Il natto: un superfood giapponese che fa storcere il naso

Il natto: un superfood giapponese

Il natto è un noto cibo tradizionale giapponese, molto popolare in patria per le sue tante proprietà salutari e famigerato all’estero per la sua apparenza non proprio tra le più invitanti. Per ottenerlo bisogna lasciar fermentare dei fagioli di soia cotti a una temperatura ambiente assieme al Bacillus subtilis, un batterio che si trova di solito nell’erba o nel fieno, ed è infatti conosciuto anche come bacillo del fieno o dei pascoli. Il natto: un superfood giapponese che ha in effetti poco successo all’estero.

Originariamente questo cibo veniva quindi prodotto avvolgendo la soia in un involucro di fieno. Probabilmente il natto è nato proprio da una dimenticanza di qualcuno, che si era scordato di aver riposto dei fagioli di soia in queste tasche di paglia, rendendo così possibile la fermentazione.

Nel ventesimo secolo si è poi riuscito a produrre il natto industrialmente senza ricorrere alla paglia e la sua distribuzione è diventata molto più ampia.

CONSUMO E PROPRIETÀ

Il natto viene solitamente consumato a colazione con del riso e spesso anche con un uovo e delle verdure. I condimenti più comuni sono la salsa di soia e la senape, che vengono sempre inclusi nella confezione in comodi pacchettini quando si compra. Questo alimento, proprio come il miso, è fermentato ed è proprio per questo che è così benefico per la salute umana, la fermentazione infatti migliora la digeribilità della soia e l’assorbimento dei suoi nutrienti. Tutti i cibi fermentati sono una fonte di probiotici e il natto contiene inoltre un grande quantitativo di vitamina K2 (importante per le ossa) e un enzima chiamato nattokinase, che aiuta a fluidificare il sangue e di conseguenza a prevenire patologie cardiovascolari.

Il natto sembra quindi essere uno dei tanti fattori che rende questo incredibile popolo così longevo.

Natto giapponese dal supermercato
Il natto viene solitamente venduto in confezioni contenenti 3 monoporzioni, ognuna con le sue salse

Alcuni giapponesi infatti lo consumano più per le sue proprietà che non per il suo sapore. Ma molti di più sono quelli che si affezionano al suo gusto inconfondibile.

SAPORE E ASPETTO

La fermentazione, però, porta la soia ad acquisire retrogusto amarognolo e un odore molto pungente, che, soprattutto a primo impatto, può risultare sgradevole. Inoltre, si producono quei caratteristici filamenti appiccicosi. Insomma, anche l’aspetto non aiuta molto.

Ma non lasciatevi scoraggiare dal primo assaggio, il sapore del natto infatti è considerato un gusto acquisito, proprio come il caffè o i tè amari, cioè è un gusto che si riesce ad apprezzare solo dopo un po’ di tempo e  ripetuti tentativi di assaggio.

In caso vi dovesse capitare di trovarvi di fronte a questo incredibile alimento, quindi, provate a mangiarlo seguendo i consigli di questo video e non arrendetevi al primo boccone. Ganbatte con il natto: un superfood giapponese

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