Imperatore Meiji

Imperatore Meiji

Meiji-Tenno, o Imperatore Meiji (明治•天皇) è stato il 122° Imperatore del Giappone. Salì al trono il3 febbraio 1867 all’età di circa 15 anni e guidò l’Impero per 45 anni in un contesto di grandi cambiamenti. Vide il Giappone mutare da uno stato feudale ad una potenza mondiale capitalistica e imperialistica, attraverso la rivoluzione industriale e culturale moderna.

Quando nacque, il 3 novembre 1852 a Kyoto, il Giappone attraversava una crisi politica e sociale. Era rimasto isolato per secoli per volere della politica Tokugawa-Bakufu che aveva chiuso il Paese, impedendo anche l’ingresso ai connazionali che risiedevano all’estero proprio all’inizio del periodo Edo (1603-1868). In seguito verrà fatta un’eccezione per alcuni mercanti cinesi e olandesi, ma fuorono confinati in un’area ristretta del porto di Nagasaki.

L’apertura del Giappone

Nel 1853 alcune navi mercantili e da guerra statunitensi, chiamate dai giapponesi kurofune (navi nere), sotto la guida dall’ammiraglio Matthew Perry si introdussero nel porto di Edo per convincere il Paese ad aprirsi al commercio con l’estero. L’anno successivo, sotto mandato del presidente statunitense Millard Fillmore, la richiesta divenne minaccia di bombardamento contro il Paese se non si fosse aperto all’occidente. Così Tokugawa Yoshinobu fu costretto ad accettare la resa dopo un isolamento durato oltre 230 anni, questo avvenimento naturalmente fece crescere pareri contrapposti nei giapponesi che lo vissero.

Iniziò di fatto il periodo conosciuto come Bakumatsu (1853-1868), che contrapponeva due forze in campo. Una forza più moderata giustificava l’apertura del governo dello Shōgun. La forza contrapposta, con sentimenti nazionalistici e conservatori e più vicina alla Corte Imperiale, non voleva aprirsi all’occidente e chiedeva il consolidamento del Potere Imperiale. Lo stesso imperatore Komei uscì rafforzato da questa situazione, ma scomparve all’età di 35 anni e il suo posto fu ereditato dal giovanissimo figlio, che non ancora aveva compiuto quindici anni. Il figlio riuscì in breve tempo a guidare la Corte Imperiale con grande maestria, riuscendo ad isolare sempre più Tokugawa Yoshinobu.

L'imperatore del Giappone

Potere all’imperatore Meiji

Una volta consolidato il potere, Meiji istituì un’assemblea nazionale, abbandonò le usanze più antiche e adottò riforme politiche ed economico-sociali ispirate dai paesi stranieri (una vera rivoluzione). Trasferì la sua corte da Kyōto a Edo cambiandogli il nome in Tokyo. Abolì definitivamente la struttura politica e amministrativa precedente creandone una nuova che comprendeva le prefetture, che oggi sono 47. Abolì le caste, che erano oggetto di discriminazione.

Cambiamenti radicali

In campo religioso adottò lo shintoismo come religione di stato, abolendo di fatto il buddismo. Lasciò la libertà di culto (tanto è vero che ieri come oggi la maggioranza dei giapponesi professa sia lo shintoismo che il buddhismo). Introdusse una legge sull’istruzione obbligatoria che istituiva il Ministero dell’Educazione Nazionale e suddivideva il Paese in otto circoscrizioni scolastiche, ciascuna con un’università, 32 scuole secondarie e centinaia istituti primari. Modernizzò l’agricoltura,anche se una successiva deflazione portò alla perdita della terra per molti contadini, circa 360.000, a favore dei grandi latifondisti. Ci furono grandi cambiamenti in campo economico, dove fu introdotta una nuova moneta, lo yen, mandando fuori corso il koban. Adottò politiche di crescita industriale in modo da evitare che l’economia nazionale fosse preda di speculazioni da parte degli europei. Su suo mandato il ministro Matsukata Masayoshi istituì nel 1882 la prima banca centrale.

Il Giuramento dei Cinque Articoli
Politica economica

Bisogna anche dire che la politica economica, se da un lato favorì la crescita industriale del paese, dall’altro incrementò la miseria delle classi lavoratrici che dovevano accontentarsi di bassi salari, nessuna tutela sindacale e pessime condizioni di vita. Tutto questo diede inizio ai primi scioperi e manifestazioni sindacali della storia del Giappone, come quella dei minatori di Takashima nella prefettura di Shiga nel 1872, duramente repressa. Modernizzò esercito e marina in vista di politiche di espansionismo, infatti la politica estera fu totalmente diversa da quella proseguita dai Tokugawa (la famiglia dello Shōgun che guidò il paese per 250 anni). Invece del precedente isolamento internazionale, egli portò il Paese alla pari delle potenze europee, con una netta predominanza nel sud-est asiatico.

Uno dei risultati più duraturi della sua politica è stato il Giuramento dei Cinque Articoli, che ha come obiettivo l’instaurazione del bene del Giappone su ampia base e la composizione di una costituzione di leggi. Un documento che ha avuto ed ha tutt’ora un forte impatto sulla società giapponese.

La morte dell’imperatore meiji

L’Imperatore (affetto da diabete) scomparve per un’uremia all’età di 59 anni il 30 Luglio 1912, dopo aver guidato il Giappone per 45 anni. Nel Paese ci furono espressioni di profondo cordoglio, tanto che a Tokyo fu eretto in suo onore un santuario scintoista, il Meiji-jingu. Pochi giorni dopo il funerale dell’Imperatore, il generale Nogi Maresuke reagì idealizzando la tradizione samurai con un junshi (ovvero seguire il proprio signore anche nella morte tramite seppuku). Effettuò il seppuku utilizzando un wakizashi (spada media) per il taglio del ventre. La moglie invece effettuò la versione femminile: il jigai, che consiste nel taglio della carotide e della giugulare con la tanto, una spada corta. Il junshi (suicidio rituale per seguire il proprio signore) era stato bandito da qualche tempo e alcuni giudicarono anacronistico il gesto di Nogi Maresuke, ma in sostanza l’opinione pubblica fu commossa da tale espressione dello spirito samurai.

Meiji-Tennō si era sposato l’11 Gennaio 1869 con l’Imperatrice Kogo Shoken appartenente alla famiglia Fujiwara, da cui non ebbe figli in quanto sterile. Come era consuetudine il sovrano disponeva di numerose concubine dalle quali ebbe molti figli tra cui Taisho (il suo successore) che era figlio della Dama di Corte Yanagihara Naruko, ma indicato comunque come figlio di Kogo Shoken.

appellativi dell’imperatore

In occidente il nome dell’Imperatore (così come per gli altri) vengono menzionati con il nome di battesimo (in questo caso si è parlato di Mutsuhito) ma per i nipponici è tremendamente scortese rivolgersi così all’Imperatore per qualsiasi forma o riferiemto usando il suo nome proprio. L’appellativo di Kinjo Heika viene utilizzato per l’Imperatore in carica nella forma scritta, mentre una volta scomparso si utilizzerà la forma tenno preceduto dal nengo, ovvero il nome Imperiale dell’era.

Attualmente l’Imperatore che abdicato di recente viene menzionato con il titolo Daijō-Tennō che proprio seguendo questa regola quando purtroppo scomparirà verràmenzionato come Heisei-Tennō, prima di lui ultimo ad abdicare è stato il 119° Imperatore Kōkaku-Tennō che salì al trono nel 1780 all’età di 9 anni, ma abdico in favore del quarto figlio nel 1817, per poi scomparire nel 1840.

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