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Yamamura Koji: il mago della forma

Yamamura-Koji

Scopriamo insieme Yamamura Koji: il mago della forma, uno degli animatori giapponesi più conosciuti e apprezzati del momento. Con una carriera fantastica, uno stile particolare e moltissime opere interessanti, questo grande animatore ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui una nomination agli Oscar.

yamamura koji: biografia

Yamamura Koji è un animatore giapponese nato il 4 giugno del 1964. Tra il 1983 e il 1987 ha studiato pittura alla Tokyo Zokei University. Quando era ancora uno studente ha lavorato come assistente artistico e addetto agli effetti speciali per film di altri. La sua arte è stata influenzata dai corti animati canadesi, russi ed europei. In seguito ai suoi studi ha iniziato a lavorare come animatore nelle retrovie del Mukuo Studio, per poi lavorare da freelance dal 1989. Nel 1993 ha fondato la sua casa: la Yamamura Animation, insieme alla moglie Sanae, una pittrice che collabora alle realizzazioni delle sue opere. Dal 2002 è il direttore dell’animazione per l’Acme Filmworks.

Yamamura Koji: il mago della forma, così definito dalla critica, ha un tratto estremamente personale e i suoi lavori hanno una grande complessità culturale. Ha realizzato moltissime animazioni utilizzando le più disparate tecniche. È anche un insegnante di animazione: è difatti professore alla Tokyo Zokei University, ancora oggi prestigiosissima scuola giapponese del campo, e si impegna molto nell’aprire le porte dell’animazione alle nuove generazioni. Insegna saltuariamente alla China Academy of Art dal 2021.

Account twitter di Yamamura Koji: il mago della forma
L’account twitter dell’animatore Yamamura Koji

la carriera di yamamura koji

La sua carriera può essere divisa in 3 grandi periodi: negli anni ’80 si dedica molto alla sperimentazione e al trovare uno stile tutto suo. Negli anni ’90, invece, lavora ad animazioni anche piuttosto commerciali, per esempio realizzando lavori per bambini richiesti dalla NHK. Infine, oggi possiamo dire che stia riaffermando il proprio stile particolare. Durante la sua carriera ha collaborato anche a film dal vero. È anche a lavoro su alcuni picture book, tra cui Oyaoya Oyasai. Al momento sta lavorando a un lungometraggio animato, per il quale utilizza circa 10 mila tavole per soli 10 minuti di animazione. Ha diretto molti workshop e lezioni a festival internazionali di film. Alla Aichi Expo del 2005 ha esposto la sua Yamamura Animation Museum, e ha esposto alcune altre opere in diverse gallerie e musei.

I suoi film sono stati pubblicati in più di 30 paesi e hanno ricevuto molti riconoscimenti. È infatti tra gli animatori giapponesi più famosi al mondo e ha ottenuto diverse nomine a premi prestigiosi, tra cui gli Oscar. Ha ricevuto 6 grandi premi, ma i riconoscimenti per le sue opere ammontano a più di 140. Nel 2021 è stato riconosciuto come il secondo regista di corti d’animazione nella top 25 dei migliori animatori di corti degli ultimi 25 anni. Ha ottenuto il Premio Kawakita e l’Education Award for Fine Arts in Japan. In Italia ha ricevuto il Premio Speciale Pulcinella.

le opere di yamamura koji: il mago della forma

Il primo lavoro da lui pubblicato è Acquatico, suo film di laurea, realizzato con lastre dipinte che danno particolari effetti di luce. Diventa parte del gruppo Animation 80, con cui collabora alla realizzazione di Japanese-English Pictionary, un insieme di giochi di forme tra caratteri e lettere. Con lo stesso gruppo crea anche Perspective Box, una critica al consumismo, ambientato in una città completamente sommersa da oggetti, in cui è difficile riconoscere le persone umane. Con il proprio studio, Yamamura Animation, pubblica diverse opere, tra cui Il libro di Bavel, creato su richiesta della NHK. Yamamura è conosciuto per i suoi lavori dedicati al movimento e all’immaginazione, tra cui abbiamo Il vecchio coccodrillo e Five fire fish, in collaborazione con National Film Board, una grande casa cinematografica canadese.

Five fire fish

Altri esempi sono Il dottore di campagna di Kafka, adattamento de Le Metamorfosi kafkiane, e Le corde di Muybridge, sulla vita privata del primo fotografo nella storia che ha studiato nel dettaglio il movimento di animali, specialmente dei cavalli. Tra gli ultimi lavori dell’animatore abbiamo nuove sperimentazioni, come Parade, su compositori e il loro essere sospesi nel nulla, appesi al filo della musica, che crea immagini che ricordano un circo volante. Note su Monstropedia, invece, è un insieme di immagini fisse rappresentanti mostri della tradizione europea, ognuno simbolico di un concetto umano. Altri lavori interessanti sono Il sogno dell’acqua e Illustrazione dei sogni.

Il trailer di Note su Monstropedia
il monte testa

Il suo lavoro più conosciuto, però, è Il monte testa, che gli è valso una nomination agli Oscar nel 2003. È stato selezionato come uno dei 100 Films for a Century of Animation e tra i 50 Best animated films per i 50 anni di ASIFA.

Il monte testa

Questo corto narra di un uomo avarissimo, che arriva a mangiare anche i semi delle ciliegie per non sprecare nulla. Proprio per questo, però, gli crescerà in testa un germoglio di ciliegio, che egli ogni giorno, ossessivamente, cercherà di sradicare inutilmente. Tra immagini assurde e un ritmo crescente, l’opera affronta anche il tema dell’ossessione verso i tipici simboli della tradizione giapponese, tra cui risalta proprio il sakura, il ciliegio. Il racconto è molto ironico e più che sul personaggio si concentra sull’ambiente circostante e sui suoi cambiamenti.

fonti

Maria Roberta Novielli, Animerama: Storia del cinema d’animazione giapponese, Marsilio Editori, Venezia, 2014
Yamamura Animation, biography
Canale YouTube ufficiale della Yamamura Animation

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