Jun’ichiro Tanizaki

Jun'ichiro Tanizaki, romanzi

Jun’ichiro Tanizaki è stato uno dei maggiori scrittori giapponesi del Novecento. Nasce a Tokyo nel 1886 da una famiglia della media borghesia e frequenta l’università fino al 1910, quando decide di interrompere gli studi per problemi economici e per assecondare una precoce vocazione narrativa, che mal si concilia con il rigido ambiente accademico.

Prime opere

I racconti degli esordi, pubblicati su rivista dal 1910, come Il Tatuaggio (Shisei) e Il Segreto (Himitsu) gli conferiscono i primi riconoscimenti della critica. Gli anni giovanili sono dominati da una vena sensuale e sadica, dalla ricerca di una bellezza femminile perversa a cui l’uomo desidera assoggettarsi e dal feticismo dei piedi. Come Seikichi, il protagonista di Il Tatuaggio, che in estasi ammira “la bellezza conturbante dei piedi candidi e della bianca schiena” della donna addormentata che si accinge a tatuare. Figura ricorrente nelle opere anche della maturità, come nel romanzo Le domestiche (Daidokoro taibeki), la donna, e in particolare il suo corpo, riveste un ruolo centrale: un corpo sensuale, dalla pelle morbida e candida, che diventa per chi lo osserva un’ossessione; un corpo dalla bellezza eterna ed eterea che ricorda l’immagine materna.

La via dei sensi e del piacere

I triangoli amorosi, le ossessioni torbide e la crudeltà della donna sono un fil rouge delle opere giovanili di Tanizaki, che fa dell’estetismo il baluardo della sua filosofia narrativa. Il piacere dei sensi, la bellezza evanescente trascinano il lettore in una dimensione quasi onirica, sempre in bilico fra realtà e finzione. L’estetismo si lega indissolubilmente ad un senso di decadenza e di perdita: Tanizaki vive in un periodo di profondi cambiamenti all’interno della società giapponese, che in seguito alla Restaurazione Meiji si era aperta al mondo occidentale, non solo per il commercio, ma anche per lo stile di vita. I vecchi valori e le tradizioni di inizio secolo stanno svanendo, il mondo delle antiche tradizioni, avvolto nell’ombra e in un’aurea di mistero sarà spazzato via dalla marea di un’epoca nuova e moderna che Tanizaki, inizialmente attratto dall’Occidente, criticherà fortemente.

I temi della maturità

In Libro d’ombra lo scrittore polemizza apertamente contro gli eccessi dell’illuminazione elettrica, opponendo un universo immerso nella penombra, come i monasteri e le case delle geisha nei “quartieri dei fiori e dei salici”. Questo mentre in opere come Le domestiche e Neve sottile, altro capolavoro della maturità dello scrittore, il confronto fra Oriente e Occidente – tra i valori di cui questi due mondi sono portatori – diventa lo spunto per analizzare l’esistenza umana. La frattura all’interno della società giapponese si riflette nelle opere di Tanizaki che vive questo contrasto attratto dal nuovo e moderno, ma pur sempre ancorato alle sue radici.

Romanzi giapponesi di Junichiro Tanizaki
Jun’ichiro Tanizaki tra Occidente ed oriente

Racconti del crimine (raccolta di sei storie, edito da Marsilio nel 2019) si inserisce all’interno del tantei shosetsu – romanzo poliziesco – di cui Edogawa Ranpo fu il padre fondatore. Nelle sei storie che compongono la raccolta sono presenti gli elementi del genere poliziesco classico, come il delitto, l’indagine, la scoperta del colpevole o la soluzione del caso, alla quale il lettore è condotto a piccoli passi, attraverso una serie di deduzioni.

In Storia di Tomoda e Matsunaga, il primo racconto, il mondo femminile fa la sua comparsa nella veste di prostitute occidentali, per le quali il protagonista prova una profonda attrazione. L’infatuazione per l’esotismo del mondo occidentale e il desiderio di restare attaccato alla proprie radici è vissuto con tormento da Tomoda, che alterna ad anni in cui si immerge nella cultura giapponese, altri in ci se ne allontana anche fisicamente per abbracciare stili di vita occidentali. Non c’è un delitto, ma un mistero da risolvere con le armi dell’intelletto.

Jun’ichiro Tanizaki è stato uno dei maggiori scrittori giapponesi del Novecento. è un autore eclettico e prolifico: la sua vasta produzione presenta temi e tecniche multiformi, che riflettono un periodo di profondi cambiamenti e contrasti; la sua sensibilità travalica l’epoca storica in cui ha vissuto per sondare le pieghe più profonde dell’uomo, dove si celano paure primitive, ossessioni e fantasie torbide, sempre sul filo sottile che separa il sogno dalla realtà.

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