a essere pubblicati a puntate sullo Yomiuri Shinbun i romanzi di Edgar Allan Poe, seguiti da quelli di Sir Arthur Conan Doyle. Essi costituirono l’ispirazione per alcuni scrittori giapponesi, che iniziarono a produrre una narrativa d’indagine autoctona sul modello di quella occidentale.

Il romanzo di indagine continuò a svilupparsi grazie al favore del governo che lo considerava un genere innocuo e positivo; si trattava infatti di una rappresentazione letteraria del ripristino dell’ordine sociale dopo il caos, rappresentato dall’atto criminoso. Solo durante la Seconda Guerra Mondiale il tantei shosetsu vide una battuta d’arresto nel suo sviluppo, causata dall’opposizione del regime. Questo poiché veniva ora considerato come un prodotto derivato dalla cultura occidentale, in particolar modo angloamericana, che in quel periodo era considerata ostile e sovversiva.

il periodo post-bellico

Dopo il conflitto, però, la narrativa poliziesca ritrovò la temporaneamente perduta popolarità, anche grazie alla partecipazione nella sua produzione delle scrittrici donne. Citiamo per esempio Miyabe Miyuki, Shibata Yoshiki, Kirino Natsuo e Nonami Asa, che seppero usare questo genere letterario per mettere in risalto alcuni degli aspetti più problematici della società contemporanea, quali il consumismo, la crisi dell’identità del singolo e la posizione difficile delle donne nella società giapponese del secondo Novecento, figure a tratti tradizionali e dinamiche. Fra gli scrittori di sesso maschile che si dedicarono alla narrativa dell’indagine e del mistero troviamo Tanizaki Jun’ichiro, Matsumoto Seicho e, naturalmente, il grande Edogawa Ranpo.

romanzo poliziesco giapponese, stata dedicata a Ranpo Edogawa
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Statua di Ranpo Edogawa, autore di tantei shosetsu

ranpo edogawa

Edogawa Ranpo (江⼾川乱歩) è il nome d’arte di Hirai Taro (平井太郎) e deriva dalla traslitterazione in katakana del nome dello scrittore di mistery americano Edgar Allan Poe. Edogawa nacque nella prefettura di Mie nel 1894, in un’area dove il nonno era stato samurai in periodo Edo. La famiglia si stabilì però a Nagoya quando lui aveva solo due anni. Nel 1912 iniziò a studiare economia alla Waseda University, da cui si laureò nel 1916. Intraprese poi varie professioni, tra cui si annovera anche quella di editor presso una rivista.

Fu però nel 1923 che iniziò la propria carriera da scrittore di gialli, grazie alla pubblicazione sulla rivista Shinseinen (新⻘ 年) del suo raccondo Nisen Doka (⼆銭銅貨), ossia “Una Moneta di Bronzo da Due Sen”. La rivista Shinseinen fu in prima linea nella promozione del genere della narrativa poliziesca, specie dopo che la sua direzione venne assunta da Yokomizo Seishi (横溝正史), lui stesso scrittore di gialli.

romanzo poliziesco giapponese: La belva nell'ombra
alcune opere

Fra le più importanti opere di Ranpo Edogawa possiamo sicuramente citare la celeberrima Inju (陰獣), “La Belva nell’Ombra”, del 1928. Il romanzo racconta di uno scrittore di gialli che assume i panni del detective per aiutare una donna. Ella avrebbe infatti tagliato i rapporti con un amante che, a suo dire, era tornato e la spiava incessantemente (di qui il nome del romanzo).

Oltre alle tradizionali caratteristiche del romanzo poliziesco, nelle storie di Ranpo Edogawa troviamo anche il tema della messa in discussione del concetto di identità. È un tema predominante, per esempio, nel romanzo Panoramato Kitan (パノラマ島綺 譚 ), o “La strana storia dell’isola Panorama”, che ha una struttura però leggermente diversa da quella dei soliti gialli.

romanzo poliziesco giapponese: La strana storia dell'Isola Panorama

Il protagonista non è infatti tanto il detective, che compare solo alla fine, ma il criminale stesso. Parliamo di Hitomi Hirosuke, uno scrittore sul lastrico che decide di assumere l’identità di Komoda Genzaburo, suo collega all’università che gli assomigliava come una goccia d’acqua, dopo la di lui prematura morte. Essendo stato il defunto un ricco industriale, Hitomi Hirosuke dispone di un ammontare pressoché illimitato di denaro con il quale dare forma alle proprie follie su di un’isola al largo della costa giapponese. Il romanzo segue le sue macchinazioni criminose dalle origini fino all’apice della realizzazione del suo piano, terminando però, come ogni romanzo giallo che si rispetti, con la risoluzione dell’enigma.

fonti e link

L. Bienati, P. Scrolavezza, La narrativa giapponese moderna e contemporanea, Marsilio, Venezia, 2009
Letteratura giapponese, sito Associazione Ochacaffè

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