Prugne umeboshi – origine e proprietà

Le prugne umeboshi sono delle prugne giapponesi sotto sale dal sapore molto aspro e sapido di origine antichissima e dalle innumerabili proprietà benefiche. Le prime testimonianze di questo cibo sono state trovate in delle antiche tombe cinesi e ad oggi questo tipo di cibo si trova in molti paesi dell’Asia orientale, ognuno con le sue varianti ovviamente.

Preparazione

Anche se vengono chiamate prugne (significato letterale di ume), in verità assomigliano più alle nostre albicocche, infatti provengono da una varietà asiatica dell’albicocco Prunus Mume. Per preparare le umeboshi è indispensabile raccogliere il frutto a giugno, quando è ancora acerbo e conserva il massimo della sua acidità. Le ume vengono messe subito a bagno per un giorno, in modo da toglierne il sapore amaro, e poi sotto sale per varie settimane. Al termine di questo processo si essiccano all’aria, tradizionalmente sul bambù. Da qui il secondo pezzo della parole, cioè boshi, che significa appunto ‘secca’. I frutti poi devono maturare ancora un anno almeno.

prugne umeboshi messe a essiccare dopo la salatura
Fase di essiccazione all’aria delle umeboshi

Dopo questa lunga lavorazione le ume sono caratterizzate da un sapore ovviamente molto salato e acido allo stesso tempo. Questo specifico sapore è chiamato in giapponese suppai e le umeboshi  ne sono l’esempio più calzante.

Usi e proprietà delle prugne Prugne umeboshi

Le proprietà di questo straordinario cibo di origine millenaria sono davvero tante, in particolare si dice sia un ottimo tonico ed energizzante. Pare fosse molto amato dai samurai proprio per questo motivo. Inoltre, le umeboshi hanno delle proprietà antisettiche che le rendono un efficace rimedio contro raffreddore e influenza. Sempre per lo stesso motivo si trova spesso poggiato sul riso proprio per conservarlo meglio nel tempo ed evitare che si sviluppino batteri. Non a caso è sempre presente nelle tipiche scatoline del pranzo al sacco giapponese o bento ed è spesso utilizzato anche come ripieno degli onigiri.

Bento o pranzo al sacco giapponese con umeboshi poggiata sul riso

Se questo non bastasse, a quanto pare questo vero e proprio super food nipponico è un toccasana per reni e fegato, tanto da aiutare a superare i postumi della sbornia.

Se il sapore risulta troppo forte per qualcuno si può sempre usare questo metodo: immergere l’umeboshi in acqua calda o direttamente nel tè e poi mangiarlo dopo qualche minuto. L’acqua rimanente da questa infusione può essere ovviamente bevuta e usata come energizzante.

Un altro modo interessante di usare questo frutto è polverizzarlo e adoperarlo su un piatto al posto del sale, conferirà un sapore unico, oltre ad arricchire il piatto di nutrienti extra.

Un gusto in qualche modo paragonabile al shiokara, per la sua forza e intensità.

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